Orvietana, il ds Capretti è chiaro: “Il calcio subirà ridimensionamento, chi vuol ricominciare a tutti i costi…”

L’ex dirigente del Fiano Romano sui temi d’attualità

Con la premessa che nessuno dimentica la gravità del momento che stiamo vivendo e quanto i comportamenti corretti di ogni singolo individuo siano importanti per ridurre i danni e per sperare che questa situazione duri il minor tempo possibile, proviamo a capire come si sta muovendo l’Orvietana ormai ferma da quella vittoria interna contro il Sansepolcro del 23 febbraio. Ne parliamo con il direttore sportivo Severino Capretti.

Ma insomma voi addetti ai lavori qualche indiscrezione la avete avuta o dalla Lega Dilettanti ancora tutto tace?

“E’ tutto fermo, ad oggi c’è la sospensione alle attività fino al 13 aprile, ma a parer mio lo stop alle attività sarà ulteriormente prolungato. In questo momento non vedo spiragli di grande miglioramento nei numeri Covid 19”.

Mettere tutti d’accordo non sarà facile, ci sono posizioni opposte tra chi già vorrebbe pensare alla prossima stagione e considerare ormai annullata questa e chi spera di tornare a giocare per finire i campionati ed emettere i verdetti.

“Credo che la priorità sarà quella di ripartire a livello di vita e di conseguenza con le aziende, le industrie che poi sono i maggiori finanziatori nel calcio. Ma per far questo il covid 19 va sconfitto, ripartire per poi dover ribloccare tutto non ha senso e creerebbe danni irreparabili. Oggi come non mai bisogna vivere alla giornata, migliorare la nostra cultura personale e stare a casa. Poi quando ci saranno le condizioni per ripartire, ci sono gli organi preposti che decideranno. Noi addetti ai lavori, invece di dire la nostra tanto per dire, credo dobbiamo curare la nostra squadra, mantenere il gruppo con la spia accesa. Mi sento solo di dire che oggi chi vuol ripartire ad ogni costo, non ha grande rispetto per tutti quei morti, per medici, infermieri, forze dell’ordine e commessi di supermercati che sono in servizio in un momento così delicato”.

Anche perché ripartire ad ogni costo significa mettere a rischio la salute, se si dovesse ripartire a porte chiuse è come se passasse il messaggio: c’è pericolo per il pubblico, ma non per chi va in campo o si allena.

“Infatti non ha senso. Con la salute non si può rischiare. Credo che si ripartirà solo quando ci saranno le condizioni, prima nessuno se ne prenderà la responsabilità. Anche per rispetto difronte al dolore di tutte quelle famiglie che hanno perso i propri cari”.

Per non parlare dei problemi come il limite 30 giugno, i fuoriquota. Poi come si riparte? Come si troveranno le risorse economiche per il calcio in questo momento?

“Le problematiche saranno molte, ma con il lavoro degli organi preposti si troverà una linea guida. Indubbiamente bisognerà aiutare le aziende e le società, noi non abbiamo tutele contrattuali, anche qui ora è uscito nel decreto il rimborso di 600 €. Insomma il calcio subirà un ridimensionamento. Sarà il momento dove le idee, il lavoro sul campo e di scouting, prevarrà sulle spese folli”.

Quasi una nuova era soprattutto per i dilettanti, ma saranno tutti d’accordo? ci sono società veramente dilettantistiche accanto a società semiprofessionistiche nello stesso campionato

“Credo che le società debbano avere buonsenso, allinearsi alle scelte della LND e poi costruire la propria ripartenza con grande serietà, nel rispetto di noi operatori e ognuna sceglierà il proprio metodo. Oggi è prematuro fare ipotesi”.

Inutile nascondere però che l’ipotesi più probabile è che non si riesca a ripartire a meno che non si giochi in piena estate, ma non so quanto avrebbe senso soprattutto tra i dilettanti, o no?

“Lo ho già ribadito, il campionato se riprenderà sarà comunque falsato. Dopo più di due mesi di stop, si parla di parametri azzerati. La classifica reale di questa stagione a mio modesto parere è questa attuale”.

Ufficio Stampa Orvietana

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