Atletico Fiuggi, Forgione: “Zero margini di ripresa. Non c’è differenza tra noi e la C…”

Il centrocampista biancorossoblù ha dimostrato in pieno la sua maturità calcistica, grazie anche alle cure di mister Incocciati

La Redazione di TuttoSerieD, ha ritenuto opportuno dare voce ad alcuni protagonisti legati al vasto e variegato mondo della Quarta Serie. Un modo, questo, per conoscerne il relativo pensiero rispetto alle tematiche più attuali, delicate ed importanti che riguardino da vicino il sistema Calcio dilettantistico.

Il centrocampista dell’Atletico Terme Fiuggi, Cosimo Forgione, 28enne atleta calabrese, cresciuto nel Settore Giovanile della Reggina, ha parlato così:

Vivo questo momento con la giusta apprensione, consapevole di quanto sia complicata e precaria la situazione sanitaria nel mondo intero. Sto trascorrendo la quarantena nella mia casa di Bagnara Calabra, dove sono da circa due mesi con la mia famiglia. La temperatura qui al Sud comincia a salire e con le splendide giornate che si stanno susseguendo è ancora più pesante restare in casa. La privazione della libertà è necessaria, ma al tempo stesso difficile da gestire. Penso soprattutto ai miei due bambini, vederli costretti dentro casa rende tutto ancor più triste, ma stiamo facendo in modo che passino questa fase nella maniera più serena possibile. In queste settimane è stato inevitabile capire quanto siano importanti determinati valori. Prima non ci rendevamo conto di tante cose importanti, davamo tutto per scontato e ci lamentavamo spesso per cose futili. Credo sia opportuno trarre beneficio da questo periodo così difficile, e quando sarà possibile, bisognerà vivere con gioia e intensità ogni singolo momento con familiari, compagni, amici e parenti. Quando tutto sarà finito, spero di ritrovarmi in una società migliore. Io ho vissuto in prima persona il dramma del Coronavirus, perché ho perso un caro zio proprio a causa della pandemia. Forse solo vivendo sulla propria pelle le conseguenze di questo virus, si può capire la reale gravità della situazione. Rimanere a casa è di fondamentale importanza, non abbassiamo mai la guardia, rimaniamo lucidi e con gli occhi aperti, pensando a medici, infermieri, operatori sanitari e forze dell’ordine. Sono loro a compiere dei veri sacrifici, a noi, invece, viene chiesto solo un piccolo sforzo per preservare la salute nostra e di chi ci sta intorno.

Credo che sia giunto il momento di tutelare appieno la nostra categoria. Per noi, il Calcio, rappresenta prima di tutto un lavoro che ci tiene impegnati durante tutta la settimana, escluso solitamente il lunedì. Ormai, tra atleti di Serie C e D, non c’è alcuna differenza, se non dal punto di vista contrattuale. Da troppi anni siamo vittime di quelle Società che smettono di pagare gli stipendi già a novembre, dicembre, o magari anche prima. Le tutele di cui possiamo godere attualmente sono minime e, anche se si fa vertenza al Club inadempiente,  si può prendere quanto dovuto solo dopo tantissimo tempo. Spero che finalmente la Lega si impegni a fondo sotto questo aspetto. Tra noi calciatori dilettanti c’è grande preoccupazione, specie in ottica futura, quando dovremo tutti fare i conti con la crisi economica che investirà ogni settore e comparto sociale. Qui a Fiuggi siamo abbastanza tranquilli, perché abbiamo alle spalle una Società seria che ha saputo come tranquillizzarci, garantendoci lo stipendio almeno sino al momento dello stop, probabilmente con l’idea di venirsi reciprocamente incontro per i mesi successivi. Pero, mi metto nei panni di quei colleghi che non hanno la nostra stessa fortuna e che non vedono un soldo da settembre o ottobre scorso: so benissimo che stiano passando mesi molto complicati con le loro famiglie e non posso credere che vengano abbandonati del tutto al proprio destino.

E’ molto probabile che ci sia un netto stravolgimento, perché diversi Presidenti dovranno fronteggiare la crisi con le rispettive attività imprenditoriali e potrebbero anche smettere di investire nel Calcio. Il problema riguardante le Società che falliscono si ripropone comunque ogni anno. La cosa grave è che la Lega consenta, anche ai Club solitamente inadempienti, di iscriversi al campionato successivo. Sarebbe già importante se si desse spazio solo alle Società che, all’atto dell’iscrizione, dimostrino di essere perfettamente in regola con il pagamento di tutte le spettanze relative all’annata precedente. In ogni caso, credo che l’intervento del Governo sia fondamentale per salvaguardare la categoria. Gli incentivi e i bonus di cui si parla di recente sono delle soluzioni utili, ma non risolutive. L’economia che gira attorno alla Quarta Serie è elevatissima e il Governo non può non tenerne conto. Ci sono decine di migliaia di persone che si mantengono grazie alla propria occupazione nel mondo del Calcio dilettantistico ed è giusto che vengano riconosciute e sostenute come meritano. Ad oggi, le incertezze sono ancora tante, finora non si è visto nulla di concreto per i cittadini italiani, figuriamoci quanta considerazione potremo avere noi calciatori Dilettanti. Non ho idea di cosa ci aspetti l’anno prossimo e penso che, come minimo, ci sarà un netto ridimensionamento dei contratti e degli obiettivi di ciascuna Società.

