Lega Pro, Girone C – Rieti, Capuano e la ricerca del miglioramento: “Vittoria-salvezza arrapante!”. E sul proprio futuro…

Quando c’è Capuano, non ci si annoia mai, anzi: quando c’è Capuano di mezzo c’è molto da imparare, tra una risata ed una considerazione di elevato tasso tecnico. Per ulteriori conferme, chiedere a quegli allenatori che questa sera non si sono voluti perdere, per nulla al mondo, la lezione didattica del tecnico salernitano ospite della sezione Aiac di Rieti presieduta da Stefano Valentini, tenutasi presso la sala conferenze del Coni.

I SEGRETI DEL 3-5-2 — Poco più d’un’ora filata, in compagnia del suo vice Padovano, il match analyst De Simone e il preparatore dei portiere Maggiani, a parlare ad una platea competente e soprattutto interessata ai “segreti” dei metodi di lavoro di Capuano e di quel 3-5-2 introdotto una quindicina d’anni fa nel corso della sua esperienza a Sora e di volta in volta affinato e migliorato. E mentre il proiettore irradiava alcuni “tagli d’analisi” fatti prima della sfida col Catanzaro, il tecnico salernitano sottolineava: “Vi faccio vedere lo studio fatto prima di questa gara, perché la vittoria finale è stata la più arrapante della stagione. Siamo stati perfetti sotto ogni punto di vista, abbiamo osato contro una delle squadre più forti del girone, sia tecnicamente che tatticamente: li abbiamo aggrediti alti, annullato le loro fonti di gioco e li abbiamo rischiato qualcosa, ma siamo riusciti nell’intento”.

MAISTRO? QUEL CERVELLETTO... — Per Capuano esiste la squadra, esiste lo spogliatoio, il gruppo, la coesione, ma quando gli viene chiesto se prima di arrivare a Rieti conosceva già qualche giocatore della vecchia gestione, il tecnico entra nei dettagli. “Gli stranieri sinceramente no, anche perché militavano in campionati che facciamo fatica a seguire. Palma e Gigli sì, li avevo già visti all’opera perché vengono da società che hanno già fatto la C. Maistro? Sto ragazzo l’ho cambiato radicalmente: ogni tanto il cervelletto non gli manda impulsi, prima del mio arrivo era un po’ come le luci dell’albero di Natale, andava a intermittenza, gli piaceva fare una vita non da calciatore. Ma vi posso garantire che è un vero talento e sentirete ancora parlare di lui. Parola di Capuano”

CAPUANO E IL FUTURO — Ma nel discorso introduttivo, dopo aver ringraziato gli organizzatori per l’invito ed i presenti per il gran numero, Capuano ha fatto anche cenno a quello che potrà essere il suo futuro. “Con un presidente come Curci – ha detto – potete stare tranquilli. Ricordo ancora le sue parole quando sono arrivato e l’ho conosciuto per la prima volta: mi disse che la passione per il Rieti gliel’aveva lasciata suo padre ed in suo onore voleva conquistare la salvezza. Sono orgoglioso di essere riuscito ad accontentare la sua promessa e soprattutto a riportare il sorriso tra i tifosi. Il mio futuro? Ho già detto più volto che essendo geloso del mio lavoro e della mia squadra, mi dà fastidio leggere che il Rieti un domani potrà essere di questo o di quell’allenatore: io fino all’ultimo giorno a Rieti darò il massimo, poi si vedrà”.

MIGLIORARE ANCORA — Parole che non confermano, né tantomeno smentiscono un suo possibile addio al Rieti, ma che hanno però un peso specifico importante: fino a quando ci sarà lui, questa squadra non mollerà un centimetro. E la conferma arriva direttamente da Capuano: “Siamo salvi è vero, ma io il 25 ho ordinato una doppia seduta. Qualcuno dirà: “ma questo quando c…o se ne va?! Ci fa lavorare pure a obiettivo raggiunto”. Io però credo che con due gare ancora da giocare, se ci sono ancora punti in palio è giusto provare ad ottenerli e migliorarsi, perché il fatto di voler fare sempre meglio deve diventare un’abitudine”.

FOTO DI RITO — Al termine della “lezione”, fortemente apprezzata dai presenti in sala – che hanno interagito ponendo una serie di domande al tecnico – il presidente Stefano Valentini ha voluto consegnare un riconoscimento a Capuano e ai componenti del suo staff, in ricordo della serata che poi è proseguita in un bar del centro cittadino con un’apericena offerto dalla stessa Aiac. Non prima però delle foto di rito e dei soliti “consigli” a microfoni spenti per approfondire ulteriormente un pomeriggio di assoluto valore, dal quale è emerso in tutta la sua interezza quanto Capuano in appena cento giorni da “reatino” (anche se la città la conosce poco perché “lavoro dalle 7 di mattina fino a mezzanotte” ha detto) sia stato capace di entrare nei cuori della gente. E degli addetti ai lavori.

Marco Ferroni – Npctv.it

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