ESCLUSIVA Promozione, Girone B – Poli affondato, l’ex Botti: “Dispiace per quel che è successo, dovevamo mollare ancor prima. Vincere veniva davanti a tutto, ora non più…”

Si può retrocedere pur avendo totalizzato 30 punti soltanto nel girone d’andata? Evidentemente sì. È successo giusto qualche giorno fa al Poli, finito terz’ultimo nel girone B. Niente playout, la distanza da Castelnuovese, Guidonia e Fiano Romano è superiore agli 8 punti consentiti. Dunque viaggio terminato in Promozione per il club della famiglia Brugnoli. Viaggio terminato, viaggio tormentato. Una serie infinita di travagli e vicissitudini che hanno portato quasi la totalità della squadra ad abbandonare anzitempo la causa prenestina. La redazione di Lazioingol.it ha scambiato due chiacchiere in esclusiva con il proprio Direttore Editoriale, Matteo Botti. Centrale difensivo del Poli, capitano dopo l’infortunio di Di Mugno della matricola biancorossa e in più di un’occasione portavoce dello spogliatoio. Questo il suo racconto a proposito della militanza a Poli sua e del gruppo di cui fa parte.

 

POLI RETROCESSO – “La retrocessione è qualcosa che era nell’ordine naturale delle cose. Anzi, se devo essere sincero, mi dà fastidio che abbiamo falsato il campionato. Penso alla Tivoli, che verosimilmente ha lasciato la categoria perché ci ha incontrato entrambe le volte prima della resa. Una volta mollato, in campo – da quanto so – hanno proseguito ad andare pochi giovani locali che avevano trovato poco spazio nel corso della stagione, insieme ad altri ragazzi racimolati qua e là. Da quanto mi è stato detto, il livello dell’undici non consentiva di poter puntare a fare qualche risultato. Dispiace per come è andata a finire, ma sono dell’idea che determinate categorie bisogna dimostrare di meritarsele non solo sul campo. Ve ne dico una. Abbiamo giocato una stagione intera senza aver effettuato ad inizio anno la rituale visita medica. Tanto per dare la dimensione della faccenda in cui ci siamo trovati invischiati. Lego a Poli la parte più bella e più brutta della mia carriera calcistica. Non parlo solo della splendida cavalcata da imbattuti dello scorso anno in Prima Categoria. Il girone di andata di quest’anno in Promozione ci ha regalato emozioni non distanti da quelle provate giusto una stagione fa. Ci ha detto senza mezzi termini quanto valiamo, qual è il nostro spessore. Ci siamo affermati come una delle realtà più interessanti del girone, avevamo la percezione di poter fare qualcosa di enorme. Premessa: complimenti al Casal Barriera campione, il Villalba era probabilmente la società più solida e meritevole del passaggio in Eccellenza. Tanti applausi alle stagioni di Cantalice e Sant’Angelo Romano. Ma in una situazione societaria seminormale l’aggancio al podio non l’avremmo mai fallito. Non è presunzione, soltanto consapevolezza della forza di un gruppo che faceva della compattezza la sua arma migliore”.

 

