BONUS EXTRA – Quando rap batte calcio 6-2 6-2: Mita, il Principe di Poli. “Ehi, questa è la maxi storia di come la mia vita è cambiata”…

Ora corre meno, non che prima passasse le giornate ad arare i campi da gioco. Seduto sul letto, schiena curva sulla scrivania. Flusso regolare, inchiostro a fiumi che s’incastra sulla strumentale. Voce. Tiene il tempo, sputa versi, dà musica e ritmo alle parole. Denti stretti. Rap volgare. Alessio Mita ha messo da parte gli scarpini, la sera non lo trovi più al ‘Comunale’ di Poli. Ed il pittoresco custode Ricardo Gasek ringrazia.

Lo spogliatoio gli manca, ma la musica ha prevalso. Ad agosto ha conosciuto nuovi compagni, la prima esperienza nel calcio dei grandi. Qualche scampolo con mister Galli e ancor prima nella gestione Vicalvi. Il campo visto a mozzichi e bocconi, l’orgoglio di rappresentare il suo paese in Promozione, quello c’è stato. Oggi la sfida è un’altra, la fame è tanta. A Lazioingol.it, il giovane ormai 19enne ha raccontato le emozioni di far parte del Poli e la successiva inversione di rotta. In esclusiva. “Il gioco è appena iniziato”. Mita al mic.
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È passato circa un mese dal momento in cui ha detto basta. Bello il calcio, ma il tuo mondo è la musica. Cosa ti ha portato a questa scelta? “Comincio col dirti che stai fuori. Ma che intervista è…?! (ride di gusto, ndr) Tant’è che a malincuore ho detto basta col calcio, perché mi portava via tempo ed energie. Metto sempre in secondo piano il fatto di aver giocato poco e niente, non è stata di certo quella la proverbiale goccia”
Pensi sia definitiva la tua decisione? “Per ora sì, la scelta è definitiva. Ma non si sa mai, il calcio è la seconda donna dell’uomo”.
In questa stagione ti sei approcciato per la prima volta al calcio dei grandi. Come ti sei trovato nello spogliatoio del Poli? “I ragazzi del Poli sono tutti, dal primo all’ultimo, dei ragazzi squisiti, con i quali mi sono trovato molto bene e mai ho riscontrato problemi. Anzi, mi mancano”.
Poche apparizioni nella gestione Vicalvi, scampoli di match con mister Galli. Hai pagato lo scotto del passaggio da Juniores a prima squadra, credi di aver avuto tutto ciò che meritavi o potevi dar di più? “Nelle squadre in cui ho giocato negli anni precedenti venivo considerato bravo, il bomber… Non so risponderti di preciso, sono stato abituato a fare 20 gol a stagione, quindi per questo mi aspettavo di avere qualche chance in più. È chiaro che le categorie contano, ci mancherebbe. Non riuscire a dimostrare il mio valore è diventato un peso che non sono stato in grado di reggere”.
Rap volgare, questo il nome del tuo mixtape d’uscita. Brusca sterzata rispetto al passato. Eppure tu sei un cucciolo… Come va la nuova vita? Il rap ti riempie la giornata ora. Hai tanta fame e talento. Sei pronto a tutto pur di afferrare il sogno che ti tormenta? “Ora col rap mi sto togliendo parecchie soddisfazioni, ma ancora siamo al punto di partenza. Un passo alla volta e le soddisfazioni arriveranno, almeno spero. Avrei voluto avere la stessa fame che ho in questo mondo, in mezzo al campo. Di Mugno avrebbe indossato la 15 ogni domenica (ride, ndr)“.
In chiusura, due parole per i tuoi compagni di viaggio. Sai di aver lasciato un’ingombrante assenza all’interno dello spogliatoio… “Sono convinto che sia davvero ingombrante… Ho avuto anche la fortuna di conoscere il mister Galli, un toro, un pazzo. Auguro il meglio a lui e ai ragazzi che, conoscendo, possono fare molto di più. FORZA POLI”.

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