Come prevenire e curare la lesione del menisco

Che cos’è la lesione del menisco?

L’articolazione del ginocchio è costituita da un menisco mediale e laterale, due dischi a forma di mezza luna di cartilagine fibrosa situati tra femore e tibia. I menischi assicurano che queste due ossa con superfici di forma diversa funzionino regolarmente insieme. Essi aumentano la superficie

La lesione del menisco è tra quelle più diffuse che riguardano il ginocchio, come l’infiammazione.

Il menisco è una struttura fibro-cartilaginea, dura ed elastica, che funge da ammortizzatore all’interno del ginocchio. Ogni ginocchio ha due menischi – il menisco laterale e il menisco mediale – posti tra il femore e la tibia. E’ privo di vasi sanguigni fatta eccezione per le sue due estremità. Nei giovani adulti questo apparato vascolare penetra all’interno del menisco mediale per circa il 10-30% della sua lunghezza, mentre in quello laterale la penetrazione è leggermente inferiore (10-25%). Ne consegue che, fatta eccezione per piccole lesioni periferiche, in caso di un forte trauma le sue capacità riparative sono estremamente basse.

I menischi hanno la funzione di distribuire i carichi del ginocchio in modo più regolare e contribuiscono alla stabilità rotazionale quando il ginocchio è soggetto a sollecitazioni meccaniche rilevanti come correre, saltare o cambiare direzione all’improvviso.

Quali sono le cause della lesione del menisco?

La lesione del menisco può avvenire a seguito di un trauma distorsivo del ginocchio oppure può essere l’ultimo evento di una degenerazione della fibrocartilagine che avviene nel tempo per un processso di invecchiamento fisiologico o per un meccanismo di piccoli traumi ripetuti.

Le lesioni del menisco sono spesso causate da attività sportive, incidenti o movimenti incontrollati. Questi sono solitamente movimenti bruschi come la rotazione rapida o un’estensione improvvisa. Il ginocchio viene ruotato causando uno schiacciamento con conseguente rottura del menisco. Lesioni al menisco si possono verificare in varie forme e diversi gradi di gravità. Un’altra causa che non deve essere trascurato, soprattutto nelle persone anziane, è la degenerazione progressiva dei menischi con l’aumentare dell’età. I menischi diventano fragili e si formano piccole crepe. Inoltre, il menisco può lacerarsi anche durante i movimenti quotidiani del ginocchio. Tuttavia, cambiamenti degenerativi al menisco sono possibili anche in giovane età, se vengono applicati sforzi eccessivi sull’articolazione. Questo è causato per esempio da eccesso di peso, mal posizionamento degli arti o continue sollecitazioni su un compartimento del ginocchio causato da attività sportive.

Quali sono i sintomi della lesione del menisco?

I sintomi relativi alle lesioni del menisco comprendono elevato dolore e mobilità limitata dell’articolazione del ginocchio interessato. Ulteriori indicazioni di danni al menisco sono relativi alla presenza di elevato dolore durante il movimento, grave gonfiore dell’articolazione di ginocchio, funzionalità limitata dell’articolazione ed arrossamento nella zona interessata.

Il dolore al ginocchio sia in condizioni di riposo sia sotto impegno rappresenta il sintomo più importante e sempre presente di una lesione al menisco. Tale dolore può essere accompagnato da sensazioni di qualche cosa che scatta o si sposta durante il movimento del ginocchio.

Il menisco rotto può creare un’infiammazione sinoviale con versamento all’interno dell’articolazione. Tale versamento gonfia il ginocchio e rende i movimenti meno liberi. Inoltre, quando la rottura è importante, il menisco può spostarsi dalla sede anatomica provocando un vero e proprio blocco funzionale che rende impossibile lo svolgimento delle normali funzioni.

Come può essere individuata la lesione del menisco?

La lesione del menisco viene diagnosticata attraverso una visita medica, nel corso della quale lo specialista verifica i sintomi del paziente.

Una lesione del menisco è diagnosticata da un medico sulla base di un’accurata anamnesi, un esame approfondito e mediante strumenti diagnostici.

Un’artroscopia viene eseguito nei casi più gravi.
Se il dubbio diagnostico viene accompagnato da una conferma con un’indagine strumentale (la risonanza magnetica) i margini di errore sono ridotti a percentuali bassissime. Altri esami strumentali (radiografia e TAC) possono essere eseguiti ma non hanno la stessa sicurezza diagnostica.

Come si può curare la lesione del menisco?

