Real Monterotondo Scalo, Santi ricorda: “Il debutto in C a Salerno…”

Scopriamo meglio il numero 1 eretino

Il Real Monterotondo Scalo è proprio il caso di dire che ha un SANTI in Paradiso. Il portierone rossoblu si racconta.

Qual è la tua storia calcistica?

Ho iniziato vicino casa in un campetto di periferia poi mi sono trasferito alla Magliana al Pian Due Torri “storica società” dove ho trascorso la mia infanzia prima di andare alla Roma per 2 anni, anni intensi ma con poche apparizioni. Poi mi sono trasferito alla scuola calcio di Totti sempre per 2 anni dove mi sono rilanciato e mi sono trasferito alla S. S. Cavese 1919 in Serie C dove ho fatto un anno di allievi nazionali e poi sono salito subito in prima squadra dove ho fatto qualche panchina tra coppa e campionato senza mai debuttare. Poi sono andato in serie D in prestito al Fidene dove abbiamo fatto una bella annata non conclusa al meglio ma comunque un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto, l’anno successivo a dicembre mi sono trasferito alla Viterbese dove  la squadra era penultima in classifica e abbiamo sfiorato i play off di un punto.

Sono stati 6 mesi incredibili culminati dal mio trasferimento in serie C2 al Teramo. Li è stato un anno per me difficile con solo 2 presenze ma comunque una esperienza bella che mi ha fatto crescere tantissimo sia come portiere che a livello caratteriale. Poi purtroppo ho smesso per 9 mesi, non trovavo più nulla per potermi rimettere in gioco e sono andato a giocare in Promozione sotto casa a Pomezia solo per 2 mesi per divertirmi. L’anno successivo ho avuto un’altra occasione alla Lupa Roma Serie C, anch’essa con poche presenze. Ho deciso di accettare un bellissimo progetto con un po’ di amici partendo dalla Promozione con l’Unipomezia subito vinta alla stragrande e altre grandissime vittorie nei due anni successivi in Coppa Italia.

Infine eccomi qui, dall’anno scorso al Real Monterotondo Scalo, stagione fantastica purtroppo non culminata con i play off per un punto (tutti sappiamo come) e quest’anno che stiamo lottando su più fronti avendo già vinto la Coppa Italia Regionale. Speriamo che tutto questo possa finire presto per tornare tutti alla vita di tutti i giorni per vivere nel migliore dei modi e che possano guarite tutti.

Cosa significa per te giocare a calcio?

E’ sempre stato il mio sogno giocare a calcio magari ad alti livelli, purtroppo non è stato realizzato del tutto ma c’è sempre un perché, quindi penso che sia quello che meritavo.

Uno o più episodi che ti sono rimasti maggiormente impressi nel cuore al livello calcistico ?

L’episodio che mi è rimasto più impresso nel cuore è stato il mio debutto in Serie C a Salerno con il Teramo in uno stadio pieno di persone, una cosa fantastica.

Un idolo, calcistico e non, che ti ha ispirato nella tua carriera ?

Il mio idolo, come penso per la maggior parte dei portieri, è sempre stato Buffon. L’ispirazione massima è sempre venuta da lui perché è sempre stato un simbolo calcistico con grande carisma e personalità come piace a me.

Ilsupporter.it

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