Real Monterotondo Scalo, Politanò ricorda il percorso di Coppa: “Gioia indescrivibile”

Coppa Italia in bacheca e tanti altri sogni calcistici da realizzare. Il difensore eretino si racconta 

Ecco il difensore del Real Monterotondo Scalo ANDREA POLITANO’.

Un tuo breve curriculum calcistico.

Ho iniziato nelle giovanili del Monterotondo e dopo pochi anni sono passato subito all’altra metà di Monterotondo: lo Scalo. All’età di 16 anni sono andato al Settebagni dove ho avuto subito la fortuna di esordire in promozione. Dopo aver smesso, grazie al mio amico Vincenzo Ricciardi che ha insistito tanto ho riniziato all’Atletico Monterotondo, squadra che poco dopo avrebbe disputato il campionato d’Eccellenza. Dopo due anni sono tornato a giocare nel campo dove ho iniziato la mia “carriera calcistica” con il Real Monterotondo Scalo.

Cosa significa per te giocare a calcio? 

Il calcio è una parte fondamentale della mia vita. Mi ha dato la possibilità di acquisire grandi valori. Mi ha insegnato a stare all’interno di un gruppo rispettando gli altri, mi ha dato la possibilità di scoprire il significato della parola amicizia ed infine ma non meno importante, mi ha sempre dato la possibilità di divertirmi.

Uno o più episodi che ti sono rimasti maggiormente impressi nel cuore al livello calcistico ?

La vittoria della Coppa Italia di quest’anno. È stata una gioia indescrivibile, un percorso fantastico. Partite ribaltate all’ultimo secondo, trasferte ai confini del Lazio che hanno rafforzato la voglia di portare a casa la coppa.

Compagni di squadra e gli allenatori con cui sei maggiormente legato o che ti hanno lasciato qualcosa dentro.

Ne potrei citare tantissimi: Alessio Benda, Mario De Simone e Valerio Nardecchia con cui si è creato un rapporto che va oltre il calcio. Un altro compagno a cui sono molto legato è Simone Abbondanza. Per quanto riguarda gli allenatori nelle giovanile mi piace ricordare Domenico Zelli che purtroppo ci ha lasciato qualche anno fa. Al livello di prima squadra sicuramente Maurizio Vincioni e Alberto Drago.

Un idolo, calcistico e non, che ti ha ispirato nella tua carriera ?

Sergio Ramos e Marco Materazzi. Mi sono affezionato a loro dopo averli visti risolvere due grandi finali, di Champions League e del Mondiale. Per un difensore non è mai facile segnare, figuriamoci in delle partite così difficili.

Ilsupporter.it

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