L’asportazione del menisco (meniscectomia) comporta un danno a carico di quella parte del ginocchio che ne resta privo: nel corso degli anni la cartilagine che riveste le superfici articolari si usura, si frammenta e viene progressivamente distrutta dando origine a un processo infiammatorio cronico che si chiama artrosi, che si evidenzia dopo 20, 25 anni dalla meniscectomia.

Inoltre, nei soggetti dove l’artrosi è già presente – è il caso ad esempio di una rottura degenerativa del menisco – l’asportazione del menisco può accelerare il processo artrosico e i sintomi dopo l’intervento artroscopico possono addirittura peggiorare. Per questo il menisco va salvaguardato il più possibile e da interventi di asportazione totale, nel corso degli anni, si è passati a interventi meno demolitivi (meniscectomie selettive).

Inoltre, tanto più il paziente è giovane tanto più si deve conservare il patrimonio biologico e pertanto si sono introdotti metodi per la ricostruzione e sutura meniscale. Questi interventi conservativi possono essere eseguiti se il menisco ha una rottura recente e traumatica, richiedono tempi di guarigione più lunghi ma preservano il ginocchio da futuri danni artrosici.

Nei casi malaugurati in cui sia necessario asportare il menisco, in un paziente giovane, si deve considerare l’opzione terapeutica di sostituirlo con un menisco artificiale (scaffold) o con un trapianto da donatore.

Tutti gli interventi di chirurgia meniscale si avvalgono di tecniche artroscopiche e mininvasive che riducono l’impatto sul paziente in termini di diminuzione della degenza, del dolore e della invalidità temporanea.

Trattamento conservativo

Il trattamento iniziale delle lesioni meniscali segue il classico protocollo R.I.C.E (rest, ice, compression and elevation). In base a queste regole l’arto leso va innanzitutto immobilizzato e messo a riposo. Si provvederà poi ad applicare del ghiaccio sulla zona lesionata (quattro o cinque applicazioni quotidiane per 10-15 minuti nelle 24-48 ore successive al trauma).

La crioterapia associata al riposo contribuirà così a ridurre il gonfiore ed il dolore locale. Eventualmente, soltanto sotto consiglio medico, si possono assumere degli antinfiammatori non steroidei per tenere sotto controllo il dolore.

Se il soggetto è giovane, particolarmente fortunato e se il ginocchio è stabile e non vi sono segni di blocco articolare, il trattamento conservativo potrebbe essere sufficiente per una guarigione completa del menisco lesionato.

Nel caso invece all’interno dell’articolazione sia presente un frammento di menisco mobile l’intervento di asportazione chirurgica è assolutamente necessario.

Le lesioni di tipo degenerativo, che avvengono cioè senza un evento traumatico significativo, necessitano invece di un periodo di attesa. Grazie ai movimenti può infatti accadere che queste sfrangiature meniscali si limino facendo scomparire il dolore. E’ quindi importante che il paziente si armi di buona pazienza sopportando per qualche mese il fastidio ed il dolore locale.

CASO PARTICOLARE: se il menisco si rompe, ma il frammento non si interpone tra i capi articolari, quando l’idrartro si riassorbe o viene aspirato con una siringa (ARTROCENTESI), il ginocchio si comporta da articolazione sana (pseudo guarigione). Da pseudo guarigione si ritorna a malattia clinica se per un movimento, anche banale, il lembo di menisco rotto viene nuovamente ad interporsi tra condilo femorale e piatto tibiale (fare le scale, camminare su terreno sconnesso ecc.). I sintomi classici della lesione meniscale si ripresenteranno ed il paziente torna dal medico lamentando dolore, idrarto e limitazione funzionale.

TERAPIE FISICHE: le lesioni meniscali, salvo rare eccezioni, sono curabili soltanto attraverso l’intervento chirurgico. Di conseguenza la terapia fisica non può avere alcun effetto sulla riparazione del menisco. Può però agire riducendo il dolore ed alleviando i sintomi. Dopo la fase acuta del trauma il calore può per esempio essere utile per combattere la rigidezza locale.

Infiltrazioni con acido ialuronico ad alto peso molecolare possono invece aiutare la cartilagine a sopportare meglio lo stress articolare dopo l’intervento di meniscectomia totale. Queste infiltrazioni favoriscono inoltre la funzionalità dell’articolazione lubrificando i due capi ossei e nutrendo la cartilagine.

Trattamento chirurgico

PREMESSA: Un tempo i menischi erano considerati importanti ma non indispensabili e venivano per questo asportati in caso di lesione. Sebbene nel breve periodo questi interventi restituissero rapidamente la funzionalità articolare perduta, alcuni studi successivi dimostrarono una profonda incidenza di artrosi e patologie degenerative nei pazienti che avevano subito questo intervento (meniscectomia).

