UN’OPINIONE AL GIORNO – Serie D, ora è tutto più chiaro. I pronostici di Dirix: “Monterosi-Rieti, ma occhio al L’Aquila. Trastevere? Solo belle parole”. E sul reclamo del Gravina…

Ultimati i recuperi, ora la graduatoria parla chiaro. In Serie D, nei gironi G ed H la lotta per il vertice è appassionante tanto quella per salvare la categoria. In mezzo tante squadre a sgomitare per un posto al sole, con le laziali decise a lasciar traccia del proprio passaggio. La redazione di Lazioingol.it si è interfacciata a tal proposito con lo stimato Andrea Dirix, collega di Sportinoro. Un’enciclopedia in fatto di calcio dilettantistico, un vero e proprio guru del settore.

Nella terza ed ultima puntata, una panoramica completa sulla quarta serie nazionale.

 

Ti chiedo innanzitutto una panoramica generale sulle laziali impegnate nel girone G ed un parere sullo scontro in vetta tra Monterosi e Rieti, da estendere senza dubbio ad Arzachena e L’Aquila. Le compagini di D’Antoni e Paris rischiano di duellare fino all’ultima giornata? “Calma, la strada è ancora lunga ed il ventaglio delle pretendenti è ampio. L’Aquila e direi soprattutto il suo tecnico, assai avvezzo a vincere campionati, rappresentano competitor di cui è meglio non vendere la pelle prima del tempo. Rieti e Monterosi stanno onorando i pronostici d’inizio torneo: parliamo di formazioni ricche di talento e di club che hanno dimostrato stabilità. Si temono e, come sempre avviene in questi casi, quando si affrontano non mancano le polemiche. È assai probabile che il duello contraddistingua il campionato fino al 7 maggio, però attenzione alle antagoniste e soprattutto a vicende collaterali, ma non meno importanti come il caso-Foligno. Per quanto riguarda le altre laziali, direi che la stagione fino a questo momento ci abbia dato parecchie soddisfazioni. L’unica in leggera sofferenza è la Flaminia, anche se la zona-play out al momento è a debita distanza. Credo che la formazione di Vigna abbia comunque le carte in regola per raggiungere e d anche superare la fatidica quota dei quaranta punti”.

 

Nel girone H ha tenuto non poco banco l’arbitraggio di Città di Ciampino-Gravina qualche settimana fa, con gli ospiti che si sono molto lamentati circa la malafede del direttore di gara. Un tuo pensiero relativo agli eventi ed in sintesi un giudizio sulla cavalcata del Trastevere, tra sogno – sempre meno – e realtà – sempre più -. “Per quanto riguarda la gara del Superga, ho letto le cronache e visto alcune immagini. Certo, la prestazione del direttore di gara non è stata all’altezza ed ha finito con lo scontentare ambo le parti. So che il Gravina ha anche presentato un preannuncio di reclamo, ma non ne conosco le motivazioni. Sulla malafede dell’arbitro non rispondo neppure perché credo sia da folli supporre che una giacchetta nera scenda in campo con il chiaro intento di favorire l’una o l’altra squadra, precludendosi con una cattiva prestazione gran parte delle possibilità di essere promossa e di fatto auto-indirizzandosi verso la fine della propria carriera. Sul Trastevere solo belle parole. Club, settore tecnico e calciatori sembrano aver raggiunto un’alchimia straordinaria. Quando un gruppo di lavoro diventa una famiglia, tutti si battono per l’altro e nessun traguardo diventa impossibile. Vale nel calcio e vale nella vita”.

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