Happy birthday Romondini: “Unipomezia Serie A dei dilettanti. Speriamo non sia il Coronavirus a…”

Il regista, che spegne oggi 43 candeline, ripercorre la sua carriera fino all’approdo in rossoblù

Oggi è un giorno di festa in casa Unipomezia: il faro del centrocampo Fabrizio Romondini spegne 43 candeline. Calcisticamente parlando l’età ormai incalza, ma vedendolo giocare e sentendo le sue parole, la voglia che ci mette ogni volta è la stessa di quando era un ragazzino.

Ci aspettiamo dunque ancora tanto dal forte regista, con il quale abbiamo analizzato l’attuale momento in relazione al Coronavirus ma soprattutto la sua grande carriera con diversi aneddoti molto particolari. Parola a Romondini. “In questo momento come tutti cerco di stare il più possibile a casa, uscendo soltanto in caso di necessità per fare la spesa o andare in farmacia ad esempio. Riguardo la vita famigliare non è cambiato molto, ciò che manca tantissimo è il campo. Il pomeriggio comunque mi alleno a casa per quello che si può fare ma è innegabile che da calciatore manca tutto. Il campo, vivere lo spogliatoio, le gioie e i dolori della domenica, l’adrenalina prima di una partita, il divertimento e la passione. Anche se l’età non gioca a mio favore la voglia è quella di sempre e non vedo l’ora di ricominciare. Speriamo non sia in Coronavirus a farmi smettere”.

Come noto, Romondini da giovanissimo ha indossato la prestigiosa maglia della Roma coronando anche il sogno di esordire in Serie A. Era già la Roma di Totti e con l’eterno capitano giallorosso si è creato un bellissimo rapporto, che tutt’oggi è ancora ben saldo. “Francesco è per me un esempio calcistico e di vita, mi ha insegnato l’umiltà e la fede per questo sport. Ai tempi della Roma non avevo la patente e agli allenamenti andavo sempre in macchina con lui. Lo ringrazio per tutto. Anche con l’esperienza del Calciotto sta confermando la straordinaria persona qual è insegnando a tanti ragazzi cosa significano passione e umiltà”. Con Totti gli aneddoti non mancano di certo, ma Romondini ne ricorda uno in particolare: “Il giorno del mio esordio in Serie A, era un Roma – Napoli in cui vincemmo 1-0 con gol di Aldair, lui era appena stato sostituito e il mister decise di farmi entrare. Nel prepararmi mi si era incastrato il pantalone nello scarpino, Totti mi passò vicino e mi disse “Fabri movite che sennò ce ripensa”. Dopo quella in giallorosso sono state poi molte le avventure del centrocampista, in tutta Italia. “Ho vissuto diverse piazze calde, ma il gol al 93’ in Venezia – Pisa, che ci permise di centrare i play off anche grazie al pareggio tra Cittadella e Padova non lo scorderò mai”. Per ultima l’esperienza nel club di patron Valter Valle. “L’Unipomezia è la Serie A dei Dilettanti e questa società mi ha fatto risentire professionista. Spero di poter ricominciare ancora con questa maglia e dare tanto al Presidente. Ho conosciuto gente fantastica come ad esempio Emanuele Morelli che si mette a completa disposizione anche fuori dal campo. Un club che merita senza dubbio altri palcoscenici”.

Area Comunicazione Unipomezia

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