Coronavirus e sanità, politica e calcio. Pochesci: “Non sarebbe la fine se si ripartisse da zero”

Lunga chiacchierata col tecnico romano, che tocca tutti i temi caldi del momento tra politica e calcio

Ex allenatore di Fondi, Ternana, Casertana e Bisceglie, Sandro Pochesci attualmente svincolato è stato raggiunto telefonicamente dalla redazione di Restodelcalcio.com per una panoramica sulla situazione del paese in piena emergenza Coronavirus, con un focus speciale chiaramente sul mondo del calcio.

AIUTARE LA POVERA GENTE

Il tecnico romano come di consueto non le manda a dire, e ai nostri microfoni sul periodo di quarantena precisa: “La vivo come tutti gli italiani, nessuno chiaramente poteva aspettarsi una cosa del genere, sembra uno scenario da film, dentro casa cerco di tenere la mente occupata provando a restare aggiornato sulla situazione. – ha esordito Pochesci, che poi ha precisato – Fortunatamente oggi abbiamo i cellulari e i social, che fanno in modo d’essere più vicini alle persone, anche se il problema resta un altro. Quale? Credo che la cosa più snervante sia la mancanza di risposte concrete da parte del Governo, non è possibile che ancora oggi manchino aiuti immediati per tutte quelle persone che hanno bisogno delle cose essenziali. C’è tanta povera gente che non ha neppure i soldi per fare la spesa, credo che sia più importante in primis aiutare loro”.

PRIMA IL VIRUS, POI IL CALCIO

Nonostante le difficoltà del paese, in Italia c’è una fetta del mondo del calcio che resta ancora ai propri interessi senza alcun ritegno: “C’è gente che guadagna miliardi su miliardi, ne vogliono ancora?! Credo che in questo momento bisogna andare oltre certe cose, riscoprire determinati valori, e guai a pensare ad una programmazione nel mondo del calcio. Perchè? Semplice, se non riusciamo a tornare alla normalità non hanno senso certi discorsi, la situazione che oggi viviamo in Italia poco a poco la stanno vivendo anche tutti gli altri paesi d’Europa. – sottolinea il tecnico classe ’63 – Questo virus è stato sottovalutato all’inizio, nessuno in questo momento riesce a spiegarci in maniera chiara cosa sta succedendo, e sento gente nel mondo del calcio che parla di campionati e calendari. Vorrei ricordare che in campo vanno 22 esseri umani, intorno ad ogni squadra poi ci sono tante figure importanti, più umili, non è possibile pensare che nel calcio ci siano soltanto i ronaldo, i messi, parliamo di un sistema molto più grande e variegato. A mio avviso non sarebbe la fine si ripartisse da zero, pensiamo a risolvere l’emergenza sanitaria poi parleremo anche di calcio“.

FRECCIATA AI POLITICI

Nelle ultime settimane si è parlato a lungo del taglio degli stipendi per calciatori e allenatori: “Sono un uomo di calcio ma ultimamente faccio fatica anche soltanto a guardarle le trasmissioni sportive, cerco piuttosto di seguire TG e faccio le 3-4 di notte per ascoltare i pareri dei dottori e degli scienziati. – ammette il tecnico ex Casertana – Ripresa allenamenti? Trovo assurdo oggi pensare a queste cose, ma si rendono conto che qui stanno morendo migliaia di persone?! I calciatori in queste settimane si stanno allenando a casa, ma è chiaro che stiamo parlando di un palliativo rispetto al vero lavoro che si può svolgere in campo. – sui tagli agli stipendi poi tuona – Sempre allenatori e calciatori in prima linea quando si parla di tagliare, che iniziassero anche i politici a rinunciare a parte dei loro lauti stipendi. Prendono tanti soldi anche loro e nessuno ne parla, così come non si parla delle difficoltà dei calciatori dei dilettanti, dove soltanto in D ci sono 190 squadre. Vorrei ricordare a questi signori che se la base della piramide crolla poi il sistema calcio non può reggere”.

