Eccellenza, Girone A – Ladispoli, parla Travaglini: “La Sabina? Siamo gli avversari di noi stessi. Abbassiamo i gol subiti!”

Giovane, ma già con una grande esperienza: stiamo parlando del portiere classe ’94 Filippo Travaglini, uno degli ultimi arrivati in casa rossoblu. A soli 22 anni, ancora da compiere, Filippo dopo l’esperienza in Serie D con l’Ostiamare, dove ha collezionato più di 30 presenze, e l’Eccellenza nella passata stagione con il Fregene non vede l’ora di continuare a mettersi in mostra con la maglia del Ladispoli, per tornare a calcare un giorno i campi di Serie D. Ragazzo di grande personalità a cui piace stare lì, tra i pali e la traversa: gli piace tutto di quel ruolo così diverso, di responsabilità. Perché essere un portiere vuol dire saper stare in porta che è diverso dal saper parare. Sei portiere quando i tuoi compagni della difesa sanno di poter contare su di te. Sei portiere quando sbagli e non pensi all’errore, ma al prossimo intervento da fare.

Tempo fa hai dichiarato che una dote essenziale per un portiere è la forza mentale: quanto è difficile per un estremo difensore recuperare psicologicamente dopo un errore?

E confermo quanto detto tempo fa, ovvio se si escludono le capacità tecniche. Penso sia fondamentale in quanto faccio un ruolo dove è davvero sottile la linea che passa tra esaltarsi o sprofondare nel baratro e credo si debba trovare il giusto equilibrio. Poi ovvio purtroppo noi portieri paghiamo uno scotto non da poco, ovvero che l’errore è per forza di cose più evidente poiché alle nostre spalle c’è la rete, che fa cambiare il risultato a differenza magari di un errore sotto porta di un attaccante che male che possa andare lascerebbe il risultato invariato. Proprio per questa serie di motivi ritengo importante gettarsi subito alle spalle un eventuale errore per non andare a rovinare il seguito della prestazione, anche perché ne risentirebbe sicuramente tutta la squadra e credo che sia l’aspetto di maggiore importanza. Ti confermo infatti che non è un ruolo per deboli ecco, ci vuole grande personalità, ma anche un enorme dose di intelligenza e lucidità, saper leggere bene le situazioni e scegliere sempre la cosa giusta da fare in una frazione di tempo che farà sicuramente la differenza. Su questo devo dirti sinceramente che il grande Ezio (Cascianelli, preparatore dei portieri) ci aiuta e stimola alla grandissima.

Ti abbiamo sentito più volte sostenere e motivare i tuoi compagni con convinzione, passione: ti ha mai sfiorato l’idea di indossare, un giorno, la fascia da capitano?

Mi riallaccio a quanto appena detto, è un ruolo dove la componente psicologica la fa da padrone e credo che il portiere sia la figura che piu di tutti non possa mollare un attimo, avere sempre l’occhio della tigre dal primo minuto, anzi dal primo allenamento della settimana fino al triplice fischio della domenica. Per quanto riguarda la fascia da capitano ti dico sinceramente che sarebbe sicuramente una bella esperienza e una grande responsabilità, ma credo che il capitano debba essere un giocatore di movimento che possa parlare con l’arbitro o con i compagni in qualsiasi momento della partita e il portiere non può permettersi di prendere e abbandonare “mamma porta” per andare a protestare con l’arbitro in mezzo al campo. Ci tengo pero a dirti che mi piace essere lì a tenere sul pezzo i miei compagni, a prescindere dal fatto che io abbia o meno la fascia da capitano. Penso ci siano in qualsiasi spogliatoio degli elementi piu o meno carismatici, ma credimi faccio fatica a trovare in quello del Ladispoli qualcuno che non abbia gli attributi per indossarla. Mi spiego meglio, il nostro capitano Bacchi lo fa alla grande, ma alla fine conta il fatto che quando in campo viene toccato un nostro compagno siamo tutti li insieme a difenderlo, o magari che ogni ragazzo di questa squadra sa sempre come e cosa dire al momento giusto. E penso che questa sia la nostra piu grande forza che alla fine farà la differenza, che siamo sempre pronti a fare un metro in piu per il nostro compagno! Domenica col Monterotondo, nonostante la prestazione non sia stata delle migliori, credo che sia stata una partita importante poiché nonostante si è giocato male siamo riusciti a portare a casa i 3 punti ed è un segnale molto importante.

Quando la difesa è solida e riesci a tenere la porta inviolata, come nella partita contro il Real Monterotondo, da portiere esci dal campo con qualche certezza in più?

Giochiamo un calcio molto propositivo che spesso ci porta a sbilanciarci un po’ e quindi siamo esposti a qualche gol di troppo. Ovvio uscire con la porta inviolata equivale ad un gol segnato per un attaccante diciamo. Purtroppo ultimamente ne abbiamo preso qualcuno di troppo e soprattutto qualcuno sicuramente evitabile, ma penso faccia tutto parte di un processo di crescita visibile agli occhi di tutti che sta producendo risultati importanti in campionato e in coppa. Ricordo inoltre che siamo probabilmente una delle squadre piu giovani del campionato se guardiamo l’intera rosa. Abbiamo giovani secondo me tra i più importanti di questo girone e della categoria e non e da poco che siano sempre pronti a lavorare a testa bassa e con la massima intensità guidati dai piu grandi, è raro al giorno d’oggi. Penso comunque che se una squadra incassi gol non si debba incolpare la difesa, ma una lettura sbagliata della fase difensiva di tutta la squadra. Poi ovvio ci sono dei particolari e degli errori che sicuramente con l’esperienza non verranno ripetuti. Speriamo di abbassare ulteriormente i gol incassati.

L’avversario di domenica si chiama La Sabina, attualmente a quota 4 punti in classifica

L’avversario di domenica mi dici che si chiama la Sabina, ma io ti rispondo dicendo che l’avversario di ogni domenica siamo solo noi stessi. Dobbiamo entrare nell’ottica che siamo padroni del nostro destino e dobbiamo gestire noi i ritmi di gara sapendone interpretare ogni momento, soprattutto perché penso che abbiamo tutte le carte in regole per poter insidiare qualsiasi squadra e lo dimostrano i risultati che stiamo ottenendo e che magari vengono sottovalutati. Stiamo in salute e stiamo prendendo sempre piu consapevolezza della nostra forza e identità di gioco grazie all’ottimo lavoro del mister e del suo staff. Non dobbiamo pero fare l’errore di adagiarci o al contrario di sprofondare nell’amarezza più totale nel momento in cui non dovesse arrivare il risultato sperato, perché significherebbe rovinare senza motivo qualcosa di davvero molto importante. Concludo dicendoti che scendiamo in campo ogni domenica come se dovessimo affrontare la prima in classifica e che noi ci siamo, siamo pronti a dar battaglia a chiunque si imbatta sulla nostra marcia che fino ad ora posso definire molto buona.

Aurora Di Curzio – Ufficio Stampa Ladispoli

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