Seconda Categoria – Atl. San Lorenzo, una voce fuori dal coro. Maiorino: “Sport popolare come forma di protesta. Vogliamo risalire di categoria il prima possibile…”

Si avvicina l’inizio della nuova stagione: con la rubrica ‘Quattro chiacchiere con…’, andiamo a conoscere meglio alcuni volti storici dell’Atletico San Lorenzo, a vagliare bilanci della passata stagione e a sondare le prospettive per la prossima. Intervistato il centrocampista Antonio Maiorino:

Come hai conosciuto l’Atletico San Lorenzo?

Ho conosciuto l’Atletico San Lorenzo dal letto di casa quando abitavo vicino la stazione Tiburtina, e ogni domenica mi svegliavo con il suono dei tamburi, i cori, e i boati che i tifosi facevano dopo ogni gol, quindi un giorno decisi di alzarmi e andare a vedere chi erano questi pazzi che cantavano a squarciagola alle 10 di mattina, e mi ritrovai di fronte a uno spettacolo incredibile, tifosi che sostenevano la propria squadra dall’inizio alla fine, nonostante il risultato, nonostante la Seconda Categoria, ho visto un po’ la partita e ho capito che quella sarebbe stata la mia nuova squadra, quindi venuto a conoscenza di una serata al Cinema Palazzo ho conosciuto dirigenza e mister e da lì è iniziato per me l’Atletico.

Quali sono le differenze che hai potuto riscontrare tra le tue precedenti esperienze sportive e l’adesione al progetto dell’Atletico San Lorenzo?

Le differenze sono tantissime a partire dalla mancanza totale di sponsor, infatti l’Atletico San Lorenzo per vivere ed iscrivere tutte le squadre ai campionati punta su campagne di azionariato popolare e autofinanziamento attraverso i numerosi eventi che si organizzano durante tutto l’anno, quindi è totalmente differente il modo in cui noi atleti, tifosi, o allenatori viviamo la nostra squadra, tutti siamo parte integrante del progetto e tutti possiamo dire la propria opinione su qualsiasi tematica partecipando all’assemblea.

Cosa significa per te sport popolare?

Sport popolare per me significa tutto ciò che l’Atletico sta attuando da anni, un altro modo di pensare e di vivere lo sport, è una forma di protesta contro la commercializzazione che sta avvenendo principalmente nel calcio ma anche in tutti gli altri sport, dove il guadagno viene messo in primo piano, dove il tifoso non ha più la possibilità di seguire liberamente la propria squadra, dove lo Sport ormai non è più del popolo ma è sempre più in mano ai padroni, noi come Atletico San Lorenzo stiamo cercando di fare sport partendo dal basso, dalla strada dove nasce, rendendolo accessibile a tutti senza distinzione di sesso, razza, religione, orientamento sessuale o di natura economica.

Un bilancio della stagione passata?

Il bilancio della stagione passata è sicuramente negativo, siamo arrivati penultimi ritornando così in Seconda Categoria, ma comunque non è stato un anno tutto da buttare, molto emozionante è stata l’ultima partita dove i nostri tifosi nonostante tutto ci hanno continuato a sostenere fino alla fine, ed è grazie a loro se siamo arrivati all’ultima giornata con la speranza di poterci ancora “salvare”, ma nonostante tutto “la vittoria è ciò che semo”.

Prospettive personali e di squadra per la prossima stagione?

Penso che le prospettive personali siano le stesse che ha la squadra: tornare a divertirsi in campo, come facciamo fuori alle serate o sugli spalti. Poi quest’anno abbiamo cambiato allenatore, che è il nostro vecchio capitano, affiancato da uno staff con grande entusiasmo, quindi siamo portati a dare tutti un qualcosa in più per poter riportare la squadra nella categoria superiore il prima possibile.

Ufficio Stampa Atletico San Lorenzo

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