RIPRESA LENTA, NIENTE E’ DOVUTO

La Serie A spera di poter riprendere in estate, si riflette tra porte chiuse o aperte, ma l’emergenza coronavirus non lascia spazio a programmi concreti: “Voi veramente pensate che la gente, finita la crisi sanitaria, poi tornerà subito allo stadio?– si domanda Pochesci – Quando arriveranno le bollette da pagare, e si dovrà ripartire col mondo del lavoro, servirà tempo, chi fa certe affermazioni non si rende davvero conto della realtà. Uno Stato serio, che fa l’interesse del popolo, anzichè rinviare i pagamenti li blocca e invia buoni spesa per le persone che non hanno i soldi neppure per mangiare. Credo che i politici sappiano chi davvero ha bisogno, sono le stesse persone alle quali in tempo d’elezioni vanno a chiedere il voto. Io sono stato un privilegiato, ho fatto un lavoro che mi piaceva, ma adesso basta parlare di calcio e parliamo dei veri eroi che ci stanno salvando la vita. Dobbiamo dimenticarci che tutto è dovuto, momenti del genere lo mostrano chiaramente”.

MA QUALE SCUDETTO

Indiscrezioni recenti parlano di una possibile ripresa nei mesi di Luglio e Agosto per la Serie A, dissenso totale da parte di Pochesci: “Ma ancora crediamo alla befana? Oggi i cittadini stanno raschiando il fondo del barile per andare avanti, il calcio e la politica probabilmente non si rendono ancora bene conto della situazione. Chi ha i soldi non deve parlare ma fare qualcosa di concreto per gli altri, inoltre credo che nelle varie Leghe non serva una legge per i tagli agli stipendi, deve arrivare dai diretti interessati la volontà e anche i politici devono fare altrettanto. Stiamo parlando di persone che hanno ricevuto tanto nella vita, è ora che inizino a dare. – commenta Pochesci – Vi pongo un quesito, sentendo tanti discorsi sulle perdite del mondo del calcio, per voi quanto vale una vita? Che prezzo attribuite ad ogni singolo individuo? Sentir parlare di Scudetto da assegnare mi fa rabbrividire, sull’album delle figurine nel 2020 mi aspetto una casella bianca col simbolo C-19 (Covid-19 ndr), o magari simbolicamente darlo alla città di Bergamo che sta lottando orgogliosamente. Ad oggi la realtà è questa, ha vinto il virus, che ci ha battuti tutti sia dal punto di vista sanitaria che economico. Usciamo prima da questa crisi e poi potremo fare tutti gli altri discorsi, tra cui anche quelli sul calcio”.

BASTA TAGLI ALLA SANITA’

Negli ultimi anni il sistema sanitario nazionale ha subito diversi tagli, ed oggi si trova a combattere un’emergenza mai vista prima con tante difficoltà: “I politici negli anni addietro hanno gettato al vento soldi per cose futili, togliendoli alla sanità, oggi molti lì a Montecitorio potrebbero e dovrebbero contribuire economicamente per aiutare il prossimo anzichè fare chiacchiere. Nel mondo del calcio invece spesso calciatori e allenatori fanno del bene nel silenzio. – prosegue il tecnico romano – Oggi dobbiamo soltanto pregare, stiamo perdendo una generazione intera, stiamo perdendo tutte quelle persone che in questi anni ci hanno fatto vivere nel benessere. Vorrei che tutti capissero che bisogna restare davvero a casa, combattere tutti, poi il Governo deve fare la sua parte per aiutare la povera gente che non riesce ad arrivare a fine giornata”.

RITARDI GRAVI, ORA GARANTISCA LO STATO

Chiosa finale, con un messaggio ai politici e ai vertici del calcio: “Chi lo va a dire oggi a tutte quelle persone che hanno perso dei cari a causa di una partita di calcio, giocata in condizioni sanitarie rischiose. Il decreto doveva arrivare a Gennaio, così come lo stop, mentre si è atteso Marzo e penso che chi ci governa è stato superficiale all’inizio dell’emergenza. Oggi il debole è la vittima, non solo le persone anziane, e magari tanti di noi hanno avuto il virus ma non lo sanno perchè nessuno ti dice con precisione cosa fare. – conclude Pochesci – Credo che il Premier Conte debba prima di ogni altra cosa tutelare chi vive alla giornata, lo stato sa bene di chi sto parlando, per una volta mi aspetto che i politici dicano ai cittadini che ci pensano loro a garantire le giuste coperture finanziarie“.

Luigi Langellotti – Restodelcalcio.com

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