Unipomezia, l’analisi di Francabandiera: “Potevamo far qualcosa in più…”

L’estremo difensore analizza i tempi della possibile ripresa, raccontando poi i suoi metodi di allenamento durante la quarantena

“Mi auguro che si possa ripartire il prima possibile, aspettare troppo danneggerebbe ulteriormente il calcio dilettantistico”. Queste le parole dell’estremo difensore dell’Unipomezia Tomascy Francabandiera che, contattato telefonicamente, confessa il proprio pensiero in chiave ripresa. “Ovviamente dovranno esserci tutte le garanzie a livello sanitario e organizzativo, ma spero fortemente che già per settembre o al più ottobre potremo essere di nuovo in campo. Bisogna far ripartire il calcio. Certo, all’inizio mi immagino una ripresa strana, non sarà la stessa di tutti gli anni, ma lentamente dobbiamo riabituarci”.

Per un portiere, poi, gli ultimi mesi senza il contatto con la porta sono stati ancora più difficili. “Sicuramente abbiamo vissuto un periodo complicato anche se personalmente ho cercato di mantenere i riflessi allenati con una pallina da tennis e il muro di casa. Comunque, per i giocatori di movimento la corsa e la forza sono l’80% di un allenamento, mentre per noi numeri uno c’è bisogno di mantenere allenato l’occhio e il feeling con la porta”. E poi uno sguardo sull’ultima stagione disputata, con Francabandiera che dopo tanti anni di Serie D è sceso di categoria. “Avevo giocato in Eccellenza agli esordi della mia carriera con i grandi ma poi sono sempre stato in D. Devo dire che il girone A di quest’anno si è rivelato davvero molto competitivo e non ho visto grandi differenze. Sono un esempio squadre come Villalba o Cynthia che nonostante stavano lottando per obiettivi differenti ci hanno dato filo da torcere. Noi, come Unipomezia, potevamo sicuramente fare qualcosa in più ma come detto il campionato si è rivelato molto equilibrato con squadre attrezzate dalla prima all’ultima”.

Ufficio Stampa Unipomezia

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