Patologie specifiche del calcio: la lesione del legamento

Lesione del legamento crociato anteriore

La rottura del crociato o, come sarebbe più corretto dire alla luce di quanto sopra riportato, la rottura del crociato anteriore è un grave infortunio all’articolazione del ginocchio, caratterizzato dalla lesione completa del legamento crociato anteriore.
Il legamento crociato anteriore, o LCA, è uno dei 4 legamenti fondamentali del ginocchio (gli altri sono il già citato legamento crociato posteriore, il legamento collaterale mediale e il legamento collaterale laterale).
Lungo in media 30 millimetri circa e largo in media 11 millimetri, il legamento crociato anteriore origina dalla superficie inferiore dell’estremità distale del femore e si aggancia, con la sua estremità finale, sulla superficie superiore dell’estremità prossimale della tibia.
Protagonista durante il decorso da femore a tibia di un incrocio con il legamento crociato posteriore (particolarità da cui deriva l’utilizzo del termine “crociato”), il legamento crociato anteriore ricopre due importanti funzioni: prevenire l’iperestensione del ginocchio e limitare la rotazione interna della tibia.
Il legamento crociato anteriore, pertanto, è deputato a contribuire in modo determinante alla stabilità del ginocchio.

Il legamento crociato anteriore è uno dei 4 legamenti più importanti del ginocchio. Viene definito tale perché si incrocia, insieme al legamento crociato posteriore, al centro dell’articolazione. La sua funzione è quella di stabilizzare il ginocchio impedendo lo spostamento anteriore della tibia rispetto al femore.
Traumi distorsivi diretti o indiretti che causano rotazioni forzate o un’eccessiva estensione del ginocchio possono causarne la rottura totale o parziale. La lesione del LCA è uno dei traumi sportivi più comuni, in modo particolare nello sci e nel calcio.
Il legamento crociato anteriore è un fascio di tessuto fibroso molto resistente, posto al centro dell’articolazione del ginocchio ed ha un ruolo fondamentale nel garantirne la stabilità sia nei movimenti di flesso-estensione che di rotazione. È costituito funzionalmente da due fasci, uno antero-mediale più voluminoso ed uno postero-laterale più piccolo.

Cause e sintomi della lesione al legamento

Esso può essere sottoposto a forti sollecitazioni meccaniche soprattutto durante l’attività sportiva e può andare incontro a rottura. Il meccanismo di lesione più frequente, è il movimento involontario di valgo-rotazione-esterna mentre il piede è fisso al suolo. Gli sport in cui sono più frequenti questi meccanismi traumatici sono il calcio, lo sci e la pallacanestro. Gli incidenti stradali sono la seconda causa principale di lesione del legamento. L’entità e il tipo di lesione, sono correlati all’intensità del trauma per cui potremmo avere una lesione parziale o totale. Spesso si associano anche lesioni ad altre strutture come la cartilagine, i menischi o i legamenti collaterali.

Quando avviene una lesione del legamento crociato anteriore il paziente sente il ginocchio cedere e ha la sensazione che qualcosa si sia rotto all’interno del suo ginocchio oppure che qualcosa sia andato fuori posto. I sintomi principali sono il dolore, il gonfiore e la difficoltà a muovere l’articolazione. Solitamente dolore e gonfiore si risolvono nel giro di 2 settimane circa dopo il riposo e l’utilizzo di ghiaccio e FANS mentre permane l’instabilità che non permette al paziente di ritornare alla pratica sportiva.

Prevenzione e diagnosi

La prevenzione delle lesioni da sport si ottiene ponendo particolare attenzione alla sicurezza durante lo svolgimento di attività sportive anche non agonistiche e mantenendo sempre un buon tono trofismo della muscolatura della gamba che funga da protezione per il ginocchio.

