LAZIALI D’ESPORTAZIONE – L’ex giallorosso Sammartino in attesa della giusta chiamata: “Mi sono affidato alle persone sbagliate. Roma? Quanti ricordi…”

Sono tanti i ragazzi della nostra regione sparsi per l’Italia e all’estero. Laziali d’esportazione, nuovissima rubrica di Lazioingol.it, punta a riavvicinarli idealmente a casa, indagando circa le nuove abitudini, i nuovi usi e costumi. Il nuovo modo d’intendere e di vedere il football, lontano dal rassicurante focolare domestico.

Sotto la lente d’ingrandimento, in questa puntata, un profilo di scuola giallorossa come Massimo Sammartino. Una stagione da protagonista a Pistoia alle spalle, una situazione attuale che lo pone in vetrina. Svincolato, libero di scegliere dove accasarsi. Eppure il mondo del calcio è strano, impervio ed a 22 anni Sammartino attende la giusta occasione, la chiamata concreta. Di millantatori in giro ce ne sono tanti. La redazione di FootballScouting lo ha intervistato in esclusiva.

“Potrebbe andare meglio di così, ho avuto problemi prima di scegliere il mio nuovo procuratore. Mi sono affidato a delle persone che credevo potessero aiutarmi e invece sono rimasto senza squadra. Dopo che sono andato via dalla Pistoiese sono stato svincolato dalla Roma, essendo in scadenza. Ho avuto l’interesse da una squadra di B che mi aveva proposto un biennale. Ho aspettato tanto la loro chiamata, nel frattempo mi ha chiamato il direttore sportivo della Reggina a cui ho dato il numero del mio procuratore. A Reggio Calabria sarei andato anche al minimo sindacale. Dopo aver parlato col direttore che mi aveva chiesto se mi stavo allenando, dopo due settimane in cui nessuno mi ha fatto sapere più nulla, compreso il mio ex procuratore, mi è stato detto che la Reggina non aveva più le condizioni economiche per tesserarmi. L’unico interesse concreto era questo, ma sono spariti tutti. Il 4 settembre mi chiama il direttore della squadra di serie B dicendomi di andare ad allenarmi con loro, che mi avrebbero tesserato e mandato in prestito alla Casertana. Sono rimasto 2 mesi, fino al 4 novembre, in cui praticamente ho fatto la sagoma, mi sono adattato a tutto e alla fine mi ha detto che erano in troppi (31 calciatori) e che mi sarei allenato con loro fino a quando non avrei trovato squadra. Ho salutato tutti e sono tornato a casa e nel frattempo ho cambiato procedere. Il rammarico è che sono stati loro a contattarmi.
“Ho parlato col direttore della Casertana, che mi aveva detto che tempo due giorni avrei firmato. Sono andato a Caserta, perché mi volevano conoscere. Due ore prima della partita col Bisceglie, sempre il direttore mi chiama per dirmi che martedì 19 avrei firmato e che mi avrebbe dato la conferma dell’orario dopo il match. Terminata la partita non si è fatto sentire nessuno, il giorno dopo ho provato a contattare la società ma, il direttore mi ha rifiutato la chiamata e il Team Manager mi disse che mi avrebbe fatto sapere… Ancora attendo una risposta.
Lo scorso anno ho avuto la fortuna di giocare tante partite, ho fatto 27 presenze. Mi sono trovato benissimo a Pistoia, una piazza calda ma senza troppe pressioni. Sono stato allenato da tre ottimi mister: Alvini, Remondina e Atzori. A quest’ultimo sono rimasto particolarmente legato, un professionista preparatissimo e una persona squisita. Merita di più di quanto raccolto. Ho trovato una società sana. Quest’anno hanno deciso di puntare su altri ragazzi. Se arrivasse una chiamata da Pistoia tornei subito, non ci penserei due volte”.
Sono stato dieci anni alla Roma. Mi sono trovato bene con tutti ma in particolare con De Rossi, bravissimo ragazzo, aiuta i giovani e ti fa sentire uno di loro. Totti? Anche con lui ho avuto un buon rapporto… I consigli del Capitano erano preziosi. Il ricordo in assoluto più bello del periodo nella Roma è stata la convocazione in prima squadra da parte di Zeman, nel match di Coppa Italia. Conservo la maglia col mio nome stampato. La delusione più grande è stata la finale di Coppa Italia Primavera contro la Lazio, persa all’Olimpico. Rimanere alla Roma? Come ogni ragazzo che cresce tifando per quei colori sarebbe stato un sogno poter continuare ad indossare quella maglia. La società ha fatto altre scelte e va bene così”.

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