Emergenza Coronavirus, i consigli di prof. Sicari: “Allenamenti? Bisogna fare sacrifici”

Coronavirus, come cambia la preparazione. Allenamenti da casa e app, ma sarà dura tornare in campo…

Emergenza Coronavirus. Abitudini che cambiano, nella vita e anche nel calcio. Allenamenti sospesi, tutti a casa. Pure i calciatori. Ma come ci si allena a distanza? E soprattutto, quanto ci vorrà per tornare in forma? TuttoMercatoWeb ne ha parlato con chi si occupa della forma fisica dei calciatori tutti i giorni. Francesco Sicari, preparatore atletico del Palermo che fu, tra settore giovanile e prima squadra, e oggi al Trapani.

Sicari, l’emergenza COVID-19 ha sconvolto la vita di tutti. Come è cambiata quella di un preparatore atletico?
“È cambiata radicalmente. Avevo una media di tredici ore fuori casa. Faccio allenamenti casalinghi, video. E chiaramente controllo gli allenamenti dei ragazzi. Il lato positivo è che sto con la mia famiglia”.

Gli allenamenti come sono organizzati?
“Il mio compito è quello di sentire quotidianamente i ragazzi e dare loro dei programmi personalizzati. Non è una bella situazione, anche perché dopo una settimana di inattività il tono muscolare non è adeguato ad affrontare una competizione”.

Un preparatore atletico, che solitamente lavora quotidianamente con la squadra, come segue gli allenamenti?
“Se i calciatori hanno l’opportunità di fare dei lavori aerobici poi controlliamo il loro operato attraverso le applicazioni dedicate. E di conseguenza viene stilato il programma per il giorno dopo”.

E al di là del lavoro aerobico?
“Per la forza è un discorso un po’ diverso. Perché a casa si può fare tanto ma soltanto con i piccoli attrezzi. Ovviamente i consigli che possiamo dare sono limitati, ma non essendoci uno storico è difficile. Non è una situazione semplice”.

Ipotizziamo che il Coronavirus venga debellato in tempi brevi. Un calciatore quando potrà tornare a rendere al meglio?
“Questa sosta o inattività non ci voleva. Ma credo che sarebbe più opportuno riprendere almeno la settimana di Pasqua”.

Come si gestiscono i giovani calciatori in un momento così delicato?
“Non sono abituati a stare tanto tempo a casa. Ma è pur vero che i ragazzi che vogliono fare i calciatori sono costretti a diventare grandi prima rispetto ai loro coetanei. Bisogna fare dei sacrifici”.

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