Per la diagnosi il medico procede ad un esame dell’articolazione e di alcuni specifici test che consentono di valutare la lassità legamentosa del ginocchio. Tra gli esami usati vi sono:

  • Test di Lachman
  • Jerk test
  • Test del cassetto anteriore

A questo si aggiungono gli esami strumentali che includono:

  • Esame radiografico del ginocchio per valutare eventuali fratture o lesioni ossee associate
  • Risonanza magnetica per la valutazione delle lesioni legamentose e meniscali

Una volta effettuata la diagnosi di lesione del legamento crociato anteriore la cura può essere conservativa o chirurgica. Inizialmente il medico potrà consigliare un periodo di riposo associato a terapie con farmaci antinfiammatori e l’applicazione di ghiaccio locale. La scelta corretta del trattamento dipende dalla valutazione di fattori come l’età del paziente, la richiesta funzionale e lo stile di vita.
In presenza di una lesione del legamento crociato anteriore è possibile svolgere le normali attività di vita quotidiana evitando tuttavia di praticare attività sportive ed in modo particolare sport da contatto e che richiedono cambi direzionali durante il movimento come il calcio, lo sci, il basket e la pallavolo. In caso di lesione parziale a volte è possibile evitare l’intervento facendo ginnastica di rinforzo dei muscoli della coscia. Una lesione totale non riparata, invece, espone l’articolazione al rischio di nuove distorsioni che possono poi causare lesioni ai menischi o alla cartilagine e allo sviluppo di un’artrosi precoce. Per questo, il trattamento chirurgico viene proposta a tutti i pazienti giovani.
La chirurgia di riparazione del legamento crociato anteriore è una procedura usata molto frequentemente ed è finalizzata alla ricostruzione del legamento leso con un tessuto sostitutivo. Questo può essere un tendine prelevato dallo stesso paziente (innesto) o, più raramente un tessuto prelevato da un donatore di organi (trapianto).
Nel caso di innesto il tessuto prelevato può essere la porzione centrale del tendine rotuleo (che connette la rotula con la tibia), i tendini della zampa d’oca (gracile e semitendinosi) oppure la porzione centrale del tendine quadricipite.
L’intervento chirurgico, ormai eseguito con tecnica artroscopia, comprende quattro fasi:

  • L’asportazione dei residui del legamento crociato anteriore danneggiato e la preparazione dell’alloggiamento del nuovo legamento
  • La realizzazione di tunnel ossei nel femore e nella tibia per l’inserimento del nuovo legamento
  • L’inserimento del nuovo legamento nell’articolazione

  • La fissazione del neo-legamento

La tecnica artroscopica è una procedura mini-invasiva, che può essere eseguita in anestesia loco-regionale e che, mediante un apparecchio chiamato artroscopio, permette di visualizzare le strutture articolari del ginocchio.
La tecnica a cielo aperto non si utilizza più se non per riparare altre strutture del ginocchio lesione come in caso di lussazione della rotula o di gravi lesioni della capsula articolare.
La riabilitazione è indispensabile per un recupero completo della funzionalità e dell’articolarità del ginocchio. Il programma riabilitativo può variare a seconda della tecnica chirurgica utilizzata e del tipo di procedure chirurgiche eseguite. Essa si basa comunque esercizi che permettono un recupero completo della mobilità e del tono muscolare della gamba.

Trattamento riabilitativo post operatorio

Il successo dell’intervento chirurgico è per buona parte legato a un’adeguata e intensa fase riabilitativa volto sia al recupero dell’articolarità del ginocchio e alla ripresa della deambulazione, sia al recupero del tono muscolare.
Il carico sull’arto operato è concesso da subito con l’utilizzo delle stampelle. Mediamente, dopo 3 settimane dall’intervento, sotto la guida di un fisioterapista esperto, il paziente è già in grado di camminare autonomamente senza l’ausilio delle stampelle. Può anche iniziare un’attività di recupero in acqua. Per riprendere a correre deve attendere 3 mesi dall’intervento, e per riprendere attività sportive come il calcio deve attendere almeno 6 mesi.
E’ essenziale seguire un programma di riabilitazione mirato per assicurare il migliore recupero funzionale del ginocchio. Il recupero articolare e muscolare deve essere impostato e controllato periodicamente dal chirurgo ortopedico che, a sua volta, si avvale dell’ausilio di un fisioterapista. La fase della riabilitazione è delicata perché il paziente deve eseguire una serie di esercizi per rinforzare la muscolatura e recuperare movimento e coordinazione, senza però provocare sovraccarichi che potrebbero allentare o rompere il neo-legamento.
Normalmente il programma riabilitativo dura tre – quattro mesi. Successivamente è consigliabile continuare un programma d’esercizi per mantenere la tonicità muscolare e recuperare la coordinazione motoria.
La ripresa sportiva è consigliabile solo dopo il completo recupero articolare e muscolare e, di norma, non è consentita prima di sei mesi dopo l’intervento chirurgico.

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