Campobasso, il capitolino Alessandro: “Calcio in secondo piano, dubito sia possibile finire la stagione”

In un momento storico drammatico per la nostra nazione, alle prese con una pandemia che continua ad imperversare e mietere ogni giorno centinaia di vittime, parlare di calcio giocato appare, allo stato, un irresponsabile azzardo oltre che una circostanza decisamente fuori luogo.

La Redazione di TuttoSerieD, ha ritenuto opportuno dare voce ad alcuni protagonisti legati al vasto e variegato mondo della Quarta Serie. Un modo, questo, per conoscerne il relativo pensiero rispetto alle tematiche più attuali, delicate ed importanti che riguardino da vicino il sistema Calcio dilettantistico.

Così l’attaccante del Campobasso, Danilo Alessandro, esperto calciatore capitolino, con alle spalle diverse esperienze importanti tra i Professionisti:

“Viviamo indubbiamente una situazione anomala e per certi versi drammatica. Qualcosa di mai vissuto prima, difficile da comprendere appieno. Sono rientrato già da diverso tempo a Roma, per stare vicino ai miei parenti e ai vari affetti. Sto affrontando questo momento con grande senso di responsabilità e con la giusta preoccupazione, così come penso stiano facendo tutti gli italiani. Ritrovarsi da un giorno all’altro totalmente chiusi in casa, vederci privati anche delle piccole cose quotidiane, è stato qualcosa di veramente penalizzante. È dura andare avanti in questo modo, però penso a chi stia peggio di noi, a coloro che lottino tra la vita e la morte dentro un ospedale, e questo pensiero mi da la forza per andare avanti più serenamente possibile.

Partiamo dal presupposto che il calcio, in questo momento, debba passare assolutamente in secondo piano. Superare questo dramma sanitario ha la priorità su tutto e francamente, ora come ora, faccio piuttosto fatica a pensare al Calcio giocato. In ogni caso, voglio essere sincero, e penso che sia quasi impossibile che si possa portare regolarmente a termine il Campionato. Lo dico a malincuore, proprio perché la nostra corsa si è interrotta sul più bello, a causa di questa tremenda epidemia e di fatto siamo stati privati della possibilità di lottare per un grande obiettivo. Però, ragionevolmente, non credo ci siano le condizioni sanitarie e generali per poter parlare di una ripresa. Ipotizzare una ripartenza, specie nelle Categorie dilettantistiche, ritengo sia davvero azzardato. È un problema troppo più grande di quanto si pensi. Per molte squadre sarebbe ingestibile una ripresa, sotto tanti punti di vista. Ecco perché sono convinto che dovrà passare ancora molto tempo prima di tornare sul terreno di gioco. Credo che nessuno possa assumersi la responsabilità di farci tornare in campo, almeno finché non ci saranno le condizioni più adeguate per farlo. È chiaro che dentro abbia voglia di portare a termine la stagione con i miei compagni, però dubito che sia possibile, proprio per i motivi che ho appena elencato. Sulla possibilità di giocare in piena estate, sento diversi addetti ai lavori parlare di “follia” e francamente non capisco il perché. I ritiri di solito si iniziano a Luglio e siamo abituati a correre e sudare tutto il giorno a certe temperature. Pensando anche a chi in quel periodo svolga dei lavori molto faticosi sotto il sole cocente, non penso che giocare a Calcio debba essere ritenuto una follia o un sacrificio. Quindi personalmente non avrei alcun problema a farlo in quel frangente. I dubbi, a questo proposito, sono legati solo e soltanto a quelle condizioni sanitarie senza cui non si potrebbe riprendere, ne’ ora, ne’ mai.

