Vis Artena, Cericola spera in una soluzione: “Non possiamo tagliarci lo stipendio, ma…”

L’ex reatino commenta la solida annata del team di mister Campolo e manifesta la grande voglia di tornare in campo

“Era impensabile immaginare di dover vivere una situazione così paradossale, era impossibile prevedere che fosse così grave, all’inizio nessuno se ne è reso conto”. Ripensa al passato Matteo Cericola, ma si proietta subito al futuro perché “molti giocatori sono in difficoltà e bisogna trovare una soluzione al più presto”. Esterno classe ’96 della Vis Artena (Serie D), a TuttoMercatoWeb.com ha parlato dell’attuale situazione del calcio dilettantistico:

Come sono le tue giornate in quarantena?
“Sono tutte uguali purtroppo. Ne ho approfittato per studiare e dare gli esami universitari che avevo lasciato indietro. Quindi la mattina sto sui libri, dopo pranzo mi alleno alternando vari tipi di lavori. Poi play, cena e serie tv (ride, ndr)”.

Gli allenamenti?
“Siamo in contatto con il prof che ci manda i video delle sedute e noi cerchiamo di rispettarle. Io poi sono un po’ fissato, prima che chiudessero tutto mi sono comprato le attrezzature di cui avevo bisogno per lavorare a casa. Sono andato a correre rispettando le regole e ho sfruttato il tetto del palazzo, che non avevo mai visto prima d’ora (ride, ndr)”.

La tua sensazione sulla Serie A? Ripartirà?
“Premetto che non ho alcun titolo per espormi, ci sono persone esperte che prenderanno le decisioni. Posso solo dire che questa emergenza ha evidenziato come noi dilettanti non siamo tutelati, così come non lo sono neanche una parte della Serie C e della B. Rischiano di non prendere lo stipendio fino a settembre e non va bene, non abbiamo la paga dei giocatori di serie A, loro possono tagliarsi lo stipendio e vivere benissimo lo stesso, noi no! Dall’altra parte non si possono biasimare le società che oggi non ti possono pagare, non è che possono indebitarsi per dare i soldi a una squadra che non gioca…”.

In D non siete riconosciuti come professionisti nonostante l’impegno sia simile…
“A un livello tecnico magari più basso, facciamo lo stesso lavoro. Siamo in campo 6 giorni su 7 per gli allenamenti più la partita. Lo sforzo è alto, anche perché magari alcuni di noi la mattina hanno anche un’altra attività o un altro lavoro da portare avanti. Vedremo che accadrà, adesso dobbiamo solo rispettare le norme. L’AIC sta cercando di creare un fondo, questa potrebbe essere un’ottima idea. Ma bisogna concretizzarla il prima possibile”.

La Serie D difficilmente tornerà in campo: come si decideranno le promozioni e retrocessioni?
“Mi sembra paradossale che alcune società, che hanno investito tanto e sono prime con un ampio distacco dalla seconda, non vengano promosse. Ma ce ne saranno altre che verrebbero penalizzate allo stesso tempo: è difficile trovare una soluzione, non è semplice, spero che venga trovata la più giusta per tutto il sistema”.

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