Ripresa attività sportive, l’ag. Fifa Guercini: “Risolta l’emergenza sanitaria si dovrà far fronte a quella economica”

In piena emergenza Coronavirus sono tante le domande che il mondo del calcio si sta ponendo

Agente FIFA dal lontano 2000, l’ex calciatore Stefano Guercini oggi è un procuratore sportivo ed esperto di scouting affermato, con interessi tra professionisti e Serie D, senza dimenticare le importanti sinergie all’estero dove segue diversi calciatori stranieri.

Chiudere i campionati adesso chiaramente favorirebbe chi era in una posizione privilegiata e che magari oggi spinge in questa direzione, ma è un concetto sbagliato anche alla luce dei danni economici ormai inevitabili. Annullare tutto pure è davvero complicato, quindi secondo me va fatto un ragionamento per arrivare anche oltre il 30 giugno. Se le cose vanno bene e si dovesse ricominciare verosimilmente a metà maggio, si può pensare di dare qualche settimana ai calciatori per recuperare la condizione. Chiaro se sei un professionista un minimo di condizione la mantieni, ma non si può andare oltre i venti giorni per mettere benzina nelle gambe, poi bisognerebbe fare tanti turni infrasettimanali a porte chiuse“.

Magari togli una mensilità, o il 20% in base a quanto si sta fermi, chiaro che farlo per i calciatori di Serie C e D diventa un problema perchè poi deve essere il Governo ad intervenire per dare un sostegno a chi non guadagna cifre milionarie. In che modo intervenire? Non l’ho sentito dire a nessuno finora, ma lo Stato magari può pensare da qui ai prossimi tre anni di ridurre la tassazione sui contratti, magari fai solo il netto e il lordo non lo conteggi, può essere un aiuto per i club che così possono mettersi in riga con i pagamenti entro dicembre. I mancati incassi dal botteghino e i diritti TV non permetteranno a tanti club di essere solventi, diventerebbe un problema“.

Penso alla C, se dovessero bloccare i verdetti come si fa ad esempio a tenere una società come la Reggina ancora in terza serie? Ma non sarebbe la sola, penso alle varie Bari, Reggiana, Vicenza, Padova, piazze calorose alle quali almeno i playoff bisognerebbe farli disputare. In Lega Pro abbiamo tantissime realtà importanti, non solo nel girone A che per me è una B mancata, ma anche nel girone B ci sono realtà di rilievo come Como, Monza, Pistoiese, senza contare poi chi magari ha fatto una bella scalata nei bassifondi e che oggi sarebbe salvo, vedi ad esempio l’Imolese. Serve grande attenzione, non è auspicabile annullare tutto senza tutelare gli investimenti fatti dai club“.

Possiamo fare tutti i ragionamenti di questo mondo, ma ad oggi è essenziale azzerare i contagi, in queste settimane ho provato a tenermi informato su quanto sta accadendo, è una situazione preoccupante. Ripresa? Indubbiamente non si possono far giocare i ragazzi con la mascherina, per questo servono rassicurazioni e certezze dal punto di vista sanitario. Purtroppo ad oggi tutta questa sicurezza e queste certezze non le vedo, sottovalutare il problema è un rischio che non possiamo correre. Vivo vicino Roma, ho notato la rapidità con cui oggi sono stati costruiti alcuni presidi ospedalieri, rispetto al passato siamo attrezzati diversamente ma è innegabile che c’è una differenza di trattamento. Oggi chi è meno abbiente fa più fatica a fare i tamponi rispetto a personalità di spicco per le quali leggo sono stati fatti addirittura 2-3 tamponi per assicurarsi della piena guarigione, alcuni si affidano a cliniche private per accelerare i tempi, ma chi non può è destinato a morire? “.

Voglio ricordare che in C, ad esempio, c’è gente che guadagna stipendi normalissimi e le società sono favorite dal fatto che possono pagare in maniera procrastinata rispetto alle date reali. Ora tutto questo diventa ancora più complicato, bisogna supportare tanti ragazzi, ogni club poi ha tanti impiegati oltre ai calciatori. Se non troviamo le giuste contromisure poi c’è il rischio che calcio minore e attività di base paghino un prezzo molto alto, sarà ancora più dura costruire sui giovani in categorie come Serie D ed Eccellenza. – ammette l’agente FIFA – Oggi vedo molti amici, che gestiscono strutture dove in passato ho svolto lezioni di tecnica, che sono in difficoltà e ogni famiglia ci ha rimesso mediamente almeno il 20%, bisogna capire alla ripresa cosa succederà. Risolta l’emergenza sanitaria si dovrà far fronte a quella economica, il calciatore che rinuncia ad una parte o a tutto lo stipendio è un falso problema, non si tratta di difendere una posizione perchè tutti i lavoratori vanno tutelati. Se non si trova il modo di aiutare tutti, poi comincia la nuova stagione e lo sport, che socialmente ha una grande valenza, fa fatica perchè la gente non ha la forza di acquistare biglietti per assistere agli eventi“.

Restodelcalcio.com

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