LAZIALI D’ESPORTAZIONE – Testardi cerca una nuova casa: “Tornare nel Lazio? Mai dire mai, ma del Trastevere non ho sentito nessuno”

Sono tanti i ragazzi della nostra regione sparsi per l’Italia e all’estero. Laziali d’esportazione, nuovissima rubrica di Lazioingol.it, punta a riavvicinarli idealmente a casa, indagando circa le nuove abitudini, i nuovi usi e costumi. Il nuovo modo d’intendere e di vedere il football, lontano dal rassicurante focolare domestico.

Sotto la lente d’ingrandimento, un ariete scuola Pescara. Emanuele Testardi ha assaggiato la massima serie in maglia blucerchiata. Lo Stivale l’ha girato in lungo ed in largo, in profondità. Ha fatto esperienza di tutte le maggiori categorie, nonostante i 26 anni da compiere. Quest’anno veste la maglia del San Severo, ha preso residenza in Puglia. Ancora per poco…

Ti sei affacciato in Serie A, hai tentato l’avventura in cadetteria ed infine ti sei stabilizzato in Lega Pro. Nelle ultime due stagioni hai deciso di scendere in Serie D. Vivi questa situazione come un declassamento o come un trampolino di rilancio? Ho avuto la fortuna di mettere piede in Serie A, penso sia il sogno di tutti. Facevo parte di rose – negli anni di Primavera a Pescara e alla Sampdoria soprattutto – composte da giocatori che oggi militano in grandi club europei ed italiani. Purtroppo qualche sbaglio in passato l’ho fatto ed oggi ne pago le conseguenze. Arrivare in alto è difficile, ma a scendere ci vuole un secondo. Per stare a certi livelli, oltre alle doti tecniche, devi avere quelle mentali. Ho scelto di misurarmi in Serie D perché la Lega Pro di oggi non permette di guadagnare neanche un buono stipendio, a meno che non fai parte di club di prima fascia, che lottano per obiettivi ambiziosi”.

 
A proposito, hai avuto anche una parentesi in Ungheria, nelle fila dell’Honved, leggendario club di Puskas. Che ricordi hai dell’esperienza magiara? “Sono stato bene, anche se non è durata molto. Il ampionato ungherese è stato un’esperienza positiva. Mi sono messo in gioco specialmente dal punto di vista della vita di ogni giorno. Mi piaceva il posto, si viveva bene”.
 
In estate hai scelto il San Severo. In giallorosso avresti avuto finalmente modo di tentare di raggiungere i play off e finalmente la doppia cifra di reti. Ed invece? “Qui a San Severo ho cominciato col piede giusto. Sono partito bene, facendo 4 gol in 9 partite, ma a causa di un rapporto non proprio idilliaco col mister la società ha deciso di interrompere il rapporto. Sfrutterò il mercato di dicembre per trovare una nuova sistemazione”

Il girone H è di quelli non semplici. Credi che rimarrai anche dopo il mercato a misurarti in questo raggruppamento? “In questa categoria ho fatto il girone di Sicilia e Puglia. Ora però vorrei spostarmi al Nord per misurarmi con un livello differente. Sono curioso di conoscere il valore delle squadre del Nord, perché qui dove mi trovo c’è grande competizione. Le piazze sono calde e passionali, le compagini tutte ben attrezzate“.

 


 Il Trastevere è primo. Si parla di un possibile interessamento dei capitolini nei tuoi confronti. Ne sei al corrente? “Il Trastevere sta facendo un ottimo campionato, penso che sia una sorpresa nell’economia del girone. Si trova in testa e credo conti di rimanerci, perché quando sei lissù gli stimoli aumentato e cambiano anche i piani societari. Un mio possibile approdo in amaranto? Sinceramente non ne so nulla?”
 
Ed a tal proposito, ti piacerebbe abbracciare nuovamente la Capitale? Sei nato a Roma, ma fatta eccezione per la parentesi poco fortunata in maglia Lupa Roma di 3 stagioni fa, sei sempre stato abituato a vivere lontano da casa… “Alla Lupa Roma sono stato bene, ma ho avuto una serie di infortuni che mai avevo avuto in vita mia. Cose che purtroppo capitano in questo mestiere, ma fortunatamente sono 3 anni che – facendo gli scongiuri del caso – sto bene dal punto di vista fisico. Ho girato l’Italia, sono uscito di casa a 15 anni andando a Pescara: esatto, una sola esperienza nel Lazio… Ma nella vita mai dire mai!”.

 

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