Coronavirus, il virologo Pregliasco parla di convivenza: “Per riapertura serve chiarezza. Solo il 15% della popolazione…”

Vaccino non prima del 2021

In tutto al mondo è corsa alla ricerca del vaccino per il Coronavirus. Ogni giorno arrivano nuove indiscrezioni che parlano di test, possibili svolte e quant’altro. La realtà, però, almeno secondo Severin Schwan, è che occorrerà ancora un po’ di tempo prima di avere qualcosa di concreto. Il direttore esecutivo di Roche, cioè la seconda più grande azienda farmaceutica al mondo, in una teleconferenza ha spiegato alla stampa quale possa essere il reale iter prima di avere a disposizione un vaccino per il Covid-19

Prof. Fabrizio Pregliasco (Virologo – Università di Milano) è intervenuto ai microfoni di CentroSuonoSport:

“La rete degli ospedali sta migliorando anche a Milano, i pazienti in terapia intensiva stanno diminuendo e questo è uno degli aspetti fondamentali da tenere in considerazione. Con la “fase due” ci saranno chiaramente nuovi contatti che faciliteranno la possibilità di nuovi positivi, ma ora, rispetto a qualche mese fa, siamo più preparati alla gestione e al controllo della situazione.

Per la riapertura serve chiarezza e soprattutto una manovra coordinata sul territorio nazionale, la priorità è garantire il lavoro per non aggravare la questione sociale. Se dipendesse solamente dai virologi il lockdown proseguirebbe fino a giugno inoltrato. Nel prossimo futuro saranno importanti i test sierologici per comprendere la diffusione del virus, sono più facilmente reperibili e analizzabili rispetto ai tamponi. Per il controllo di un tampone servono quattro/sei ore, mentre per i test sierologici il tempo di laboratorio non è superiore alla mezz’ora.

Le misure di contenimento sono state efficaci. Per la disponibilità totale di un vaccino dovremo attendere due anni, fino a quel momento sarà necessario imparare a convivere con il Covid. Probabilmente ad oggi solo il 15% della popolazione è entrata in contatto con il virus”.

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