Viterbese, astinenza da rettangolo verde per Tounkara: “Qui per valorizzarmi, in estate deciderò il futuro”

Il passato alla Lazio, il presente alla Viterbese e un futuro ancora da definire

Le domeniche d’aprile Mamadou Tounkara le ha sempre passate sul campo.

L’anno scorso, di questi tempi, l’attaccante segnava il primo dei due gol con cui lo Zemplin Michalovce batteva 2-1 lo Zilina nella sesta giornata di Superliga slovacca. Ieri invece, nel giorno sacro del mondo pallonaro, l’attaccante della Viterbese è rimasto a riposo per via del Coronavirus.

“Dobbiamo stare chiusi in casa ma è dura” racconta il calciatore ripensando ai 42 giorni passati da quel Viterbese – Rieti giocato a porte chiuse, quando quasi nessuno aveva ancora ben chiara la portata di un’emergenza sanitaria che da lì a poco avrebbe stravolto la vita di tutti.

La serie C, intanto, sembra voler chiudere definitivamente la stagione. La proposta del direttivo di Lega Pro verrà discussa il 4 maggio sulla base di punti molto chiari: sospensione del campionato, blocco delle retrocessioni e quattro promozioni in serie B (le capoliste dei tre gironi più una squadra sorteggiata tra quelle in zona playoff).

Mamadou Tounkara, d’accordo con questa prospettiva?
“Vorrei tornare a giocare il prima possibile ma dobbiamo rispettare le regole. Per un calciatore è difficile stare senza allenamenti e partite ma bisogna attenersi alle decisioni della federazione”.

Ti manca il campo?
“Tantissimo. Mi manca tutto: lo spogliatoio, il lavoro di gruppo, le partite. E’ veramente difficile stare senza”.

Con nove gol in 21 presenze la tua stagione fin qui è andata bene.
“Non me l’aspettavo nemmeno io. Ho iniziato bene l’anno, mi sono impegnato molto e con la concentrazione giusta ho ottenuto ottimi risultati. E’ stata una sorpresa anche per me stesso”.

Anche per la Viterbese, fino a questo momento, il bilancio è positivo.
“Vero. Il gruppo è fantastico e il campionato è andato bene. Fino all’arrivo del Coronavirus abbiamo fatto divertire i tifosi”.

Ti sei divertito anche tu?
“Certo. E’ stato così fin dalla presentazione in piazza a inizio campionato. Ho giocato in tante squadre e per la mia carriera era un momento importante. Volevo dimostrare a tutti la mia qualità e spero che i tifosi l’abbiano capito. Ogni domenica ho dato tutto”.

A gennaio ti hanno cercato alcune squadre dalla serie B. Il prossimo anno sarà difficile rimanere a Viterbo…
“Ci sono state 4-5 società che hanno mostrato interesse. Mi ha fatto piacere ma ho deciso di finire il campionato con la Viterbese anche per valorizzarmi. In estate deciderò insieme al presidente e al direttore. Per il momento penso solo a giocare”.

Segui ancora la Lazio?
“Sì. Formello è casa mia. I giocatori vanno e vengono ma per me quel posto è speciale. Le persone che ci lavorano sono fantastiche. Torno sempre con molto piacere”.

All’esordio in serie A sei entrato in campo al posto di Klose. Era un modello per te?
“Non potevo chiedere di meglio. Esordire in serie A al posto di un calciatore del suo livello è stato il top. E’ difficile spiegare un’emozione del genere. Come giocatore era fenomenale, potermi allenare al suo fianco è stato un privilegio. E’ anche una grande persona”.

E’ vero che l’esultanza della pantera è nata nella Tuscia?
“E’ nata a Canepina. Prima di un allenamento ho visto un video di Bafetimbi Gomis assieme ad Andrea Errico e gli ho detto ‘se domenica segno esulto come lui’. Il gol è arrivato e anche l’esultanza, che poi è rimasta”.

Samuele Sansonetti – Tusciaweb.eu

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