ESCLUSIVA Eccellenza, Girone A – Monte Grotte Celoni, patron Piervincenzi ne ha per tutti: “Allibito da Forti. Vescovio? La solita partita”. E sulla composizione dei gironi…

Schietto, senza peli sulla lingua. Quell’ironia tagliente e benedetta, cara a chi fa questo lavoro. Emilio Piervincenzi è una manna per chi scrive, una manna dal cielo. Mai banale, non scade in frasi fatte o rituali da intervista. Dice quello che pensa e non se ne vergogna. Il patron del fu Montecelio attacca e si bastona, incudine e martello. Il suo Monte Grotte Celoni ha cominciato il torneo incassando due pareggi interni e due sconfitte lontano da Tor Bella Monaca. Ha sostituito un allenatore, ha valutato una vagonata di calciatori. E alla fine sta cercando di ritagliarsi un proprio spazio vitale in un girone che non te lo raccomando di certo. Un colpo alla propria squadra, una tirata d’orecchi al Cr Lazio. Ed infine la scelta di Leone, che certifica come il team gialloblù voglia vender cara la pelle.
Secondo turno casalingo, secondo pari per il Monte Grotte Celoni. Ha notato segnali di crescita da parte della squadra rispetto alle precedenti uscite? “Segnali di crescita non direi. La verità è che la squadra è competitiva dalla difesa al centrocampo, ma davanti non riusciamo a creare pericoli agli avversari. Colpa mia soprattutto, perché avrei dovuto pensare che con un attacco leggero, formato da Marchionni e Aquino, è difficile preoccupare gli avversari”.
Probabilmente contro l’Atletico Vescovio poteva essere una ghiotta occasione per brindare ai primi 3 punti della stagione. È d’accordo? “Il Vescovio ha fatto la sua solita partita, non tirano mai indietro la gamba, sono dei simulatori, sono sempre gli stessi… Sopperiscono alle mancanze tecniche con agonismo e spirito di gruppo. Poi, sai, in 15 minuti abbiamo preso tre pali a portiere battuto, loro hanno fatto un gol dalla linea del fallo laterale, un calcio incredibile tanto per rinviare e non correre rischi di ripartenza e la palla si infila sotto il sette… Che vuoi farci? A dire la verità abbiamo anche rischiato di perderla a un certo punto”.
Il girone d’Eccellenza in cui siete stati inseriti è particolarmente impervio. Crede che la graduatoria possa subire una spaccatura a breve giro di posta tra le compagini fortemente attrezzate e quelle aggrappate alla lotta per non retrocedere? “Il girone in cui siamo stati inseriti per noi è proibitivo. Non so il presidente Zarelli che cosa abbia voluto fare o dimostrare. Ci sono almeno 8 squadre che costano intorno ai 200mila euro a stagione e le altre devono fare i conti con i salvapelle. È uno schifo quello che è stato fatto e forse è stato fatto solo per favorire qualcuno e sfavorire qualcun altro”.
L’allontanamento di mister Forti dopo sole poche settimane ha destato scalpore. Questa decisione cela un errore di valutazione da parte della società, in estate? “Mister Forti il mercoledì precedente alla gara d’esordio mi comunica che lui in panchina non può andare, perché pur avendo il patentino Uefa B è anche un osservatore della Federcalcio e quindi se – parole sue – avesse ricevuto un incarico dalla Federcalcio, questo sarebbe stato incompatibile con il tesseramento di allenatore. Sono rimasto allibito… Così ho chiesto a mio figlio Guido – che ha giocato diversi ani in campionati importanti di Lega Pro e di Serie D – di andare in panchina per darmi una mano. Poi ho chiamato Leone. Un signore, un grande esperto di questo campionato, un vincente. E’ stata subito la mia prima scelta e lui subito mi ha detto sì”.
Infine, torniamo al campo. Altro appuntamento cruciale domenica. C’è la Boreale, ferma ancora a 0 punti… ” Sì, domenica la Boreale, una squadra importante, che ha raccolto niente rispetto al proprio valore. Partiamo sfavoriti, nettamente sfavoriti. Speriamo che la fortuna stavolta non si giri dall’altra parte, come ha fatto a Genzano, con un rigore dato ai nostri avversari che grida ancora vendetta e in casa contro l’Astrea, quando l’arbitro ci ha negato un rigore clamoroso. Spero che alla fine gli errori si pareggino…”.

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