ERRORI – “L’ambizione e la voglia di vincere a tutti i costi si sono rivelate armi a doppio taglio, però. A dicembre si sarebbe dovuta chiudere la nostra avventura, con le dimissioni di mister Vicalvi. Lo dico con pentimento, perché io prima di tutti non me la sono sentita di lasciare da secondo in classifica. Prima dei soldi, per me c’è il risultato sportivo e le prospettive di vittoria in questo girone erano alte. Con i miei compagni chiaramente non abbiamo smesso di sentirci e vederci e posso assicurare che il rammarico per aver sprecato un’occasione del genere è vivo, forte e ci fa ancora male. Ma non possiamo dire che sia dipeso da noi. Dimessosi Vicalvi è finito tutto, lentamente. Giacomo Galli ha preso le redini della squadra, ma nel breve tempo ha capito che fare calcio a Poli è quantomeno complicato. Massima stima nei suoi confronti, personaggio strepitoso – uomo che ha respirato a pieni polmoni il calcio vero – e che mi ha fatto molto piacere conoscere. Lo stimo molto, ma anche lui sa di aver perso voglia e motivazioni dopo poco, di fronte ai tanti ostacoli incontrati. Abbiamo cominciato ad allenarci quasi mai e male e la conseguenza sono stati i gravi infortuni che hanno decimato la squadra nei suoi elementi cardine. Nel frattempo avevamo perso il fisioterapista, al campo agli allenamenti eravamo giusto pochi affezionati e dei rimborsi chiaramente neanche l’ombra. Chiarisco questo fatto. Gioco a calcio da sempre e la stagione in cui ho percepito il numero più alto di rimborsi è stato lo scorso anno, proprio qui a Poli. Sette su otto, anche se quasi mai regolari e gli ultimi 3 riconosciuti alla firma quest’estate, spalmati nei mesi successivi. Cerco sempre di essere il più chiaro possibile, sincero nel raccontare la verità dei fatti ed intellettualmente onesto sino in fondo. In questa stagione abbiamo percepito solo il mese di settembre. Sento dire che calciatori vecchi e nuovi della società Poli avrebbero mentito riguardo questo argomento. Mi domando, a che pro dovrebbero mentire e di conseguenza mollare? Non vedo la necessità da una parte d’interpretare la parte dello sceriffo e sbandierare eventuali battaglie legali. La società ha avuto problemi e non ha potuto rispettare gli accordi presi. Non ci sono fogli scritti, contratti o vincoli di questo genere. Purtroppo questo è il calcio dilettantistico, servirebbe una riforma in questo senso, maggiori tutele. Non sarà né la prima, né l’ultima – lo dico a malincuore – e non finisce il mondo. A dicembre avevo ed avevamo richieste importanti da altre squadre. La società non ha permesso trasferimenti, dando rassicurazioni sulla parte economica. Questo è stato lo sbaglio. Ripeto, per quanto mi riguarda non era un problema rimanere, come ho già precisato. Credevo fortemente nella vittoria ed ho contagiato anche alcuni miei compagni che preferivano altre soluzioni. Vincere veniva davanti a tutto, ho capito che non è così, in realtà. Mi servirà da lezione per il futuro”.

 

L’ABBANDONO DI RIANO – Ho cambiato direzione nel momento in cui ho capito che la nostra forza ed il nostro successo era troppo legato a Francesco Vicalvi. Senza polemiche, la società Poli non è strutturata per affrontare questo tipo di torneo. Non parlo soltanto di competenze calcistiche, ma anche dal punto di vista economico e numerico. Il mister reggeva tutta l’impalcatura, era lui a gestire la settimana della squadra. Non era più giusto metter noi la faccia in questa spiacevole situazione, facendo butte figure sui campi la domenica. Non lo meritavamo per quanto dato a questa causa. A Riano, contro la Castelnuovese, è stato solo un brutto epilogo, che doveva essere evitato. Dovevamo mollare molto prima, non si doveva arrivare a quel punto. I mesi di febbraio-marzo sono stati un insulto alla squadra che eravamo. Mancava serenità, non allenandoci mancava anche la forma fisica. La gamba non era più piena ed il tracollo sul rettangolo verde era inevitabile. Chiaramente, neanche una parola sui rimborsi che ci spettavano. Poli non è dietro l’angolo, ma sembrava tutto dovuto. Non c’è rancore nei confronti della famiglia Brugnoli, ci hanno dato la possibilità di esprimerci, vincere un campionato pazzesco e vivere emozioni forti, indelebili. Hanno ben detto loro qualche tempo fa in un’intervista, gli uomini rispettano gli impegni presi. Mi trovo d’accordo”.

 

NEXT STOP? – “Futuro, che bella parola. Ci penso spesso, anzi sempre. La consueta voglia è triplicata, non vedo l’ora di ricominciare a sudare sotto il sole d’Agosto. Voglio riprendermi sul campo quello che purtroppo non siamo riusciti ad ottenere non per nostra volontà. Neanche a dirlo, l’interesse comune è quello di rimanere uniti. Penso che ad una società che voglia ben figurare possa fare comodo un tridente offensivo composto da Rosi, Grassi e Di Mugno o la regia di Ceccarelli o ancora gli svarioni di Maraschio ai quali prontamente mi trovo costretto a mettere una pezza (sorride, ndr)… Siamo amici prima di tutto, l’affiatamento in campo è lo specchio di ciò che siamo all’esterno. L’intenzione è di non scendere di categoria, abbiamo un conto in sospeso con questo raggruppamento… Di scegliere un progetto solido, prima di tutto. Siamo rimasti troppo scottati dall’ultima esperienza. Di tempo per fare le nostre valutazioni ce ne sarà in abbondanza, ora attendiamo da spettatori ai play off/play out, con la massima serenità. Le richieste non mancano, siamo aperti a proposte nuove. Vogliamo riprendere a divertirci, a vincere”.

Massimiliano Martino – Lazioingol.it

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