ESCLUSIVA Prima Categoria, Girone F – Atl. Zagarolo, ora viene il bello. Pentrella: “Ambiente caldo, vogliamo essere la mina vagante”

Ai piedi dei monti Prenestini sta crescendo un gruppo tosto, compatto, di color granata. S’impegna sotto l’occhio vigile di mister Facchi, la domenica vende cara la pelle e sta provando a togliersi qualche soddisfazione inaspettata. L’Atletico Zagarolo ha cambiato pelle in estate, ha inserito nell’organico un vecchietto in cabina di regia, reduce da un infortunio serio. Bella scommessa, Emiliano Pentrella vuole vincerla. Dopo tanto girovagare sembra aver trovato un equilibrio dalle parti di Palazzo Rospigliosi. La classifica sorride, in questo momento positivo la redazione di Lazioingol.it ha voluto scambiare due chiacchiere col Pek di Don Bosco, ex tra le altre di Virtus Divino Amore, Roma VIII e Certosa.
Cosa si dice in alta quota? Bella sensazione? Dì la verità, ad inizio stagione non lo pronosticavate neanche voi… “Già, in alta quota… Direi che abbiamo le vertigini! A parte gli scherzi, è una bella sensazione. Il nostro obiettivo era – ed è tutt’ora – la salvezza. Viviamo domenica per domenica a questo punto, anche se mi piace la mentalità che stiamo acquisendo e che ci sta trasmettendo mister Facchi”.
 
Domenica avete sfidato il Castelverde, altra rivelazione. Hai avuto modo d’incontrare Tripodi, tuo vecchio mister alla Roma VIII, a Torrenova ed a Colle di Fuori. A proposito, in estate sembrava tutto fatto per un tuo passaggio in biancoverde. Poi, cos’è successo? “Si, è vero era praticamente fatta, ma poi ho dovuto fare alcune valutazioni extracalcistiche che mi hanno portato a fare questa scelta di cui sono fermamente convinto. Zagorolo è una piazza calda, passionale. Mi piace, mi riporta indietro di qualche anno. Con Tripodi ed il responsabile della prima squadra Fabio Gelli rimane una stima reciproca, dato il rapporto che si è creato tra Roma Ottava, Torrenova e parte dello scorso anno a Colle di Fuori. Stanno facendo bene, gli auguro di continuare così, ma di arrivare dopo di noi… (ride, ndr)“.
 
In perfetta media inglese, domenica farete visita all’Atletico Genazzano. I padroni di casa vorrano di certo vincere per uscire da un momento altalenante. Come vivete questa attesa? “Campo difficile, squadra altalenante. L’Atletico non ci regalerà nulla, soprattutto perché gioca davanti ai propri tifosi. Mister Facchi sta preparando la gara con la solita minuziosità, tenendo alta la concentrazione. È fondamentale per fare bene”.

Parliamo di te. Hai finalmente trovato la giusta dimensione? Nell’ultimo periodo hai girovagato alla media di due squadre all’anno. Hai trovato pace, Pek? Hai ragione, nell’ultimo biennio ho girato parecchio. Diciamo che nella mia carriera sono stato un vagabondo, ma i tempi erano diversi prima. Purtroppo la situazione delle società fra Promozione e Prima Categoria non è delle migliori e molto spesso mi sono imbattuto in persone che non rispettavano accordi presi o altro. Personalmente ora vengo da un infortunio al crociato, con un operazione di mezzo che ancora mi dà qualche noia, ma come sempre tengo la testa bassa e lavoro per stare al meglio, visto che letà avanza. Ho tempo per smettere, comunque, non sono arrivato ancora al capolinea (sorride, ndr). A Zagarolo, come ho detto in precedenza, ho trovato un bell’ambiente, passionale come piace a me. Vogliamo essere la mina vagante, poi alla fine tireremo le somme. Non nascondo che mi piacerebbe mettere le radici qui, anche se le vie del calcio sono infinite, come ben sai…”

 


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