Secondo me non c’è alcuna possibilità di ripresa. Spesso si dimentica che il Calcio non è solo la partita domenicale, ci sono tante fondamentali dinamiche quotidiane di gruppo, che sarebbe impossibile portare avanti nell’immediato. Soprattutto nei Gironi A, B e C, è difficilissimo trovare una Società che voglia riprendere il campionato, e così anche nella maggior parte degli altri raggruppamenti. Ad oggi, non vedo proprio come si possa ripartire. Sui campi di Serie D ci sono spogliatoi normalissimi che ci portano ad essere in continuo contatto, per non parlare dei ritiri, degli spostamenti in pullman per le trasferte e del rischio che correremmo scontrandoci in campo con un compagno o un avversario. Se i Club di Serie A faranno fatica ad attenersi a determinati protocolli sanitari, per i Dilettanti sarà pressoché improponibile. Non c’è altra alternativa se non chiudere anzitempo la stagione. Mi dispiace molto per le squadre ancora in piena lotta per obiettivi importanti, ma è tempo che la Lega prenda in mano la situazione e arrivi a dei verdetti definitivi. Pensiamo sin da ora a programmare per bene la prossima stagione. Tutti gli addetti ai lavori hanno bisogno di risposte, perché questa snervante attesa, unita all’incertezza che avvolge tutto il sistema, è inutile e controproducente.

Se la Lega, alla fine, ci costringesse a completare la stagione sul campo, si potrebbe anche parlare di finale “falsato”, perché in quel caso non si potrebbe garantire la piena regolarità dal punto di vista atletico ed agonistico. Siamo tutti fermi da quasi due mesi e passerà ancora del tempo prima di tornare ad allenarci. In condizioni fisiche precarie e non ottimali, potrebbero determinarsi scenari ben diversi da quelli evidenziati dalle attuali classifiche. Tante situazioni apparentemente già ben definite, potrebbero totalmente stravolgersi. Noi possiamo anche giocare se fosse la Lega ad imporcelo, ma come ho detto prima, non potremmo farlo senza le dovute garanzie sanitarie ed economiche. E’ un momento durissimo per tutti, le Società sono paralizzate, senza introiti, con difficoltà enormi a pagare gli stipendi fino al momento in cui si è giocato: se tornassimo in campo a breve, giocando per altro a porte chiuse, come farebbero i Club dilettantistici a garantire lo stipendio dei prossimi mesi ai rispettivi tesserati? Noi correremmo il serio rischio di scendere in campo soggetti al contagio di Coronavirus e con altissime probabilità di non percepire alcunché. Questa è una delle tantissime motivazioni che mi portano a dire che non ci siano i presupposti minimi per una ripresa. Purtroppo qualcuno dovrà in un certo senso “rosicare” vedendo svanire il proprio obiettivo per uno o due punti soltanto, ma questo, è certamente il male minore. In gioco ci sono la vita e la salute di tutti noi, cose su cui non si può scherzare. Mi metto nei panni di chi oggi è secondo in classifica oppure retrocesso per un punto o, peggio ancora, sfavorito dalla differenza reti. Adesso, però, dobbiamo dire basta! Nessun traguardo, quest’anno, avrà un sapore piacevole e anche i tifosi delle eventuali promosse non saranno del tutto felici, perché il Calcio è giustamente passato in secondo piano. Io penso che un’eventuale ripresa porterebbe tifosi ed appassionati a guardare con antipatia al nostro movimento. Sarebbero tutti legittimati a pensare che il Calcio non guardi minimamente alle tragedie che stanno accadendo nel mondo. Fermarci ora, significherebbe dare un segnale di vicinanza concreta a chi sta soffrendo davvero o ha subìto dei lutti familiari a causa della pandemia. Il Calcio deve farci gioire, trepidare e star bene, e invece, sta diventando schiavo del denaro. Che ciò accada in Serie A è in parte comprensibile, ma che riguardi e condizioni le scelte della Lega Dilettanti, è mortificante. Spero con tutto me stesso che si riesca a dare un segnale forte alla gente, e a settembre saremo tutti più contenti di riprendere, con il doppio dell’entusiasmo e senza che le persone abbiano di noi calciatori una pessima considerazione.

