Promozione – Monti Cimini, l’unione fa la forza. Il comunicato del club nel day after

Adesso, a bocce ferme e a mente fredda, si ragiona meglio, all’indomani di un’euforia che ha coinvolto tutti. La Polisportiva Monti Cimini sbarca in Eccellenza, con buona pace di chi all’alba dell’estate 2016 aveva avuto a che ridire sulla sinergia dei quattro paesi studiata a tavolino dai tre presidenti. Gente, quella che contestava l’unione, che fa del campanilismo una fede, ma solo quando quel campanilismo stesso non intacca i suoi ideali, perché come c’è da spostarsi per convenienza, non c’è campanilista che tenga; tipo qualche nostalgico, ma di quelli cresciuti e pasciuti a frasi in stile “si stava meglio quando si stava peggio”; e pure qualche addetto ai lavori, fra dirigenti sportivi e pseudotali diventati di colpo “gufi”. Ma si è andati avanti per la propria strada, e chi ha creduto nel progetto, dai vignanellesi ai vasanellesi, dai sorianesi ai valleranesi, ha finto noncuranza al cospetto di cattiverie, malignità, sbavature e quant’altro.

Il successo di Ciampino, ottenuto ai calci di rigore al cospetto di una squadra come l’Insieme Ausonia, cui va l’applauso e l’onore delle armi, porta il sodalizio cimino in alto, laddove era arrivata la fantasia dei padri fondatori, che già in fase di presentazione della squadra avevano vagheggiato la vittoria del campionato. In maniera diretta Pecci e Torroni, in maniera più velata Patrizi. Ma comunque, fra viaggi onirici ed esuberanza elevata ai massimi livelli, il sogno era – per tutti, nessuno escluso – quello di arrivare solo dove osano le aquile. Si, in corso d’opera c’è stato certamente il peccato di gioventù, a volte dettato dalla smania di vincere, che ha portato a ottenere il traguardo desiderato con la forzatura di dover lasciare a terra qualcuno, vedi due allenatori e i loro staff, cui va comunque detto “grazie” per quanto hanno fatto. E qui, visto che s’è ai plausi, un encomio va inevitabilmente dato, oggi, alla strana coppia Gianni Boccia-Graziano Minella, che ha ridato verve a una squadra che dopo la sconfitta nella finale di coppa Italia aveva il morale sotto i tacchi. Ci sarà tempo per snocciolare i numeri, per ricordare i protagonisti, per fare in modo che sugli errori di quest’anno – sarebbe stupido non ammettere che c’è stato qualche capitombolo – si possa crescere in vista della prossima annata. E ci sarà tempo per fare gruppo, ancora più unito rispetto a quest’anno.

Ufficio Stampa PMC

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