Eccellenza, Girone B – Cassino, la tifoseria è con la squadra. Il recupero degli uomini chiave l’arma in più di una squadra che non può perdere un torneo già vinto

Calma e sangue freddo. Il Cassino si trova a gestire il momento più delicato della stagione. Da una parte le inseguitrici che sembra abbiano trovato la quadratura del cerchio per fare un filotto di vittorie e tentare di azzannare la squadra dell’abbazia in vetta alla classifica, dall’altra i biancazzurri alla ricerca della chiave di volta che consenta di rimettere la stagione su quei binari sin troppo in discesa che avevano caratterizzato le domeniche fino alle primissime del 2017 dove le vittorie esterne con Formia e poi il recupero col Colleferro parevano aver chiuso a doppia mandata il discorso per la prima posizione. E invece niente affatto. Da metà gennaio in poi una metamorfosi ha portato il Cassino a cadere in un vortice che ha prodotto appena 8 punti nelle ultime 7 gare con un attacco che improvvisamente si è scoperto anemico: solo 4 reti all’attivo e 5 al passivo. Una media da play out. I biancazzurri hanno cominciato improvvisamente a giocare male ed a digiunare sotto l’aspetto della prolificità offensiva. Fino al recupero di Colleferro la prima linea cassinate aveva fatto esultare ben 37 volte i propri tifosi: tradotto, 37 centri in 18 gare oltre il 90% delle marcature concentrate nel girone d’andata più una partita. I dati sono ancora più impietosi se si guarda al tenore degli avversari del periodo, in confronto al Cassino, per carità: Arce, Roccasecca, Unipomezia, Lido dei Pini, Itri e San Cesareo e Artena. Se si toglie quest’ultima, le altre lottano per non retrocedere. Un po’ povero il consuntivo.

Appagamento? Calo fisiologico? Calo fisico? Cambio del modo di giocare (come affermato più volte da Castellucci)? Sfortuna? Probabilmente sono vere un po’ di tutte. Ma il Cassino ora ha bisogno di riprendere la rotta e soprattutto non perdere ulteriori punti in vista degli scontri diretti dove è meglio presentarsi con qualche punticino a protezione. E questo è il momento per dare un colpo d’ala al campionato e riallungare. Tra due settimane c’è l’Audace al “Salveti” e tra quattro si andrà al “Quinto Ricci” di Aprilia. Domenica scorsa il Cassino ha rifatto vedere qualcosa di buono contro l’Artena su un campo che rasentava l’impresentabile al netto della pioggia caduta (ah in tribuna c’era anche il sindaco D’Alessandro, speriamo possa spendersi per intervenire in qualche modo). Perrotti e Salese stanno crescendo dopo un inizio stentato, Giglio deve ritrovare lo smalto dei giorni migliori. Serve autostima, invece, a Macciocca che ha fatto intravedere un buon potenziale anche se ancora non lo ha espresso in casacca cassinate, e per questo nelle ultime settimane è stato beccato da parte della tifoseria.

A proposito, l’ottima notizia è venuta proprio dai tifosi del Cassino che domenica sono stati compatti al fianco della squadra. Non si sono sentite neanche quelle (isolate) contestazioni che nel post Cedial avevano indotto Castellucci a pensare alle dimissioni. Sicuramente da qui si riparte per fare squadra e affrontare la parte decisiva della stagione. Il prossimo weekend c’è l’insidiosa trasferta in quel di Gaeta con la formazione tirrenica in piena bagarre salvezza. Serviranno i 3 punti per ridare fiducia all’ambiente, rimpinguare la classifica e respingere le offensive in vetta; perché il Cassino, alla fine di tutto, questo campionato non può perderlo.

Simone Tescione – Cassinoinforma.it

Lascia un commento