È una paura assolutamente legittima. Ho letto anch’io che ci siano dei colleghi che non percepiscono lo stipendio addirittura dallo scorso Ottobre. È una situazione davvero insostenibile. Forse qualcuno non sa che i Calciatori di Serie D non guadagnino le stesse cifre di chi giochi in Serie A, B e in alcune realtà di C. Tra i Dilettanti si fa molta fatica e la fortuna più grande è proprio quella di imbattersi in Società serie, rispettose e sane, proprio com’è capitato a me quest’anno. Però, nel complesso, si vivono situazioni molto critiche ed è arrivato il momento di garantire maggior tutela a tutta la categoria. Intanto, dovrebbero non esistere quelle Società che si mettono in gioco senza averne i requisiti, quelle stesse che non rispettavano i propri impegni già prima che venisse fuori il Coronavirus e che approfitteranno di questo per continuare a non tenere fede agli impegni presi. Sicuramente, la crisi economica a cui tutto il movimento andrà incontro, potrà portare a situazioni ancora peggiori. In questo senso posso solo augurarmi che la L.N.D., con l’aiuto dell’A.I.C., venga incontro a noi Calciatori, cercando di intraprendere la strada più giusta per garantirci maggiore tutela. E altrettanto importante sarà il controllo costante che si dovrà andare a fare su tutte le Società, affinché vengano fuori in partenza quelle che non abbiano i requisiti minimi per fare calcio.

Anch’io sono dell’idea che molte squadre di calcio, a tutti i livelli, rischino seriamente di scomparire. La maggior parte dei Presidenti sono degli imprenditori, che in futuro dovranno giustamente prestare più attenzione alle rispettive aziende, smettendo di investire tempo e denaro nel Calcio. Questa è purtroppo una possibilità concreta e soltanto attraverso un sostegno importante da parte dello Stato, si potrà evitare di andare incontro ad uno scenario simile. Solo che mi viene da chiedermi se possa realmente concretizzarsi un aiuto di grandi proporzioni da parte del Governo, visto che ancora aspettiamo che si materializzino degli aiuti concreti nei confronti delle famiglie italiane più in difficoltà. E ritengo sia difficile che si vada incontro al mondo del Calcio dilettantistico, prim’ancora che alle persone che oggi non abbiano un lavoro, un reddito e la possibilità di mantenere una famiglia. Sotto questo aspetto, sono abbastanza pessimista. In diverse circostanze e situazioni, abbiamo dimostrato di essere un Paese abbastanza indietro rispetto ad altri e ciò mi fa pensare che gli aiuti per il nostro sistema e i contributi economici di cui si stia parlando ultimamente per le Serie minori, possano restare solo un’idea e non diventino una soluzione reale. Spero di sbagliarmi ovviamente, anche se, basandomi su tante piccole cose, notizie e informazioni, penso che il mio pessimismo sia piuttosto fondato.

Rispetto al concetto di Stagione “falsata”, penso sia doveroso fare un distinguo. Qualora si riuscisse a tornare in campo, nessuno potrebbe utilizzare questa definizione, perché siamo tutti fermi dallo stesso momento e quindi rientreremmo più o meno tutti nelle stesse condizioni, con gli stessi limiti e le medesime problematiche. Chiudendo regolarmente la Stagione, nessuno potrebbe gridare allo scandalo, perché ogni squadra sarebbe autrice materiale del proprio destino. Diverso sarebbe in caso di chiusura anticipata. Una compagine come la nostra e come tutte quelle che vedono la promozione o la salvezza distanti solo uno o due punti, farebbero molta fatica ad accettare un verdetto a tavolino che le penalizzasse oltremodo, quando ancora mancherebbero otto o più gare da disputare. È ovvio che se non si potesse più ripartire, qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di decidere. E paradossalmente, la “fortuna” delle squadre penalizzate da determinate decisioni, sarebbe proprio la mancata iscrizione di tante Società nella prossima Stagione. Immagino infatti, che in futuro ci saranno numerosi ripescaggi in tutte le Categorie. Ecco perché non mi fermerei mai ad un primo eventuale verdetto, perché in un contesto di incertezza totale, potrà veramente accadere di tutto.

Sbilanciarmi in questo senso, mi riesce veramente difficile. Determinare un finale piuttosto che un altro è veramente complicato, specie per quei Gironi dove le prime e le ultime classificate siano distanziate da uno o due punti. Ci sarebbero ancora molte gare da giocare sulla carta e prendere decisioni a tavolino può risultare molto arduo. Però, come ho già detto, venendo meno diverse realtà calcistiche nella prossima stagione, penso che ci sarà la possibilità di andare incontro ad un ripescaggio, per tutte quelle squadre attualmente in lotta per obiettivi importanti, in alta, così come in bassa classifica.

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