PC Tor Sapienza, il ds Cianci attento alle questioni del momento: “Auspichiamo risoluzione ai problemi dei dilettanti

Il campionato, Roma ed il virus

Il girone G della Serie D, ha visto il ritorno nel massimo campionato dilettantistico italiano, di una storica formazione di Roma: la Pro Calcio Tor Sapienza. A distanza di circa 40 anni dalla prima apparizione in quarta serie, la formazione capitolina si è battuta (finché il virus lo ha permesso), per mantenere la categoria.

Per parlare di questo e di altri aspetti del campionato di Serie D, abbiamo intervistato il Direttore Sportivo del club, Davide Cianci, che rigorosamente al telefono ci ha raccontato questo:

E’ stato di certo un campionato di Serie D “sofferto” per la Pro Calcio Tor Sapienza, che si è fermato dopo 26 giornate sule 34 previste, a 19 punti, ovvero un punto sopra al Ladispoli ed a tre dal Budoni, che ad oggi, sarebbero da considerarsi retrocesse.

Il DS dei gialloverdi commenta la stagione così: “Noi sapevamo sin dal 6 maggio 2019, ossia dal giorno successivo alla promozione matematica in Serie D, che sarebbe stato difficile, anzi, difficilissimo! Andavamo a parlare di calcio vero e che il livello sarebbe stato molto più alto. Non come la differenza tra Promozione ed Eccellenza, ma tra dilettantismo e semi-professionismo, perché non ci scordiamo che in Serie D, molti giocatori scendono dalla Serie C e dalla Serie B, calciatori che hanno fatto sempre quello nella vita. Possiamo allora parlare di un mondo più vicino al professionismo che al dilettantismo. Gli sforzi economici sono stati importanti e la posizione di classifica che in questo momento ci vede destinati ai playout, ci tiene ancora in corsa ed il nostro obiettivo era quello, rimanere in corsa fino alla fine del campionato. Non avevamo ovviamente illusioni di salvarci facilmente al primo anno. Noi abbiamo avuto il coraggio di portare molti ragazzi dall’Eccellenza, quelli che hanno vinto il campionato l’anno precedente, alla Serie D. Molte Società hanno fatto scendere giocatori dal professionismo alla Serie D, soprattutto le squadre sarde, campane, come Turris e Portici, ma anche qualche squadra laziale, che pure è molto vicina alla testa della classifica”.

Approfittando della disponibilità del dirigente della formazione capitolina, abbiamo chiesto come si è comportata la città ed il territorio dinanzi al problema Coronavirus e lo stesso ci ha risposto che: “Per quanto riguarda in maniera generica gli aspetti extra calcistici, il panorama laziale e romano, il territorio, ha risposto abbastanza bene. E’ stato responsabile sin dal primo giorno che è partito il lock down, ha rispettato i divieti e ci sono stati davvero pochissimi casi legati a comportamenti sbagliati. I risultati in effetti lo hanno dimostrato. Comunque Roma si è dimostrata matura e ha capito la natura e l’importanza della questione, riuscendo a gestire l’emergenza. Per quello che riguarda la sfera calcistica, naturalmente – ha aggiunto Cianci – sul territorio c’è sofferenza. Questo perché il calcio, a livello dilettantistico, ha un valore sociale importantissimo, inestimabile, che va dal lunedì alla domenica, che, almeno per il nostro quartiere, esula dal solo giorno della partita. Qui il calcio viene vissuto con grande partecipazione quotidianamente, non si ferma mai. E’ stata sino a qui, una sofferenza che si è sentita nella quotidianità, non soltanto la domenica quando si sta in tribuna a vedere la partita, o piuttosto che il calcio dei professionisti, da casa. E’ una mancanza “giusta” e noi ci siamo adeguati alla situazione“.

Su un altro tema “caldo” del momento, ovvero quello che riguarda la tutela dei tesserati in Serie D, il DS afferma: “Questo è un problema che nasce a monte e che va dalla Serie D fino alla Terza categoria, purtroppo. Nessuno ha sufficienti tutele: i calciatori, i dirigenti ed i tesserati in generale. Da un lato questo non è mai stato il primo vero lavoro di tanti, ma è pur sempre un’attività su cui in molti facciamo affidamento. L’impegno, il lavoro che ci dedichiamo, è tanto. In Serie D, ad esempio, per una trasferta in Sardegna occorrono due giorni di tempo. Durante la settimana sei sempre al campo e tutto questo è paragonabile ad un vero e proprio lavoro. Nessuno – dice ancora il dirigente gialloverde – pretende di avere i contratti dei professionisti, ma allo stesso tempo tutti vorremmo una qualsiasi tutela di sorta, la stessa che si darebbe a qualsiasi categoria lavorativa. Un minimo di previdenza che in questo momento è totalmente assente. Da quando si è fermato il campionato, nessuno si è attivato per salvaguardare la categoria dilettantistica. Ora che si risolverà il problema del professionismo, è probabile si risolvano, a cascata, anche i problemi dei dilettanti e delle giovanili, come auspichiamo tutti”.

Come in altre occasioni, l’ultimo pensiero chiediamo sia rivolto ai tifosi. E Davide Cianci risponde dicendo: “Posso dire che dal primo giorno che è iniziato il blocco della vita “normale”, la presidenza ci ha subito comunicato che ci sarebbe stata vidina, sin dal primo giorno in cui si sarebbe potuto riprendere. Quello che voglio dire allora all’ambiente, ai tifosi, ai tesserati, è che la Pro Calcio Tor Sapienza ci sarà, nonostante tutte le difficoltà extra calcistiche, che stiamo vivendo e che la Società in primis sta affrontando. Cercheremo di aumentare il suo contributo al quartiere ed a tutti quanti”.

Metropolitanmagazine.it

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