Promozione, Girone D – Imprevedibile Terracina: contro l’Anagni per dedicarsi una domenica da ricordare

La doppia faccia del Terracina. Migliore denominazione non potrebbe esserci per l’ultimo periodo calcistico vissuto della squadra tirrenica, passata da un eccesso sportivo all’altro. Un’altalena di risultati e di prestazioni che hanno inficiato il percorso in campionato, fatto precipitare la truppa di Milo in un burrone e poi – con l’aiuto del carattere – rimesso in carreggiata una squadra viva e tonica, pronta a battagliarsi l’accesso ai play off. Nel primo scorcio di stagione, infatti, il fortino del “Mario Colavolpe” aveva fruttato il grosso dei punti dei tigrotti, mentre l’inizio del nuovo anno solare è coinciso con un clamoroso cambio di marcia. Una metamorfosi incredibilmente veloce, che ha trasformato lo stadio di Via Ceccaccio da fortezza inespugnabile a vero e proprio “ostacolo” alla rincorsa al vertice dei tigrotti. Dalla netta vittoria (3-0) contro il Pontinia, sono arrivate uno striminzito pareggio con il modesto Arpino, la vittoria di misura contro il fanalino di coda e la sconfitta contro il tranquillo San Michele. In mezzo, per non farsi mancare nulla, la partita iniziata e sospesa con il Sezze (con il risultato che arrideva ai biancoelesti) per il cedimento del palo della porta sotto la Curva Mare.

Fuori casa, invece, la musica cambia decisamente. Ma proprio a partire dal nuovo anno, con ben 11 punti conquistati nelle trasferta di Castelforte, Minturno, Tecchiena, Cassino (con il Real Theodicea) e Lenola; 3 vittorie e due pareggi, con l’ultimo ko che risale addirittura alla sfida di Ausonia. Se solo i tigrotti avessero aggiunto a questo ruolino di marcia da battistrada i classici punti casalinghi (mancati – ironia della sorte – proprio nel nuovo anno) inseriti nella tabellina iniziale della stagione, si troverebbero a ridosso del secondo posto e con l’inerzia tutta dalla loro parte. La sfida contro l’Anagni è la prima delle dieci finali che attendono la squadra biancoceleste. Il tempo dei rimpianti e delle occasioni perse dovrà necessariamente lasciare spazio ai nuovi ruggiti della tigre: ferita, vessata e colpita, ma ancora in piedi. L’assenza del cuore pulsante del tifo e gli infortuni che hanno falcidiato la rosa biancoceleste devono essere catalogati come attenuanti, non cause dell’ultimo scorcio di stagione. E proprio per questo, i prossimi novanta minuti del “Colavolpe” saranno i primi senza un domani. Per il peso rivestito e per l’attualità dettata dalla classifica. Perché l’unica vera “certezza” del Terracina appare proprio la sua imprevedibilità. In casa ed in trasferta.

Luciano Savarese – Terrasport.it

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