Luiss, Stendardo in cerca di risposte: “L’azienda calcio deve ripartire, tutelare i dilettanti”

Il difensore della compagine romana mette in mostra la sua professione nel mondo forense

Guglielmo Stendardo, ex difensore di Lazio e Atalanta ed oggi alla Luiss, nel corso della trasmissione ‘Sportitaliamercato’ condotta da Michele Criscitiello è intervenuto esprimendo il proprio parere su una possibile ripartenza del campionato.

Ci auguriamo di ripartire, il protocollo diventa l’arbitro di quella che sarà la decisione del Governo. Credo che i calciatori vorranno ripartire, bisognerà tutelare, ovviamente, loro e tutti quelli che ruotano attorno. I rebus ora riguardano i tamponi e come comportarsi in caso di positività di un solo elemento della rosa. Il calcio ha un ruolo non solo sociale ma anche economico, bisogna assolutamente cercare di riprendere. Come industria, il calcio, ha bisogno di avere risposte in breve tempo e avere modo di programmare il futuro.

Il nuovo decreto che stiamo aspettando aiuterà tutte le industrie e dovrà aiutare anche il calcio che è la terza industria del Paese, non ha solo un ruolo sociale ma anche economico. Bisogna fare in modo che questa azienda possa ripartire con delle riforme strutturali, bisogna tutelare anche il mondo dei dilettanti e la Serie C.

Anche in Serie B ci sono dei contratti che vanno sotto i 50mila euro lordi all’anno, quindi potrebbero usufruire della cassa integrazione in deroga. In Serie C ci sono calciatori che guadagnano 1500-1700 euro al mese, il virus ha fermato sia loro che gli imprenditori che possiedono le società.

Dobbiamo emulare quello che è stato fatto in Germania dove le quattro società più potenti dal punto di vista economico hanno creato un fondo per aiutare gli altri club più deboli. I club di Serie C e dilettanti hanno diritto ad avere le stesse tutele”.

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