Riano, bomber Toncelli si racconta: “L’impresa a Guidonia ieri, oggi qui un gruppo fortissimo…”

L’attaccante oggi al Riano ripercorre le tappe della sua giovane carriera

Thomas Toncelli è nato a Roma il 25/07/1996. Ha frequentato il Liceo Scientifico Sportivo Pacinotti e ora sta lavorando in uno studio di fisioterapia. Ha iniziato le giovanili nella Leonina Pietralata per poi passare alla Vigor Perconti, Pro Roma, Spes Artiglio fino a fare un anno di Juniores élite all’Atletico Fidene a pochi km da casa, per poi ha ricevere la chiamata in Eccellenza dal Fonte Nuova, allenato da Giancarlo Oddi.

Dopo quell’esperienza è passato al Palestrina, sempre allenato da Oddi, poi al Monterotondo ed allo Scalo, sempre in Eccellenza. Il 7/12/2016 è andato a Guidonia, dove ha trovato una seconda casa e tantissimi amici che ha lasciato questa estate per passare al Riano, sempre in Promozione.

Dopo le esperienze in Eccellenza da giovane ho deciso di scendere nel 2016 in Promozione perché vedevo che mi mancava qualcosa rispetto agli altri attaccanti e per farmi le ossa decisi di scendere di categoria per crescere.  A Guidonia ho trovato una grande famiglia che mi ha aiutato a migliorarmi e realizzare 42 gol in 2 anni e mezzo”.

Fra le tante squadre in cui lei è stato, mi sembra di aver capito che si è trovato benissimo nel Guidonia, ci potrebbe dire il perché? 

Guidonia è stata come una seconda famiglia per me perché venivo da un periodo di difficoltà e lì ho trovato un gruppo fantastico allenato da un allenatore eccellente come Franceschini.  L’anno successivo ci sono state tante difficoltà che ci hanno fatto legare ancora di più e mi hanno permesso di stringere un’amicizia speciale con molti ragazzi. Inoltre ho potuto condividere nuovo lo spogliatoio con un amico davvero speciale per me. Davide Berardi – che conobbi ai tempi di Fonte Nuova -. L’ultimo campionato, quello scorso, abbiamo compiuto veramente un’impresa salvando la squadra ai play-out. Però speravo in un epilogo diverso o almeno di non esser dato per scontato. Questo non è successo, non porto rancore verso nessuno, soprattutto perché nel Guidonia giocano tanti ragazzi a cui voglio un gran bene! Nel calcio difficilmente c’è spazio per la riconoscenza. Dicono che quando si chiude una porta si apre un portone e adesso sono al Riano, una bellissima realtà dove ho trovato un grande gruppo, giocatori fortissimi e tanta gente calorosa che segue la squadra ovunque. Ci stiamo conoscendo piano piano e le cose stanno andando nel migliore dei modi”.

Qual è la principale qualità che deve avere un calciatore?

“Umiltà e rispetto per l’avversario. Ogni partita va affrontata come una battaglia… Però entro un certo limite”.

Qual è il suo stato d’animo prima di una partita?

Prima della partita non vedo l’ora di scendere in campo, sono super emozionato. Attendo con ansia che l’arbitro fischi l’inizio della partita per andare a fare la cosa che più mi piace fare! 

E alla fine di una partita, invece? Ripensa a quello che ha sbagliato, oppure volta pagina? 

Dopo la partita intanto dipende da come è andata, ci sono volte che annullo qualsiasi impegno per via del “rodimento”, però che si vinca o perda ripenso a tutte le occasioni in cui avrei potuto fare meglio per cercare di migliorarle e non ripetere gli stessi errori: sono molto autocritico!

Il suo goal più bello?

Il gol più bello credo sia quello realizzato alla Luiss con il Guidonia, tiro all’incrocio dei pali da fuori area; anche se sono molto legato al gol vittoria- salvezza segnato ai play-out l’anno scorso su assist di uno dei miei più grandi amici Simone Festa

Un suo pregio? 

Dentro il campo e fuori cerco di dare il massimo; questo per me è la cosa più importante, si può sbagliare, ma nessuno può rimproverarmi che non abbia dato abbastanza. La mia maglietta sarà sempre una delle più sudate a fine allenamento o partita!

Un suo difetto?

Difetto? Permalosità fuori dal campo, mentre dentro probabilmente un’autostima non all’altezza. 

Paolo Radi -Liradipaolo.blogspot.com

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