LAZIALI D’ESPORTAZIONE – Figlio di a chi?! Lorenzo Di Livio: “Voglio fare strada, spero un giorno di tornare alla Roma”

Sono tanti i ragazzi della nostra regione sparsi per l’Italia e all’estero. Laziali d’esportazione, nuovissima rubrica di Lazioingol.it, punta a riavvicinarli idealmente a casa, indagando circa le nuove abitudini, i nuovi usi e costumi. Il nuovo modo d’intendere e di vedere il football, lontano dal rassicurante focolare domestico.

Sotto la lente d’ingrandimento, in questa puntata, Lorenzo Di Livio, talento in forza alla Ternana, ma di scuola tutta giallorossa. Nessun peso “l’esser figlio di…”. Lorenzo vuole dimostrare col tempo di meritare maglie importanti. Quella della Roma, in Serie A, l’ha già indossata. Scampoli di match, contro il Chievo Verona, nessun timore reverenziale all’esordio. Quest’anno il classe ’97 che ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile dei Lupi – divenendo punto fermo nello scacchiere di mister De Rossi – sta maturando nella città di San Valentino. Terni, la cadetteria, le ambizioni. Di Livio racconta in esclusiva a Lazioingol.it il proprio momento, a pochi giorni dal match di campionato contro il Frosinone capoclassifica.

Partiamo dall’attuale esperienza alla Ternana. Come sta andando? Come ti trovi a Terni? Che piazza è e che gruppo hai trovato?

Qui a Terni sto bene. All’inizio è stata dura ambientarsi perché venivo da una realtà completamente diversa e cambiare non è stato facile. Sono cresciuto a Roma, solo ed esclusivamente in quel settore giovanile, quindi ci può stare un piccolo periodo di ambientamento. Mi hanno accolto benissimo e sto imparando molto dai più esperti.

Sabato farete visita alla capolista Frosinone, che partita ti aspetti?

Loro sono forti e lo stanno dimostrando. Sono retrocessi dalla serie A e hanno qualcosa in più rispetto alle altre squadre. Noi non abbiamo nulla da perdere. Siamo partiti bene e poi abbiamo subìto un calo. L’ultima vittoria, però, ci ha ridato entusiasmo. Speriamo di fare bene.

Il tuo tecnico Benito Carbone “qualcosina” di calcio ha masticato, quanto può essere importante per la tua crescita? Che tipo di rapporto hai instaurato con lui?

È stato un grande campione e nel mio piccolo somiglio un po’ a lui. Sono quel tipo di giocatore, baricentro basso, che prova a saltare l’uomo. Posso dirti che a livello umano è una bella persona e credo che possa aiutarmi molto anche a livello tecnico-tattico.

Considerate le tue qualità ti aspettavi, onestamente, un prestito in serie A? oppure giusto provare a crescere partendo dalla B?

La serie A è un campionato difficile. Credo che “partire” dalla B è stata la scelta giusta. Qui c’è più agonismo, più fame e voglia di arrivare. Devo ritagliarmi il mio spazio, questa esperienza potrà arricchirmi.

Che esperienza è stata il ritiro con la Roma prima squadra?

Il mio primo ritiro con la prima squadra della Roma è stato quello di 2 anni fa. Emozione unica, diciamo un sogno che si avvera. Allenarti con i tuoi idoli Totti, De Rossi, Florenzi è qualcosa di magico. Ti fa crescere a livello professionale e ti dà una carica in più. Spero un giorno di tornare lì da protagonista.

In una recente intervista tuo papà ha dichiarato “Lorenzo ha più qualità di me!” aldilà dell’attestato di stima, che può essere quello di padre, quanto conta perché detto da un grandissimo campione?

Non so se ha ragione. Posso dirti solo che spero di fare anche parte della sua carriera. Lui ha vinto praticamente tutto. Forse a livello tecnico posso avere qualcosina in più ma il calcio non è solo quello. Lui aveva molte altre doti in più di me. Io devo crescere e imparare da lui.

Chiesa alla Fiorentina, Simeone al Genoa, Di Francesco al Bologna potrei continuare ancora per molto. Trovi che sia più semplice avere un cognome famoso per sfondare, oppure, è dura sapere di avere talento ma doverlo dimostrare più degli altri?

Personalmente non è mai stato un peso. È normale, avere un papà calciatore, ti fa sì crescere in un mondo che, vuoi o non vuoi, ti porta a giocare a sognare e pensare a questo mestiere. Per me è una responsabilità serie ma sinceramente non ci penso più di tanto. Voglio vivere e fare la mia carriera, stop. Speriamo di fare strada.

Massimiliano Martino & Matteo Botti

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