Crisi Coronavirus, le parole di Conte: “Sanzioni, scioperi, decisioni sanitarie ed emergenza…”

E’ durata oltre due ore la riunione del Consiglio dei ministri. Il Premier ha parlato poco prima delle ore 19 in streaming

Giuseppe Conte è intervenuto in conferenza stampa per fornire all’Italia aggiornamenti su quanto deciso dal Consiglio dei Ministri sulla situazione Coronavirus. Queste le sue parole:

“Si è creato un po’ di dibattito sul fatto che l’emergenza sia stata prorogata fino al 31 luglio 2020. Nulla di vero. Abbiamo solo creato uno spazio ipotetico, ma non vuol dire che le misure restrittive saranno effettivamente prorogate. È solo uno spazio di emergenza. Siamo pronti a ricominciare prima, e tornare ad uno stile di vita migliore. Questa prova durissima ci renderà migliori. Questa è l’occasione di fare delle riflessioni, e credo che ne approfitteremo per trarne il giusto insegnamento”.

Sulle nuove sanzioni

“Sono orgoglioso della reazione degli italiani. Le forze dell’ordine stanno facendo verifica perché è giusto ce ci sia un attento monitoraggio, ma la stragrande maggioranza dei cittadini si sta conformando a questo nuovo stile di vita. Ciascuno deve fare la propria parte per affrontare l’emergenza e poterla vincere. Per rialzarci quanto prima. Se tutti rispeteranno le regole mettono in sicurezza se stessi, i propri cari e l’intera comunità nazionale. Ora però per chi trasgredisce le sanzioni previste sono cambiate da 400 a 3.000€. Nel caso in cui la violazione sia stata compiuta con un veicolo, la sanzione è aumentata fino ad un terzo”

Sulle decisioni sanitarie sulle singole regioni

“Abbiamo un ordinamento su base regionale. Stiamo facendo di tutto per rinforzare le strutture regionali sanitarie di tutto il paese. Ma la competenza sulle misure restrittive dev’essere dello Stato, altrimenti si crea confusione”

Su eventuali scioperi

“I Sindacati sanno che la porta di Chigi e dei Ministeri sono sempre aperte. Io lavoro spesso con loro, ci siamo incontrati spesso e continueremo ad incontrarci. Il confronto è la modalità migliore per decidere. Anche se poi la decisione spetta al Governo, non possiamo introdurre modalità di co-decisione. Questo è il periodo del confronto che in questo momento è anche più serrato. Quando abbiamo deciso le restrizioni di attività produttive, abbiamo ritenuto necessario il confronto con i sindacati. Decide cosa sia essenziale o cosa no è estremamente complicato. Stiamo facendo aggiustamenti, ma non è facile fare scelte che possano andar bene per tutti. Mi auguro che però non ci siano scioperi, non ci possiamo permettere scioperi, vale anche per i fornitori di carburante. Dobbiamo garantire i rifornimenti alla popolazione, di tutti i beni primari, incluso il carburante”

Sulla modalità di verifica dei tamponi

“È difficile pensare di avere il numero esatto di contagiati, visti gli asintomatici. Su questi fatti, il dialogo resta aperto. Sin qui abbiamo sempre seguito le indicazioni del comitato tecnico-scientifico. E continueremo a farlo. Non c’è ragione di cambiare la nostra modalità di conteggiare i contagiati. Abbiamo una linea di massimo rigore e trasparenza”

Sul rapporto del Governo con i Sindaci regionali

“Dal primo giorno abbiamo curato i rapporti con i governi regionali. Credo che sia la modalità migliore, non è pensabile un intervento autoritativo in questa fase da parte dello Stato centrale. Intanto perché riteniamo preferibile la strada della collaborazione. In più la sanità è in mano alle regioni, introdurre poteri sostitutivi sarebbe poco funzionale. Questa modalità di procedere sta dando risultati. Abbiamo riconvertito 78 Ospedali come Covid-Hospital, abbiamo portato le unità di terapia intensiva in Italia da 5843 a 8370. Quindi stiamo reagendo in modo efficace”

Sulla possibilità di inviare l’esercito al Sud per far rispettare le restrizioni

“Noi lo stiamo già utilizzando perché pensiamo al personale sanitario. Ci sono delle unità di personale medico militare per le situazioni più critiche. Il lavoro delle forze dell’ordine però è già efficace, e adesso con questo meccanismo sanzionatorio abbiamo tutti gli strumenti per perseguire. I cittadini non devono pensare che la tenuta dell’ordine pubblico si basi sulla militarizzazione”.

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