Flaminia, il ds Coni in attesa: “Riflessione e ripartenza. Spesso dalle crisi…”

“Abbiamo ricominciato un po’ a vivere in questa settimana, piano piano sto riprendendo la mia attività”. Luigi Coni, direttore sportivo della Flaminia Civita Castellana (Girone E), attende notizie su quello che accadrà in Serie A anche se “il mondo del dilettantismo è tutta un’altra cosa”, dice a TuttoMercatoWeb.com. “Sono ambiti che ci riguardano poco. In Germania hanno dato l’ok per la Bundesliga, in Italia credo stiano provando con ogni accorgimento a far ripartire il calcio nel modo più sicuro che ci sia. Perché serve ancora molto attenzione, non siamo ancora usciti del tutto dall’emergenza”.

Cosa potrebbe accadere in D?
“Non lo so, ma posso augurarmi che chi di dovere abbia il buon senso di fornire aiuto alle società dilettantistiche. Altrimenti, senza interventi e sussidi, il futuro sarà meno roseo di quanto si pensava. Le promozioni e retrocessioni? Chi ha fatto un campionato di vertice credo debba essere premiato, anche se sono tante nove giornate alla fine del campionato. Noi siamo tranquilli in classifica, non ci tocca né sopra e né sotto, ma mi metto nei panni di chi è interessato e sicuramente ogni soluzione che verrà presa creerà degli scontenti”.

Potrebbe essere l’occasione per varare delle riforme…
“Sì, spesso dalle crisi si riparte in maniera più consona alle esigenze del mondo attuale. Mi auguro che qualcosa succeda per cambiare per la riforma dei campionati e rivedere la regola degli Under. Si è creato un mercato assurdo dei giovani, in più è come se venissero usati: perché quando crescono e fanno il salto con l’età, il loro beneficio finisce. Chi merita deve giocare, a prescindere dagli anni, un po’ come accadeva nel passato. Rifarei una riflessione del genere. Inoltre mi auguro che vengano premiate le società che danno solidità al movimento, non quelle che ogni anno creano problematiche con mancati rimborsi e accordi”.

La squadra invece come sta? Molti ragazzi che fanno la vita dei professionisti non hanno tutele in D…
“Ci sentiamo sempre e siamo in contatto continuo. Stanno lavorando a casa anche se sono consapevoli che il campionato non riparte al 99%. Aspettano l’evolversi e sperano che a livello economico venga loro riconosciuto una parte di un accordo iniziale che poteva essere di 10 mesi. Questa categoria di dilettante ha ben poco: i giocatori si allenano 6 giorni a settimana e il sabato partono per tornare la domenica dopo la partita. Credo che una sorta di adeguamento a livello contrattuale sia giusto nei loro confronti”.

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