BONUS EXTRA – Chieti shock: recapitata una busta contenente un proiettile al Presidente ed al mister!

Una busta gialla contenente una lettera anonima di minacce e un proiettile è stata indirizzata al presidente del Chieti Calcio, Mauro Giacomini, e al suo allenatore Alberto Mariani. Nella lettera compaiono anche i volti dei due destinatari segnati da una croce disegnata con un pennarello rosso.

La missiva non è mai arrivata a destinazione perché è stata intercettata dall’ufficio postale e consegnata alle forze dell’ordine. Sul caso della lettera minatoria, confermato da fonti investigative, sta indagando la Digos di Chieti. La tensione in città attorno alla società neroverde è talmente elevata che a Giacomini è stato consigliato di rimanere lontano da Chieti.

Il presidente romano era stato duramente contestato dalla tifoseria lo scorso 2 ottobre, al termine della sconfitta interna con la Fermana, quando fu costretto a lasciare lo stadio Angelini da un’uscita secondaria e scortato dalla polizia. In quell’occasione, davanti a una trentina di tifosi inferociti, Giacomini andò via con la sua auto, guidata fino all’imbocco dell’autostrada verso Roma da un uomo della Digos. Da quel giorno il presidente ha disertato l’Angelini e non è stato più visto a Chieti ma, nonostante il clima ostile, continua a ribadire la volontà di restare alla guida della società. Che, in realtà, ha già abbandonato la squadra al suo triste destino: domenica scorsa nessun dirigente era presente alla partita di Campobasso.

Lo spettro fallimento. Mentre la squadra rimedia figuracce in campo e in molti si chiedono il senso di iscrivere il Chieti al campionato di serie D in queste condizioni, la vera partita si gioca in tribunale.

Alla lunga fila di creditori si è aggiunto l’ex vice presidente Walter Costa, che ha presentato istanza di fallimento per recuperare circa 70mila euro prestati alla società e mai restituiti. Lunedì 5 dicembre, al tribunale fallimentare di Chieti, ci sarà, davanti al giudice Nicola Valletta, l’udienza per discutere dell’istanza di fallimento presentata da Costa e da altri due creditori, la Satam e un’azienda di biglietteria.

«Stiamo facendo di tutto per salvare il Chieti dal fallimento», ha detto Giacomini nei giorni scorsi, «con la maggior parte dei creditori abbiamo raggiunto un accordo. Adesso bisogna trovare un’intesa con Walter Costa, ma siamo a buon punto e sono fiducioso». Tra risultati sportivi e questioni societarie, la stagione del Chieti è un calvario.

Questo è il punto più basso in 94 anni di storia del calcio neroverde. «Ho sempre detto che la priorità era salvare la società e stiamo lavorando in questa direzione. La squadra a dicembre verrà rinforzata con cinque giocatori esperti e l’obiettivo sarà quello di fare i play out. Se dovessimo retrocedere sul campo e salvare la società, non escludo l’ipotesi ripescaggio».

Nuove grane. Mentre Giacomini promette di salvare la società, la squadra rischia persino di essere cacciata dall’hotel Pesco Falcone di Caramanico, dove alloggia dalla fine di agosto perché nessun titolare di strutture ricettive della città vuole più sentir parlare di Chieti Calcio, società che ha perso credibilità agli occhi di tutti.

«Giacomini è in ritardo nei pagamenti e, se non rispetta gli accordi presi, sono costretto a mandare via la squadra», dice Giuseppe Infante, titolare dell’hotel Pesco Falcone. «Spero che Giacomini mantenga le promesse perché mi dispiacerebbe cacciare dalla mia struttura ragazzi che non hanno colpe».

La squadra due giorni fa non si è allenata e non lo ha fatto neanche ieri nemmeno oggi perché non sa dove andare.

Infante ha incontrato l’altro ieri pomeriggio Giacomini a Roma e ha ricevuto delle garanzie. Se non ci saranno intoppi, i giocatori rientreranno domani mattina a Caramanico per riprendere gli allenamenti in vista della partita di domenica all’Angelini con la Sammaurese.

Il Centro

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