Serie A – Roma e Lazio hanno finalmente trovato la propria identità di squadra?

A girone di ritorno oramai ben avviato, è finalmente giunto il tempo di tirare le somme e mettere il punto sulla prima parte di stagione delle due squadre capitoline. Sia la Lazio che la Roma si erano presentate ai nastri di partenza del campionato con i migliori auspici. Mentre in campo internazionale, come sottolineava Il Corriere dello Sport, sia la Lazio che la Roma sono riuscite nell’intento di dare seguito ai buoni propositi di inizio stagione, il discorso in campionato è apparso sin da subito più complesso. Entrambe le compagini capitoline, infatti, in Serie A hanno viaggiato tra alti e bassi e sino ad oggi hanno reso al di sotto delle loro possibilità. Nelle ultime giornate, tuttavia, sembra che il vento sia cambiato e sia i biancocelesti che i giallorossi sono riusciti ad agganciare il treno delle prime della classe e a posizionarsi stabilmente nella parte di classifica che conta. Se il discorso scudetto appare già chiuso, con la Juventus che con nove punti di vantaggio è lanciatissima verso la conquista dell’ennesimo titolo, e il Napoli sembra essere ormai destinato a chiudere la stagione al secondo posto, dal terzo posto occupato dall’Inter in giù la battaglia è più viva che mai e sono almeno sette le squadre che sembrano possedere tutti i requisiti per sognare l’Europa.

La stagione dei giallorossi

Da qualche anno a questa parte lo spartito seguito dalla società giallorossa è chiaro: vendere i propri giocatori migliori al migliore prezzo possibile, fare plusvalenze, cercare di far quadrare i conti anche in ottica fair play finanziario ed investire sui giovani. Mentre negli ultimi anni questo progetto sembrava aver dato comunque i suoi frutti, con buoni risultati ottenuti in Champions e con la chiusura del campionato sempre nelle prime tre posizioni della classifica, in questo inizio di campionato in casa Roma si sono presentate delle problematiche inattese. Dopo aver ceduto tre dei propri leader tecnici ed emotivi, Alisson, Strootman e Nainggolan, il ds Monchi non è riuscito ad inserire nell’organico della Roma dei giocatori già pronti ed arruolabili per la causa giallorossa. Tra qualche problema fisico di troppo, infortuni di vario genere, una condizione fisica non ottimale e problemi di inesperienza, i nuovi acquisti hanno reso decisamente peggio di quanto tutti avrebbero potuto immaginare e a risentirne, in primis, sono stati i risultati. Il mister Di Francesco ha cercato in tutti i modi di correre ai ripari, dapprima tentando di far coesistere Dzeko e Schick, poi passando al 4-2-3-1 con Cristante, Pellegrini o Zaniolo come trequartista, ed infine tornando al collaudato 4-3-3 che nelle ultime due uscite stagionali ha già permesso alla Roma di portare a casa quattro punti, uno in casa contro il Milan e tre in trasferta contro il Chievo Verona. Proprio nelle ultime due uscite il mister abruzzese ha potuto finalmente contare anche su Daniele De Rossi che, nonostante negli ultimi due mesi non si sia praticamente mai allenato, si è ripreso subito in mano il centrocampo giallorosso ed ha condotto i suoi compagni alla rinascita. Complice la ripresa lenta ma costante di Dzeko, l’esplosione di Zaniolo e la ritrovata efficienza offensiva di El Shaarawy, la Roma ha finalmente iniziato a giocare da squadra ed è riuscita a portarsi a ridosso del terzo posto occupato dall’Inter. Anche in Champions League il discorso è ancora aperto e nonostante all’11 di febbraio, a quota 100, secondo le scommesse sportive Betway la Roma non sia tra le favorite alla vittoria finale della competizione, la sensazione è che la squadra di Di Francesco abbia tutte le carte in regola per arrivare sino in fondo: il primo obiettivo è battere negli ottavi di finale il Porto per poi rivolgere lo sguardo a qualcosa di più importante.

La situazione in casa dei biancocelesti

Anche in casa biancoceleste, sino a pochissime settimane fa, la situazione non era delle più rosee. Ciro Immobile sembra essere meno incisivo e cattivo sotto porta rispetto alle passate stagioni, Luis Alberto, di fatto, non è ancora riuscito a trovare continuità e a giocare tre partite di fila e Milinković-Savić sembra essere ancora lontano dalla condizione migliore. Tenuto conto di tutti questi fattori non è difficile intuire perché la Lazio, soprattutto in campionato, sia sembrata una lontana parente di quella squadra spettacolare ed entusiasmante che nella passata stagione, con il suo calcio fatto di folate offensive e di estrema qualità, era giunta ad un passo dalla qualificazione in Champions League. Nelle ultime uscite, tuttavia, la squadra di Simone Inzaghi è riuscita a trovare un minimo di continuità e grazie a due vittorie consecutive per uno a zero contro Empoli e Frosinone come riporta La Gazzetta dello Sport, è riuscita a tenersi agganciata al treno Champions. Seppur giunte con il minimo scarto e contro squadre che sulla carta sono decisamente inferiori ai biancocelesti, entrambe le vittorie sono state estremamente importanti perché sintomatiche della mentalità della “nuova Lazio” che bada meno allo spettacolo e più alla concretezza. Grazie al secondo posto conquistato nel girone, la Lazio è inoltre ai sedicesimi di finale di Europa League dove dovrà vedersela con il Siviglia: la doppia sfida, che da molti è considerata una sorta di finale anticipata, si preannuncia entusiasmante e segnerà in modo profondo il futuro della squadra biancoceleste.

La stagione di Roma e Lazio è appena giunta al giro di boa: tra mille difficoltà entrambe le squadre capitoline sembrano aver trovato la propria dimensione e sono lanciatissime verso un finale di stagione che si preannuncia più intrigante che mai.

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