Se toccasse a me determinare il finale di stagione, assegnerei senz’altro la promozione diretta alle attuali capolista e bloccherei del tutto le retrocessioni. Penso sia un’ipotesi equilibrata ed opportuna, partendo dal presupposto che sia inevitabile che qualcuno resti scontento e deluso. Il motivo per cui ci si è fermati in corsa è più che valido, una circostanza che spero porti tutti gli addetti ai lavori ad accettare di buon grado qualunque verdetto. Ovviamente mi aspetterei che la Lega, se optasse per una soluzione del genere, trovasse un modo per tutelare tutte le compagini che si vedrebbero penalizzate da tale scenario. Penso comunque che, alla fine, ci sarà modo per ripescare in C le attuali seconde, immaginando che alcune Società di Terza Serie non ce la facciano ad iscriversi, liberando così dei posti tra i Pro. Se ciò avvenisse, la composizione dei Gironi futuri sarebbe molto meno problematica di quanto si possa immaginare.

A livello personale credo di poter essere molto contento e soddisfatto. Dopo l’ottima scorsa stagione con il Castrovillari, sono riuscito a confermarmi ad un livello importante. L’unica cosa che mi manca, è quel salto di qualità rispetto all’obiettivo di squadra. Fare bene singolarmente fa piacere, però vedere che il proprio buon rendimento faccia la differenza per il raggiungimento di un importante obiettivo di squadra, è una cosa che ti da ancor più soddisfazione. Spero che il prossimo anno si possa lottare tutti insieme per un traguardo prestigioso. Per quanto riguarda il mio rendimento, devo dire “Grazie” al Mister e ai preparatori atletici, specialmente al Prof. Fausto Russo, che ha vissuto giorni difficili a causa del Coronavirus e fortunatamente è guarito del tutto. Un “Grazie” doveroso anche ai miei compagni che sono stati determinanti, assieme all’intero ambiente rossoblù. In assoluto, penso che il Mister abbia giocato un ruolo fondamentale nella mia stagione, ha un’esperienza incredibile e ha tanto, troppo da insegnare. Ho il rammarico di non averlo incontrato a diciannove o vent’anni, perché dei suoi consigli avrei avuto bisogno soprattutto ad inizio carriera. Con lui mi trovo veramente bene e ho un rapporto splendido anche con il Presidente, con il Direttore e con tutte le componenti di questo Club. Una realtà composta da persone serie, che investono tanto sulle infrastrutture e con alla base un progetto molto importante in ottica futura. Riguardo alle mie ambizioni, c’è poco da dire: ho sottoscritto un contratto biennale poco prima che il campionato si interrompesse ed è quindi chiaro che io sia saldamente proiettato in questa realtà. Si è creato con tutti un rapporto umano splendido, la mia famiglia si trova benissimo in città e credo ci siano tutte le condizioni per raggiungere traguardi straordinari.

Non si può non considerare che il nostro organico sia composto da tanti ragazzi arrivati la scorsa estate. Tante situazioni erano inedite e si è dovuto partire da zero sotto tanti aspetti. La Serie D è stata una grande novità per tutto l’ambiente e bisognava che anche la città e i tifosi entrassero appieno nella realtà della Quarta Serie. Penso che quest’anno sia servito per porre delle basi solide in vista del prossimo, anche se, ovviamente, sarà la Società a decidere che tipo di organico allestire. In generale, in questa stagione, è stata decisiva la mancanza di esperienza, ma non c’è nulla da rimproverare a nessuno. Il nostro obiettivo iniziale era quello di fare un buon campionato e ci è mancato proprio quel passo in più per fare il salto di qualità. In alcune fasi ci siamo complicati la vita da soli, ma sono sicuro che l’anno prossimo faremo tutt’altro campionato. Qui a Fiuggi c’è una Società che ha compiuto e compirà investimenti importanti per le infrastrutture sportive, a cominciare dal Centro polivalente che dovrà presto essere realizzato. Noi calciatori siamo fiduciosi, anche se il rammarico sarebbe tanto, in caso di una chiusura anticipata che sembra inevitabile. Tra compagni ci troviamo benissimo e siamo un po’ più tristi sapendo che andremo incontro ad un lungo periodo senza ritrovarci ed allenarci assieme. Una sosta così lunga è fortemente negativa. La sospensione del campionato non ha condizionato il percorso di squadra, però sono venuti meno gli obiettivi personali di ognuno di noi. Soprattutto per i nostri Under, sarebbe stato importante mettersi in mostra in campo, in ottica mercato. Al di là dello stipendio e delle ambizioni societarie, è stato un grande dispiacere non potersi mettere in risalto nel finale di stagione.

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