BONUS EXTRA – Ottavia, l’ex tecnico Cosmi racconta il primo Crecco: “Voleva vincere in qualsiasi modo, un trattore!”

Un ragazzo semplice, normale. Diciotto anni, lo studio, la patente, un futuro ai propri piedi. E l’eccezionale: annusare la Serie A, la possibilità di respirarla a pieni polmoni. Luca Crecco, appena diciottenne, è un frutto tutto laziale di Formello, con un sogno che lo accompagna fin da quando è bambino: giocare a pallone. E’ un esterno sinistro, in settimana Reja l’ha provato per la sfida con la Juventus, che Luca ha già conosciuto. Lo scorso 15 aprile esordiva contro i bianconeri, quando entrava in campo per sostituire Ledesma. Un ragazzo semplice, come tanti altri: se non fosse per il suo talento, che potrebbe regalargli la maglia da titolare contro la Juve. E la Serie A da conquistare, appena maggiorenne. A raccontare del giovane di Balduina che ha incantato la Lazio (che se lo tiene stretto almeno fino al 2017), il Corriere dello Sport ha raccolto i racconti del papà e del suo primo allenatore Claudio Cosmi, i quali hanno rilasciato delle interviste pubblicate oggi sulle pagine del quotidiano.

PAROLA A CLAUDIO COSMI: “CORSA E GOL, ERA UNICO” – Claudio Cosmi, allenatore del settore giovanile, tutto è nato con lei. Crecco aveva 4 anni quando la conobbe, lo portò alla scuola calcio di Ottavia “Abbiamo iniziato a calciare su un campo di calcetto, cinque contro cinque, cominciammo così. Ci allenammo per un paio di anni alla Balduina, i più bravi li portavamo al centro sportivo di Ottavia”.

L’appuntamento era fisso. “Prendevamo il trenino, era un’impresa accompagnare tutti i ragazzi (risata, ndr), ne portavo 8-10 ad Ottavia, dipendeva delle giornate. Si partiva alle 16,45, tornavamo intorno alle 20. I genitori lasciavano i ragazzi in stazione e li riprendevano in serata. Il mercoledì l’allenamento era alla Balduina, il martedì e il venerdì ad Ottavia. Luca era il bambino più bravo”.

Sfrecciava sulla fascia, cresceva bene. “Mi colpì il suo carattere, le doti tecniche erano palesi. Così piccolo era già un agonista, piangeva se perdeva. Non mi parlava, per farlo arrabbiare a volte arbitravo al contrario e lui s’avvelenava. Aveva l’agonismo dentro, uno spirito impressionante, ma era sempre educato, viene da una famiglia di grandi valori. Ho allenato tanti bambini altrettanto bravi, ma non avevano la stessa voglia di vincere. Lui voleva vincere in qualsiasi modo”.

La fascia è il suo habitat naturale? Quando iniziammo a giocare a undici affrontammo il primo campionato con il 4-3-3. Luca agiva da attaccante esterno, a sinistra o a destra, poteva far tutto. Col passare del tempo lo spostai, si esibiva da terzo a centrocampo”.

E puntava la porta… “Faceva gol, tanti gol. Inventai un gioco carino, per far divertire i ragazzi e appassionarli compilavo le pagelle dopo le partite. A fine anno regalavo una Coppa a chi aveva fatto registrare i volti più alti. Crecco vinse il premio per 2-3 anni, era sempre il migliore”.

L’Ottavia ha sfornato bei talenti. “Ho allenato anche Cataldi, ma Danilo è un ‘94. Nel giorno del provino con la Lazio io e Sandro Sensoli, a quel tempo diesse dell’Ottavia, accompagnammo Luca. Fu preso subito, aveva 12 anni”.

Cosmi, quanto è orgoglioso? “Sono molto contento. Luca è un bravo ragazzo, non solo un bravo calciatore. Se il compagno era in difficoltà lo aiutava, se c’era bisogno di dare una pacca d’incoraggiamento a qualcuno lui la dava. Ci sono ragazzi cattivi dentro, Luca no. Era un ‘95, molti dicevano che avrebbe potuto giocare con i ‘93. A 10 anni, se puoi giocare con quelli di 12-13, vuole dire che hai grande forza”.

Ragazzo precoce, fisico da atleta. “Era veloce e coordinato, in campo era un trattore. E da piccolo vedeva la porta in maniera incredibile, arrivò anche a quota 20-30 gol a stagione. Dribblava 3 avversari alla volta, andava in porta da solo, le partite le vinceva lui”.

Lazio nel cuore, Juve nel suo destino. L’esordio del 15 aprile in A avrà emozionato anche lei… “Mi chiamò la mamma il giorno dopo, era emozionata, anche io lo ero. Spero di riuscire a vedere la partita, ho due bambini piccoli, è dura organizzarsi. Se potrò scapperò in un pub, prenderò una birra e mi gusterò lo spettacolo. Sperando che Luca ci sia”.

Laura Castellani – Lalaziosiamonoi.it

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