ESCLUSIVA Serie D – Botti è un nuovo giocatore dell’Albalonga: “Mister Mariotti è un richiamo a cui non so dir di no. Obiettivi? Perché non puntare in alto?”

Cenni d’intesa con il Flaminia, l’offerta concreta della Sangiustese. Una chiacchierata di luglio con l’Astrea, facciamo due. Perché pure l’Audace – sempre attenta bottega apprezzagiovani – s’interessa al profilo in questione. Anni 20, beato lui, cazzo.

Piccola digressione. Il suddetto cazzo è superfluo, pleonastico e ridondante, ma sta lì beato ed incastrato, solo per far capire ai lettori l’aria che tira.

Dicevamo 20 anni, un futuro tutto da vergare. Chi scrive spera sia luminoso, perché chi scrive è il fratello maggiore. Francesco Botti rientra entro i confini del Lazio. La Nuorese da venerdì sera è soltanto una parentesi bella e formativa, da archiviare. Dicesi passato. Alla fine ha prevalso la volontà di giocarsi le proprie carte in una formazione ambiziosa come l’Albalonga.

Dribbling ubriacante, serpentina che manda fuori giri il dirimpettaio di turno. La freschezza dei vent’anni ed una completa maturità tutta da raggiungere. Una freddezza sottoporta da affinare. Qualità a secchiate. Bastone e carota, nessun violino. Da queste parti si usa così. Le prime parole da neo biancazzurro Francesco – e ci mancherebbe altro – le affida al fratello. Stessa camera fino a qualche mese fa, lui russa un po’, io no. La redazione di Lazioingol.it ha raggiunto il classe ’97 proprio sotto le coperte, anzi sopra, dato il caldo che fa: “Tutto vero, in estate ci sono state diverse chiamate, di Serie D e di Eccellenza. Dopo averle valutate, ho scelto sicuramente la società più ambiziosa, che punta ad obiettivi molto importanti e che mi ha accolto nel migliore dei modi e con estrema fiducia, se penso al primo incontro con il presidente Camerini ed il direttore Tomei. Grazie ai primi due allenamenti della preparazione, posso già dire che farò parte di una rosa forte e competitiva, dove la concorrenza sarà sicuramente agguerrita e dove allo stesso tempo potrò rubare qualcosa ai più grandi, che hanno esperienza da vendere”.

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La concorrenza – fondamentale in una compagine che vuol ben figurare – è qualcosa che non deve spaventare. Uno stimolo in più, forte. La ricchezza del reparto offensivo castellano potrebbe addirittura aumentare nei prossimi giorni, con l’arrivo di un altro profilo di primo piano da affiancare ai vari Nohman e Corsetti. La dirigenza di Albano ha maturato nel tempo i propri obiettivi da raggiungere nel corso della sessione estiva di calciomercato. Lavorando spesso nell’ombra, senza alzar la voce a mo’ di proclami. Il condottiero ha avuto voce in capitolo, com’è giusto. Inutile girarci intorno. L’approdo del giovane Botti ad Albano è direttamente proporzionale alla voglia di mister Mariotti di disporre nuovamente delle qualità dell’esterno d’attacco, dopo le esperienze a Terni ed a Nuoro. Un motivo in più per dimostrare di meritare la fiducia dell’allenatore… “Rispondo con sincerità. Mariotti è un richiamo fortissimo a cui non si può non dare importanza ed a cui è difficile dire di no. È un allenatore con la A maiuscola, estremamente esigente, che ti fa migliorare e ti forgia non solo a livello tecnico, ma anche e soprattutto mentale. Sono contento abbia fatto nuovamente il mio nome quando gli è stato chiesto un giovane profilo su cui puntare. Gli sono riconoscente e spero di farmi ritrovare pronto, ma con più continuità e magari ripagando la sua fiducia con i gol”.

 

Già, perché se il prodotto di scuola Lodigiani è stato spesso e volentieri decisivo con gli ingressi a partita in corso durante l’esperienza al ‘Froghieri’ di Nuoro, ha saputo lasciare meno il segno quando mister Mariotti gli ha concesso opportunità dal 1’. Manca il gol in Serie D, lo scorso anno il bersaglio grosso è stato mancato. Tutti particolari sui quali Botti vuol iniziare a migliorare da questa nuova esperienza: “Inutile nasconderlo, buttarla dentro è fondamentale, specie per un esterno offensivo come me. Nessuno si ricorderà di un assist o di un rigore procurato o di una buona prestazione. Perlomeno pochi e tra questi il tuo allenatore. A proposito di continuità, devo lavorare mentalmente su questo aspetto, migliorare per farmi trovare pronto non soltanto a partita in corso, da dodicesimo uomo, ma anche quando il mister mi concede l’opportunità di giocare dal primo minuto. Ovvio che per fare ciò devo dare il massimo. Come già detto la concorrenza è agguerrita, ma non mi spaventa, anzi è un incentivo a non mollare e fare bene ad ogni allenamento. A migliorare”.

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Riavvolgendo il nastro di 365 giorni, di questi tempi si festeggiava la firma con la Nuorese. Cosa ti porti dietro dell’esperienza sarda? Potevate centrare il sesto posto, con conseguenti play off, sfumati al fotofinish? “Un capitolo importantissimo della mia carriera calcistica – che ancora deve iniziare – e della mia vita in generale. Il primo anno da “grande” fuori casa, un’esperienza importante sotto tutti i punti di vista che mi ha plasmato a livello caratteriale. È stata una stagione positiva, abbiamo creato un gruppo unito e disputato un buonissimo campionato, con vittorie importanti, vedi Rieti. Dispiace per non aver raggiunto, di un soffio, quello che era l’obiettivo stagionale, cioè i play off. Ingiusto, dal momento che abbiamo dimostrato di dare filo da torcere a tutte le altre squadre. Ad Albano ritrovo due miei compagni dello scorso anno, Falasca e Frasca, giocatori che in Serie D fanno la differenza”.

 

È preferibile volare sempre basso ad inizio stagione, dunque porre la domanda sugli obiettivi potrebbe risultare scomoda. Poco male, obiettivi stagionali? “Sì, una domanda scomoda. Dico soltanto che la squadra c’è, eccome. Per non parlare dell’allenatore, preparatissimo. Perché non puntare in alto?”.

 

Dì la verità. Sii sincero. Sono ancora più forte io? Fai il serio. “Te soffro. Penso che mi manca il tuo carattere e il tuo comportamento in campo, da capitano. Per il resto so’ più forte io. Abbiamo lo stesso sangue, ma calcisticamente siamo opposti”. Più forte io, ve lo giuro. Maledetti under

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