Allievi Regionali – PC Tor Sapienza, il successo di Palumbo: “Ripetersi non è mai facile! Gruppo strabiliante, mi rimarrà un grande vuoto…”

Davanti un’orchestra che non stecca mai c’è sempre un direttore eccezionale. Massimiliamo Palumbo, di questo doppio successo dei 2000, è stato forse l’uomo che ci ha creduto più di tutti. Da quel campionato Giovanissimi Regionali perso all’ultima giornata, con 78 punti, l’ex allenatore del Villanova – traslocato al Tor Sapienza – si è rimboccato le maniche iniziando un altro progetto. Che dal suo grande potenziale ne ha ricavato il massimo: due campionati vinti con lo stesso gruppo di Allievi ed altrettanti titoli Elite; una striscia di imbattibilità di 54 partite ufficiali, marcate complessivamente da 170 reti fatte e 145 punti; quest’anno sinora, 76 punti e 88 reti in 28 partite con altre 2 ancora da giocare. Un successo tutt’altro che scontato, come non si stanca mai di sottolineare Palumbo: «Ripetersi non è mai facile e farlo con questi numeri è un successo strabiliante – incalza il mister dei 2000. Quest’anno però ho avuto una fiducia incondizionata nei miei ragazzi. Nell’ultimo mese mi sentivo più sicuro di raggiungere l’obiettivo perché loro hanno fatto un salto mentale, riuscendo a vincere – anche con un po’ di fortuna – partite delicatissime come con la Spes Montesacro e la Boreale. Da queste due gare mi sono accorto che avevamo sviluppato le doti mentali per raggiungere l’obiettivo».

Anche perché è proprio sulla crescita continua e costante che il successo è stato costruito: nel girone di ritorno il Tor Sapienza ha subito solo due reti, tanto per fare un esempio. «Credo sia merito dell’applicazione che ci hanno messo i ragazzi. Mentre nella scorsa stagione, con il mio staff, avevamo privilegiato l’estro individuale e le proiezioni offensive, quest’anno invece abbiamo lavorato soprattutto sul collettivo: volevo impostare le partite più sul possesso, sulla solidità, sulla capacità di dominare il gioco. Ho chiesto ad esempio ai centrocampisti di accompagnare di più il gioco, alla punte, Mancuso, Lucatelli e Stazi, di lavorare tanto per la squadra venendo incontro al portatore. Ma ripeto, i ragazzi sono stati eccezionali: si sono applicati e hanno colmato le lacune che avevano con grandissimo impegno e tanta umiltà». Anche perché ad inizio torneo era evidente che le difficoltà erano aumentate, rispetto alla scorsa stagione: «Quest’anno ci avrebbero tutti atteso al varco e nelle prime giornate questo concetto non era stato compreso dai giocatori. La vera svolta c’è stata dopo la partita con il Guidonia, che avevamo vinto ma giocando male. Ci siamo chiusi nello spogliatoio, ci siamo parlati e loro hanno capito che non bisognava siedersi sugli allora ma continuare a lottare e combattere. Quella è stata la vera svolta della nostra stagione, una scintilla scattata nel luogo sacro del calcio: lo spogliatoio»

E se c’è un segreto dietro questo gruppo, è proprio lo spogliatoio, anche se di patti fra ragazzi e mister non ce n’è stato bisogno. «Loro sono uomini ed hanno capito subito che quest’anno serviva un altro passo, un’altra mentalità. Hanno costruito questo successo con grande umiltà e maturità, rispettandosi fra loro e rispettando lo staff che li accompagnava. Uno staff di primo livello, composto dal mio vice Fabio Ricci, dal Prof. Antonio La Torre, dai dirigenti Omar Mesto, Fabio Mesa e Giancarlo Forte, un gruppo di lavoro strepitoso al quale va dato il giusto merito per aver saputo tenere unito e allenato il gruppo. Naturalmente ringrazio anche la famiglia Armeni: il Tor Sapienza è una grande famiglia e tutti i dirigenti mi hanno messo nelle condizioni migliori per lavorare». Naturalmente però il più grosso grazie Palumbo lo rivolge ai propri 22 guerrieri: «È difficile dire cosa provo adesso che tutto sta per finire. Questi ragazzi mi lasceranno un grande vuoto, è stato un onore per me condividere questo ciclo di due anni e sono orgoglioso di averli allenati, mi hanno fatto provare emozioni indescrivibili. Ma il calcio è anche questo, i giocatori e gli allenatori vanno e vengono. Ma quel che abbiamo finito – conclude Palumbo – rimarrà non soltanto fra le statistiche, ma nel mio cuore. Li ringrazierò sempre per quel che ci siamo trasmessi in questi due anni fino a quando vivrò”.

Ufficio Stampa PC Tor Sapienza

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