Astrea, Mollo da vero capitano: “Tenere duro, con la speranza…”

Dal 2016 la squadra di calcio della Polizia Penitenziaria disputa il campionato laziale di Eccellenza

L’Unione Sportiva Astrea nasce nel 1948 per iniziativa di un gruppo di dipendenti del Ministero di Giustizia appassionati di calcio, l’anno dopo la squadra si iscrive al campionato di Seconda Divisione, affiliandosi alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. La sua vetta è stata la serie C2, toccata in due occasioni: nel 1990 (con una militanza che è durata sei anni) e nel 1997 (per altri due anni). Nel 1990 cambia anche il nome: da Unione Sportiva Astrea si passa a Associazione Sportiva Dilettantistica Astrea.

Per parlare del club, della situazione attuale e delle prospettive, abbiamo intervistato il capitano, Nunzio Mollo, classe ’83, che dal 2011 difende i colori bianco-azzurri.

Da quanti anni giochi nell’Astrea e come sei arrivato nel club?
“Ho cominciato all’Astrea nell’anno 2011/12, dopo aver superato il concorso per meriti sportivi”.

Quali dei momenti vissuti in questi anni hai più nel cuore?
“L’annata del 2018 nella quale siamo arrivati a disputare la finale di Coppa Italia. Anche se non ne siamo usciti vincitori ha lasciato in me, come in tutto il gruppo Bianco-Azzurro, un’emozione indelebile”.

Come stava andando il campionato prima dell’emergenza Covid?
“Eravamo in netta ripresa dopo aver cominciato l’annata così e così… Avevamo trovato una sintonia di gruppo e una quadratura di squadra grazie all’arrivo del nuovo mister  Marco Ferretti e del direttore Celestino Migliaccio”.

Tu e la squadra come state vivendo questo momento?
“Direi che stiamo vivendo come tutto il popolo Italiano: tenendo duro nella speranza che questa fase si superi in fretta. Ci stiamo continuando ad allenare a casa individualmente fino al 18 maggio, sempre in attesa di nuove direttive del governo e comunicazioni del nostro direttore. Dobbiamo mantenere la forma fisica nella speranza di un’ipotetica ripresa del campionato”.

Sulla ripresa del campionato di Serie A ci sono varie tesi. Tu che cosa ne pensi?
“Condivido l’idea di una ripartenza solo se fatta con le dovute precauzioni, dato che la sicurezza di noi sportivi e tutti gli Italiani è al primo posto per un ritorno alla normalità”.

Il momento è complicato anche per le carceri italiane. C’è qualcosa che vuoi dire ai tuoi colleghi impegnati nei penitenziari?
“Sia io che la squadra vogliamo dire di stringere i denti e di non mollare, di continuare a far bene il loro lavoro così come hanno sempre fatto. Siamo tutti orgogliosi di rappresentarli”.

Gnewsonline.it

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