Emergenza Coronavirus: tra chiusura degli impianti, allenamenti personalizzati ed il terrore di un ulteriore stop…

L’aggravamento della situazione sta portando alla chiusura di tutti gli impianti. Da qui in avanti allenamenti personalizzati?

L’emergenza Coronavirus si allarga e il calcio umbro si interroga su cosa fare. Il Comitato Regionale Lazio, intanto, ha fermato l’attività ufficiale fino a domenica prossima, 15 marzo, in attesa di sviluppi che si susseguono con la situazione che si è aggravata nelle ultime ore.

Oggi il calcio italiano sembrava fermarsi, intorno alle 12,30, prima di Parma-Spal, poi, dopo un’ora e un quarto di consultazioni, si è ripartiti. E in questa settimana che succederà?

Un passo indietro è d’obbligo. Subito dopo la pubblicazione del DPCM e la comunicazione del Cru di giovedì scorso, l’attività di settore giovanile è stata bloccata in tutta la regione e in tutte le società. Per quanto riguarda le prime squadre, nella maggior parte dei casi l’attività si è fermata ma c’è anche chi si è allenato. Con quali modalità?

– Dappertutto a porte chiuse, come previsto dal DPCM. E, verrebbe da dire, almeno quello. E fin qui le difficoltà sono relative, visto che è difficile trovare qualcuno sugli spalti durante gli allenamenti.
– Qualche società ha utilizzato fino a quattro spogliatoi per garantire il metro di distanza tra giocatori e staff, previsto dal DPCM.
– C’è chi ha chiuso uffici e spogliatoi e bloccato il servizio lavanderia. Della serie, vi portate gli indumenti da casa e ve li lavate da soli, facendo in modo che, all’interno dell’impianto, si svolga solo l’attività all’aperto, facendo un lavoro specifico che consenta di mantenere il metro di distanza. 
La maggior parte delle società dilettantistiche ha chiuso i propri impianti. Ci si allena, se si vuole, ma singolarmente, all’aperto, intorno a casa, per strada o al percorso verde, attraverso programmi personalizzati.

In queste ore le società si stanno confrontando sul da farsi, visto che si tratta di una fattispecie unica nel suo genere.
L’aggravarsi della situazione sta portando alla chiusura degli impianti sportivi un po’ in tutta la regione, con i giocatori che possono allenarsi in autonomia, all’aperto o a casa, ma comunque senza recarsi al campo.
Il tutto sperando che le misure adottate negli ultimi giorni possano portare ad una riduzione sensibile del contagio.

In ogni caso, anche se si dovesse tornare a giocare domenica 22 marzo, come previsto in questo momento, le partite si svolgeranno a porte chiuse fino a venerdì 3 aprile.
Il tutto sperando che, in breve tempo, possa esserci una riduzione drastica dei contagi e si possa tornare prima possibile ad una normalità in cui il calcio altro non sia che un divertimento. Per tutti.

Eccellenzacalcio.it

Lascia un commento