Promozione, Girone D – Terracina-Castellucci, come inizio non c’è male: “Qui ho visto una progettualità positiva. Gaeta? Momento non facile, ma sono forti”

Un nome che non faceva parte dei “papabili”, un nome spuntato all’improvviso, che in un battibaleno è andato a sedersi sulla panchina del Terracina, una delle più prestigiose dell’attuale campionato di Promozione. Un nome, quello di Ezio Castellucci, sempre accostato a realtà di rilievo (Aprilia, Sora, Neapolis e Cassino, tanto per citarne alcuni) e che adesso si tinge di biancoceleste, con l’intento di far ruggire la “tigre” terracinese come in un passato neanche tanto lontano. La firma, l’ esordio, la prima vittoria: tutto nel giro di sole 24 ore.

Sì, è stato tutto velocissimo. Il tempo di concludere l’accordo con la società e di dirigere il primo allenamento sabato mattina, quindi la partita contro il Suio che si è chiusa nel modo migliore. Sicuramente abbiamo iniziato bene.

 

Come approda Ezio Castellucci a Terracina ?

Non abbiamo perso molto tempo. Dopo la chiamata mi sono subito incontrato con il presidente Iannotta e sono rimasto stregato dal suo modo di fare in assoluta umiltà, dal suo desiderio di mettere in piedi qualcosa di importante, di lavorare intensamente sia per la prima squadra e soprattutto per il settore giovanile.

 

Per tanti anni l’abbiamo vista al lavoro in categorie superiori, adesso si riparte dalla Promozione.

Il calcio è questo, ed è necessario adattarsi ed in particolare trovare stimoli giusti. A Terracina ho visto una positiva progettualità, e con questa mi approccio alla nuova avventura, sperando di raggiungere reciproca soddisfazione.

 

La prima gara, che lei ha dovuto seguire dalla tribuna per motivi burocratici, si è chiusa con una bella vittoria.

E su un campo certamente difficile, in tutti i sensi, contro un avversario comunque importante. stando in fondo alla classifica mi aspettavo un Suio forse messo male, ma invece ha dimostrato di meritare sicuramente di più di quanto dice la graduatoria.

 

Segno di un campionato che appare complicato.

In effetti ci sono tante realtà di rilievo che renderanno difficile il percorso. Alcune di queste le ho già viste all’opera e ne no tratto impressione positiva.

 

Quali caratteristiche dovrà avere il suo Terracina ?

Un Terracina che sappia avere una sua identità, che sappia riflettere caratteristiche e pensiero del suo allenatore; ma prima di tutto nei giocatori si dovrà sviluppare un forte senso di appartenenza, come del resto ho già visto a Suio, in un contesto non facile. Del resto con la società siamo sulla stessa lunghezza d’onda: il gruppo è questo e si lavorerà su questo, più avanti vedremo.

 

E domenica finalmente in panchina, proprio contro il Gaeta.

Diciamo che faccio il mio vero esordio, contro una compagine che ha tanti valori di rilievo, con giocatori che sono certamente di spessore. Magari il momento del loro ambiente non è dei migliori, ma la vittoria di domenica fa capire che c’è voglia di guardare avanti.

 

Per Sportgaetano, Paolo Russo 

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