Trastevere, l’invettiva di D’Alessio: “Il calcio va ridimensionato, se penso a certi personaggi…”

In questo momento di stop forzato per il vicepresidente rionale riflette seriamente

Il vicepresidente del Trastevere confessa i propri interrogativi circa il calcio a livello professionistico e dilettante. Il commento di Bruno D’Alessio riguardo il difficilissimo momento che sta vivendo tutto il Paese:

“Il mio pensiero parte dalle considerazioni già fatte dal nostro presidente Pier Luigi Betturri qualche giorno fa. Questo maledetto Covid 19 ci ha dato la possibilità di riflettere seriamente sul nostro amato calcio dilettantistico. Voglio partire dalla Serie D: le circa 170 squadre che fanno parte del campionato di Serie D non possono essere a mio avviso considerate dilettantistiche. Lo status di dilettantismo non corrisponde assolutamente a quello che le società devono fare, per poter andare avanti in un campionato così dispendioso. Squadre che comprendono almeno 35 persone, tra giocatori, staff e dirigenti, per un costo totale che oggi è assolutamente eccessivo, se consideriamo poi anche le spese per le trasferte e per la manutenzione degli impianti sportivi.

Il calcio a mio avviso ha intossicato tutti gli altri sport italiani. Si parla solo di calcio, ovunque. Sui principali quotidiani sportivi l’80% delle pagine è dedicato al calcio. Esistono anche altri sport. Questo calcio a mio avviso va ridimensionato, e ha di fatto fagocitato tutti gli altri sport. Questa pandemia ci dà la possibilità di rivalutare soprattutto i numeri del calcio.

Se penso poi ai personaggi che girano intorno al calcio, mi vengono i brividi. La federazione deve intervenire affinché certi personaggi non girino intorno a questo movimento, improvvisandosi presidenti, oggi in una società e domani in un’altra. Basta improvvisazione. Chi fa calcio, chi dirige le società, deve poterlo fare garantendo serietà, programmazione e futuro. Non è obbligatorio fare calcio: se si può progettare un futuro si va avanti, altrimenti bisogna bloccare sul nascere quei personaggi che utilizzano questo mondo per interessi propri.

Infine parlo dei procuratori: non punto l’indice contro di loro che hanno un’attestazione ufficiale e lavorano seriamente. Ma nel calcio dilettantistico oramai è pieno di personaggi “strani”, che non sono procuratori ma rappresentano un’ulteriore parte inquinante del nostro calcio minore. E’ arrivato il momento di fare una sorta di censimento e stabilire chi può stare nel calcio e chi no. Chi fa il bene del calcio e chi no.

Infine la politica che è disattenta nei confronti di tutto lo Sport. Una disamina cruda la mia è vero – termina il nostro vicepresidente – ma nonostante io non sia più un giovanotto, sono comunque ottimista e credo che molti altri condivideranno le mie parole, per questo amato sport che riempie le giornate di tante famiglie italiane, ma che non può più reggersi in queste condizioni”.

Ufficio Stampa Trastevere

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