Il Presidente dell’AIAC Milano Gatti ed il diritto allo sport: “Ragione di vita, il Coronavirus non cancellerà…”

Il presidente Aiac di Milano pone l’indice sull’emergenza nazionale e sui risvolti che potrà avere nel mondo dei dilettanti

Il bel messaggio di Paolo Gatti. Il presidente Aiac Milano ha pubblicato una lettera che vale la pena di condividere, non si può non condividere un messaggio che ci accomuna perchè il coronavirus non ha confini, perchè anche qui la situazione è drammatica ma siamo fiduciosi che tutto andrà bene e ritorneremo a far splendere la nostra passione e che pone l’indice anche su un tema caldo come le strutture e i sacrifici che i dilettanti compiono quotidianamente.

Ecco il testo del messaggio:

“Il flagello del Coronavirus colpisce prima e più forte i soggetti deboli, abbiamo capito a nostre spese. E’ così non solo per le persone fisiche, ma anche per le organizzazioni sociali ed economiche. Forse non tutti lo sanno, ma il sistema delle Società Sportive Milanesi, così come in tutta l’Italia (nato intorno agli anni settanta) quello dell’affidamento di beni pubblici a società sportive, privati, gruppi di cittadini, affidamento di impianti in disuso o bisognosi di investimenti, se non addirittura appezzamenti di terreno incolto sui quali tracciare le righe di un campo da calcio, corre da qualche tempo il rischio di scomparire e l’impatto della chiusura per emergenza sanitaria potrebbe essere il colpo di grazia. Oltre cento società ed associazioni, che garantiscono la pratica sportiva sicura ed adeguata a migliaia di utenti, bambini e ragazzi, fornendo alle famiglie un aiuto estremamente concreto e quotidiano, che garantiscono la pratica sportiva a tutte le categorie protette anziani e disabili che garantiscono la pratica sportiva agli adulti i cosiddetti amatori… Amatori. Oggi questa parola assume anche un più nobile significato grazie alle tante discipline sportive tradizionali ed emergenti ed il momento cruciale. Sono attività servite tutte alla socialità, forse solo adesso ne cogliamo il profondo senso e valore. Quando quasi trenta anni fa ho cominciato a fare questa attività, questo tipo di lavoro NON era considerato un vero e proprio mestiere era solo una sorta di secondo lavoro, una passione qualche cosa che si può fare appunto per sport.

In seguito fino ad arrivare ai tempi odierni si è via via determinata una situazione tale per cui non si potessero più gestire impianti come un secondo lavoro, part time magari… Infatti si tratta di un incarico a tempo pieno di grande responsabilità e di grande collante per tutto il tessuto sociale. Siamo diventati una vera e propria agenzia educativa sano connubio tra pubblico e privato come un istituto scolastico… in fondo si può meglio vedere attraverso il gioco quale tipologia di uomo o donna potremo diventare. Siamo una alternativa laica agli oratori, ai parchi pubblici senza costi per la finanza pubblica e la pubblica amministrazione. Abbiamo garantito un importante servizio di pubblica utilità teso alla tutela e prevenzione della SALUTE… mai come oggi questo tema è tristemente attuale…abbiamo garantito il DIRITTO ALLO SPORT PER TUTTI.

Oggi si rischia di non poter continuare ad operare per un incomprensibile intreccio di norme, regolamenti, interpretazioni burocratiche. Negli ultimi mesi il nostro grido di allarme sembrava aver trovato ascolto in alcune personalità politiche cittadine e lombarde ed anche con il loro aiuto, pur non trovando ancora una soluzione, faticosamente si stavano intravedendo possibili vie d’uscita all’ottusità di una burocrazia amministrativa che non distingue una attività sociale e sportiva da una multinazionale che vende prodotti per lo sport soggetta ad assurde politiche di legge Europee. La chiusura delle attività per settimane, forse per mesi, rischia di essere una mazzata irrecuperabile per molte di queste realtà, che vivono anche sul volontariato e sull’economia di privati che devono coprire di tasca propria la differenza fra costi che restano uguali e ricavi che erano già largamente scarsi prima. Per la verità il Comune di Milano è intervenuto sull’emergenza immediata, sospendendo il pagamento delle concessioni e degli affitti e rinviando le tasse comunali: niente di risolutivo, del sollievo concedibile con le regole cui l’Amministrazione pubblica deve sottostare. Da buon milanese voglio pensare, ancora una volta, in positivo: una situazione come questa, mai verificatasi in 75 anni di storia della Repubblica, dovrà essere l’occasione della svolta.

Auguro a tutti noi che non appena usciti dall’emergenza sanitaria, ci ritroveremo tutti assieme per decidere di lasciare alle nostre spalle tutte le scartoffie, le regole e le pratiche superate ed inattuali. Ne riscriveremo di nuove, semplici, comprensibili ed utili per noi tutti e non solo per qualche adoratore del formalismo inutile e dannoso, le riscriveremo INSIEME con tutti quelli che dello SPORT hanno fatto la loro RAGIONE DI VITA da sempre ed hanno le competenze per cercare di fare fronte a queste incredibili difficoltà”.

Campaniafootball.com

Lascia un commento