CSL Soccer, il ds La Camera spera nel ripescaggio: “Ma si rischia il ridimensionamento…”

Chi ha fatto le spese dei propositi della Lnd di confermare le retrocessioni nonostante lo stop anticipato dei campionati sono i Leoni

Vista la penultima posizione in classifica, che in origine avrebbe decretato la discesa immediata, ci sono forti possibilità che la CSL Soccer debba tornare dopo due stagioni in Prima Categoria.

“Siamo molto rammaricati di quanto potrebbe accadere – dichiara il direttore sportivo ed allenatore Marco La Camera – anche se siamo del parere che dovesse essere veramente retrocessione, a quel punto ingoieremo il rospo e penseremo al nostro ritorno in Prima Categoria. Ovviamente non siamo d’accordo con quanto sta avvenendo, ho contatti anche con personaggi di serie C, i quali mi hanno riferito che lo scenario del mondo del calcio è devastante e sta per implodere, ci sono molte società che non saranno in grado di iscriversi la prossima stagione. In tutto questo c’è anche il punto interrogativo che riguarda tutta l’attività, a causa del post-Covid. Dal canto nostro speriamo che questa retrocessione, se dovesse arrivare, sarebbe solo sulla carta, come poi accade spesso a livello regionale, e che poi possa arrivare il ripescaggio”.

La Camera parla anche del futuro del club. “Nei prossimi giorni valuteremo se andare avanti con Tommaso Valente in panchina, lui è stato sfortunatissimo perché ha preso il ruolo a marzo, ma non ha potuto debuttare. Io spero nella confermato di Tommaso perché se lo merita, io sono disponibile a seguirlo, visto che ancora non ha il tesserino per allenare. Ci sarà anche da capire il futuro della squadra, con questi problemi economici rischiamo il ridimensionamento. Ne approfitto per fare i migliori auguri a Della Camera e Di Gennaro, che ci hanno salutato, facendolo nel migliore dei modi e in totale rispetto”.

Ma il ds rossoblu si toglie anche dei sassolini dalle scarpe. “Chi non ha avuto rispetto – spiega La Camera – sono quegli pseudo-dirigenti, che in queste settimane hanno pensato al mercato. Sono venuto a sapere che molti nostri giocatori della Juniores, e non solo, visto che sono coinvolti anche ragazzi del 2006 e del 2007, sono stati contattati da altre società per convincerli a lasciare la Csl e andare da loro. Trovo questo atteggiamento pessimo, nemmeno i problemi del Covid, che ci ha portato morti e persone senza lavoro, hanno fatto ragionare questa gente. Proprio nel momento in cui dovevamo essere tutti uniti, c’è chi ha fatto in modo che potessimo essere ancora più distanti”.

Trcgiornale.it

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