LEGA CALCIO A 8 | Il Cottini e le fucilate di Simone Di Lelio: le uniche alle quali vorremmo assistere…

Siamo giunti al secondo ritratto del nuovo volto del Cottini, un ritratto impressionista che ha la presunzione di cogliere le sensazioni e le emozioni del momento. Il volto del Cottini 2.0 è sicuramente contraddistinto dalla barba alla Clint Eastwood dello “spietato” Francesco Staibano. Un presidente che, al pari dell regista di San Francisco, non vuole mai arrendersi anche di fronte alle situazioni più ingarbugliate, e che piuttosto imbraccia un fucile. Così come il nostro protagonista, Simone Di Lelio, che ha il merito di essere andato in gol, insieme a De Raco, appena dopo la rottamazione di Staibano, lui che di solito si occupa di gomme. Una rete da vero cecchino, non a caso è stato scelto per la seguente rassegna. Forte della rete segnata, e della buona prestazione dei suoi, Di Lelio è stato anche il primo, nella nuova era del team, ad esporsi ai microfoni. Proprio dopo la sconfitta con la Lazio, facendo in primis i complimenti all’avversario, ha poi ribadito l’ottima prestazione espressa dalla squadra, in una gara tutt’altro che semplice.  In quelle parole, oltre all’umiltà, anche per via della pessima condizione nella quale verteva il club, traspare tutta l’ambizione e la sicurezza riposta nei propri mezzi, e di tutta la rosa, del giovane classe ‘95.


10 VOLTE MEGLIO –  Non ci riferiamo al gruppo politico nazionale, seppure condivida con il Cottini staibano Gomme il binomio cambiamento radicaleIl titolo si riferisce al fatto che, oggettivamente, nelle ultime 4 partite siano arrivati il doppio dei punti racimolati nelle prime 10 giornate. Un successo tanto inaspettato per noi, quanto per i biancoverdi, che comunque hanno avuto il merito di schierare in campo tanta fede e tenacia, come affermato anche da Simone Di Lelio:
“Non lo avremmo mai predetto, non abbiamo la palla di vetro. Però sapevamo che con la perseveranza e la convinzione si può arrivare sempre ad ottimi risultati. In queste ultime partite ci siamo impegnati, abbiamo creduto nel gruppo e nelle nostre potenzialità e alla fine i risultati ci hanno premiati.”

NEL CENTRO DEL MIRINO – Dopo aver accostato il patron biancoverde al texano dagli occhi di ghiaccio, non potevamo citare il film di Wolfgang Peterson per cercare di comprendere come mutino, in ottica dell’inaspettato boom, le mire politiche degli squali:
“Ci capita di guardare sopra a noi in classifica perchè la differenza è data solo dall’applicazione sul campo e la concentrazione. Ad esempio quando siamo arrivati al Dabliu sapevamo che avevamo di fronte una squadra fortissima ed eravamo al corrente del coefficiente di difficoltà del match, eppure ci abbiamo creduto e ci siamo impegnati fino alla fine. Ed è per via di questo spirito che riteniamo di poter fare sempre meglio”

BARRY PEPPER – Come dimenticare l’implacabile cecchino di Salvate il soldato Rayan, più spietato di una sentenza. È forse questo il modo migliore per omaggiare l’approdo dell’ennesimo gringo nel far west della Lega Calcio a 8Quando quel numero 78 prese palla sulla trequarti, durante un avvincente match tra Lazio e Cottini, in pochi conoscevano la sua identità. L’uomo senza nome non ci pensò due volte, caricò il destro, trafiggendo Pacioni all’incrocio dei pali. Quel gol potrebbe segnare la nascita di una nuova leggenda: un nuovo pistolero cavalca le praterie del calcio a 8:
Ho trovato il jolly: mi sono sentito di calciare, avevo lo spazio e non è stato un caso. Ho fatto un bel gol, anche se mi soffermo poco sulla singola prestazione. Mi piace battere i calci di punizione, dipende sempre dal momento della partita e da come è il risultato, ci sono momenti in cui l’istinto ti dice di tirare a giro, altri di potenza sul secondo palo. Spesso dipende anche dal posizionamento del portiere, magari è possibile andare a segno sfruttando un suo errore nel posizionamento tra i pali.”

La fotografia che ne esce è quella di un cecchino inesorabile e calcolatore, che non si sofferma sull’effimerità della giocata o del numero, non si specchia nelle acque come Narciso, ma si preoccupa della collettività.

L’unico archetipo di franco tiratore che ci piace, e l’unico al quale rilasceremmo, di questi tempi, il porto d’armi.

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