Oggi le vecchie tecniche sono state quasi completamente sostituite dalla chirurgia artroscopica che, se la lesione lo rende possibile, non rimuove ma sutura la parte di menisco danneggiata. Un susseguirsi di numerosi studi ha infatti chiaramente dimostrato che la conservazione del menisco protegge la cartilagine articolare dai processi degenerativi e che questi sono direttamente proporzionali alla porzione di menisco asportata.

Il trattamento chirurgico ha la possibilità di:

suturare la lesione meniscale, favorendo la cicatrizzazione e la rigenerazione spontanea

asportare esclusivamente la parte di menisco lesionato (meniscectomia selettiva)

asportare completamente il menisco lesionato (meniscectomia)

Come visto nella parte introduttiva, in alcune situazioni particolari sia di origine traumatica che degenerativa, il menisco ha una certa capacità di autoripararsi. Questa caratteristica è in relazione diretta con la vascolarizzazione locale: tanto maggiore sarà l’afflusso di sangue e tanto maggiori saranno le possibilità di guarigione.

L’intervento di suturazione sfrutta questi princìpi ricucendo la lesione e favorendo la rigenerazione spontanea. La zona più indicata per questo trattamento è quella periferica. L’intervento di suturazione viene svolto in artroscopia ed ha un rischio di complicazioni a medio e lungo termine molto inferiore rispetto agli interventi di meniscectomia.

L’operazione comporta tuttavia tempi di recupero piuttosto lunghi ed obbliga il soggetto a quattro settimane di stampelle e ad alcuni mesi di riabilitazione prima di riprendere l’attività fisica. Si tratta in ogni caso di un investimento a lungo termine, dato che la suturazione meniscale, se indicata e ben eseguita, riduce notevolmente il rischio di degenerazioni cartilaginee a lungo termine.

Importanza dei menischi
L’asportazione anche solo di parti del menisco altera i normali rapporti articolari del ginocchi causando, a lungo andare, fenomeni degeneratvi che portano ad un autoconsumo della cartilagine (artrosi). E’ chiaramente dimostrato che conservare, per quanto possibile, un menisco stabile ed equilibrato protegge la cartilagine da ulteriori sovraccarichi e processi degenerativi

In particolare alcuni studi hanno dimostrato che ogni anno successivo all’intervento di asportazione totale dei menischi porta alla perdita del 6,5% del volume cartilagineo totale. Per questo motivo se l’asportazione è davvero necessaria dev’essere comunque quanto più selettiva possibile risparmiando la parte di menisco rimasta integra.

Una volta stabilita la necessità dell’intervento, grazie all’artroscopia il chirurgo potrà vedere lo stato di salute dei menischi, rimuovendo il pezzo di menisco lesionato attraverso piccoli strumenti.

TRAPIANTO MENISCALE da donatori deceduti (allotrapianto): è indicato nei pazienti che hanno avuto una asportazione totale del menisco ed iniziano ad accusare dolore pur avendo ancora superfici articolari intatte. Negli Stati Uniti questo tipo di intervento è piuttosto diffuso e clinicamente sono stati riferiti buoni risultati. Bisogna comunque considerare che il menisco trapiantato sarà leggermente diverso da quello di cui madre natura ci ha dotati. Ciò pregiudica un po’ la funzionalità dell’articolazione pur garantendo una buona mobilità e diminuendo significativamente il rischio di artrosi.

Oggi è anche possibile sostituire la parte di menisco asportata con uno speciale impianto di collagene che favorirà la cicatrizzazione stimolando la capacità rigenerativa del menisco.

PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO CHIRURGICO: per garantire una ripresa più veloce dopo l’operazione è fondamentale che i pazienti in attesa di intervento chirurgico esercitino quotidianamente la muscolatura della parte anteriore della coscia.

Contrazioni isometriche del quadricipite: seduti a terra, con la gamba infortunata distesa ed aderente al terreno, l’altra piegata. Spingere verso il terreno il ginocchio infortunato contraendo il quadricipite (muscolo anteriore della coscia). Mantenere per 10 secondi, rilassarsi e ripetere 3 volte

Estensioni dell’arto inferiore: seduti a terra, con la gamba infortunata distesa e aderente al terreno, l’altra piegata. Contrarre i muscoli del quadricipite per sollevare l’arto infortunato di 20 cm mantenendolo il ginocchio completamente esteso. Mantenere la posizione per 10 secondi, rilassarsi e ripetere 3 volte. Ovviamente tali esercizi andranno eseguiti soltanto dopo aver consultato il medico in quanto in particolari situazioni potrebbero essere controindicati.

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