Dopo la sosta per le nazionali, riecco la Serie A. Primi bilanci per le romane

Roma e Lazio in agrodolce: il punto sulle capitoline in Serie A ed Europa

Con la seconda pausa del massimo campionato di calcio, è tempo dei primi bilanci per le formazioni laziali della Serie A. I due club della Capitale, Roma e Lazio, viaggiano rispettivamente al quinto e al sesto posto della classifica, separate solamente da un punto. Un cammino, pieno di alti e bassi, che ha visto sinora giallorossi e biancocelesti muoversi con non poche difficoltà in campionato. Tutte e due le formazioni hanno già assaporato l’amaro calice della sconfitta in questa stagione. La Roma proprio all’Olimpico, sul prato amico, contro l’Atalanta.

La Lazio, dal canto suo, ha già raccolto sinora una sconfitta in più dei giallorossi in campionato. Entrambe le disfatte sono arrivate in trasferta: la prima a sorpresa in quel di Ferrara contro la Spal e la seconda a San Siro contro l’Inter, la formazione che, secondo i pronostici degli esperti, è una delle squadre più in forma della Serie A.

In campo continentale (Roma e Lazio giocano quest’anno l’Europa League) le cose sembrano andare meglio per i giallorossi che guidano il proprio raggruppamento della fase a gironi e la Lazio che invece è costretta a rincorrere, complice un inizio difficile che è coinciso con una prima battuta d’arresto contro i rumeni del Cluj. Ma sia in campionato che in Europa la strada per le due squadre capitoline è ancora lunga.

Eppure i numeri e le statistiche che misurano l’andamento di questa prima parte di campionato non sono del tutto malvagi. Nel dettaglio, la Lazio in campionato può vantare uno dei migliori attacchi, avendo realizzato 13 gol, tanti quanto la Juventus capolista. Eppure, nessuna rete dei biancocelesti è nata da una azione giocata da palla inattiva, men che meno da una azione partita lontano dall’area di rigore avversaria. Un dato importante, tenuto conto che la formazione allenata da Simone Inzaghi regolarmente viaggia in doppia cifra in termini di calci di punizione e corner battuta per ogni singolo match: il risultato è che nessuno di questi calci piazzati è stato poi tramutato in gol. Il tecnico dei biancocelesti dovrà lavorare soprattutto su questo aspetto e migliorare la manovra offensiva dei suoi da palla inattiva e da fuori area. Un’arma, quest’ultima, che potrebbe rivelarsi letale in qualsiasi occasione. Anche perché, giocatori del calibro di Acerbi, Milinkovic-Savic e Luiz Felipe hanno tutte le carte in regola per rendersi pericolosi sulle palle inattive.

Come sta giocando, invece, la Roma? Secondo quanto emerso nelle ultime gare disputate dai giallorossi, la Roma è una squadra poco propensa alle ripartenze degli avversari. Così è stato contro il Lecce di Liverani, così è accaduto anche nella sfortunata sfida contro il Cagliari dove gli isolani sono arrivati a concludere meno di venti volte la propria azione offensiva, tirando tre volte nella porta della Roma custodita da Pau Lopez. Ancora. La formazione giallorossa ha provato in questa prima fase di campionato a imporre il proprio gioco già nel primo tempo di ogni match affrontato. Abbiamo visto come l’allenatore della Roma, Paulo Fonseca, in più di una occasione ha provato a mischiare le carte in attacco a gara in corso, con Zaniolo spostato da sinistra a destra del fronte d’attacco e con Antonucci e Kalinic a dividersi la compagnia di Dzeko in avanti. Molti però sono i critici che hanno avuto da ridire sulla gestione complessiva della prima squadra da parte di Fonseca. Il tecnico portoghese, secondo gli addetti ai lavori, non vedrebbe di buon occhio l’ingresso dei primavera in panchina. Qualche ricambio in più farebbe di sicuro bene a questa Roma, anche se la crescita della squadra giallorossa sembra essere costante, partita dopo partita. In questo senso, vanno sottolineate le prestazioni in campo dei vari Smalling e Mancini, due giocatori che in futuro diventeranno imprescindibili dal gioco della Roma.

Per quanto riguarda, invece, la media spettatori in campionato sinora registrata negli incontri casalinghi, Roma e Lazio si piazzano praticamente a pari merito al sesto posto di questa speciale classifica con quasi 35mila spettatori. Davanti c’è sempre l’Inter con una media di pubblico registrata nelle quattro gare sinora giocate a San Siro di 63mila e 500; dopo i nerazzurri troviamo il Milan che sfiora quota 40mila, la Juventus con 36mila spettatori paganti, la Fiorentina che sfonda il muro delle 35mila presenze di media, Lazio e Roma e il Napoli a quota 24mila.

In Europa, come detto, la Roma guida (insieme agli austriaci del Wolfsberger) il proprio girone con una vittoria e un pareggio, davanti ai tedeschi del Borussia Mönchengladbach e ai turchi dell’Istanbul Basaksehir. Cinque sono i gol fatti sinora in Europa League e portano tutti una firma diversa (Dzeko, Zaniolo, Kluivert e Spinazzola). La Lazio, invece, ha raccolto una vittoria e una sconfitta ed è attualmente terza nel girone (a pari merito con il Cluj che però ha vinto lo scontro diretto); i tre gol fatti portano la firma di Bastos, Milinkovic-Savic e Immobile, quest’ultimo capocannoniere della Serie A con sette gol, davanti a Zapata dell’Atalanta (che di reti ne ha fatte sei) e Berardi del Sassuolo. Il top scorer giallorosso in Serie A sinora è stato Dzeko (con quattro gol), il pezzo pregiato della rosa della Roma, questa estate ricercato da tutti, anche da Inter e Juventus, rimasto a Roma per amore della maglia e per dare continuità al progetto disegnato dalla dirigenza capitolina.

La sosta per gli impegni della Nazionale di Roberto Mancini sarà un toccasana per entrambe le squadre. In particolare per la squadra del patron Pallotta che in queste ultime settimane ha dovuto affrontare molte gare senza i vari infortunati Mkhitaryan, Under e il lungodegente Perotti. Ebbene, al rientro i primi due sicuramente torneranno a disposizione del tecnico Fonseca; anche Perotti potrebbe compiere il miracolo (manca in campo dal precampionato) e tornare finalmente a disposizione del suo tecnico.

Chissà che un pizzico di fortuna in più non accompagni anche la Lazio con Inzaghi, intanto diventato il terzo allenatore della storia con più presenze sulla panchina del club biancoceleste, alle prese costantemente con le sue gatte da pelare.

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