Promozione, Girone A – Cerveteri si stringe attorno all’indimenticato Cordelli: “Tanto affetto, il gol più bello sarebbe scacciar via quello che ho dentro”

Ci sono giocatori che non passano, uomini che non si dimenticano. Alessandro Cordelli è uno di questi, fa parte della storia del calcio a Cerveteri. Lui che sapeva magicamente regalare delle domeniche bestiali ai suoi tifosi che lo avevano soprannominato il “Lupo”, ha fatto stridere il cuore a centinaia di tifosi, ha donato l’anima a una generazione di ragazzi.  Quelli che oggi, a distanza di 25 anni, se lo ricordano come se lo avessero studiato nei libri di storia. A 50 anni, scarpini al chiodo, sta vivendo un momento non facile. Il suo stato di salute non è dei migliori, soffre di un malessere che sta curando a denti stretti e il più bel goal sarebbe quello di sfondare quella rete che avvolge un uomo forte, stimato e amato. Il nome di Cordelli (nella foto dopo la gara per la C2 con il Giorgione) si lega a Cerveteri in modo viscerale, tra sensazioni e ricordi. “Si Cerveteri è parte della mia vita, un pezzo di me sta lì – dice il Lupo –  È una città alla quale sono molto legato per motivi calcistici. Però se la gente si ricorda di me è perché, umanamente, ho lasciato qualcosa di buono. Purtroppo non sto vivendo un periodo facile. Ho dei problemi di salute, la voce si è espansa e in molti, devo dire tantissimi, mi messaggiano per dirmi come mi sento. Ho tante persone care intorno a me, compagni di lavoro, ex di squadra, i tifosi delle squadre dove ho giocato.  Ma devo essere sincero Cerveteri è per me la mia casa. E ho scelto queste colonne per ringraziarli di tutto l’affetto che mi stanno dimostrando in questa circostanza.  Il goal più importante sarebbe scacciare via quello che ho dentro. Con l’affetto degli amici sono sicuro che ce la farò”.

Fabio Nori – Baraondanews.it

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