LAZIALI D’ESPORTAZIONE – Carta, forza e centimetri per la causa Nuorese: “Girone mai così competitivo, ma possiamo battere chiunque!”

Sono tanti i ragazzi della nostra regione sparsi per l’Italia e all’estero. Laziali d’esportazione, nuovissima rubrica di Lazioingol.it, punta a riavvicinarli idealmente a casa, indagando circa le nuove abitudini, i nuovi usi e costumi. Il nuovo modo d’intendere e di vedere il football, lontano dal rassicurante focolare domestico.

Sotto la lente d’ingrandimento, in questa puntata, il fluidificante mancino Gianmarco Carta. Venticinque anni da compiere, la presenza in campo da veterano. Il prodotto della Primavera del Pescara ha preparato il fagotto in estate, annuendo alla proposta di contratto della Nuorese di mister Mariotti. Dopo l’esperienza in Abruzzo, Carta aveva messo stabilmente le tende nella nostra regione, salendo un gradino e poi scendendone un altro. Gettoni accumulati in Lega Pro e in Serie D con le casacche di Aprilia e Cynthia Genzano, fino a transitare la passata stagione alla Lupa Castelli Romani. La redazione di Lazioingol.it lo ha contattato in esclusiva. Lo ha visto anche segnare in quel di Sansepolcro, con una punizione tanto radente quanto beffarda. Questo è quanto ne è venuto fuori.

 

Conosci bene la categoria, eppure questa è la tua prima esperienza fuori dal Lazio, almeno per quanto riguarda le prime squadre. Come ti trovi a Nuoro? “Esatto, la D l’ho già affrontata per 2 anni a Genzano con la Cynthia. È una categoria caratterizzata da grande aggressività, con buoni giocatori e con giovani molto bravi. Questo è un girone che è sempre stato competitivo, ma mai come quest’anno. Credo sia molto equilibrato, noi vogliamo far bene ed abbiamo le qualità per renderlo alla nostra portata. Nuoro è città calda ed accogliente, mi trovo molto bene”
 
State disputando un campionato di buon livello, in un girone molto competitivo. Qualche stop inatteso vi ha però frenato quando potevate prendervi il vertice. Come mai? “Stiamo disputando un buon campionato anche perché, come detto, siamo davvero un’ottima squadra, completa nei reparti. Ovviamente sappiamo che ce la possiamo giocare con tutti, ma allo stesso tempo manteniamo grande umiltà. Abbiamo le potenzialità per battere chiunque. Ti riferisci ai due pareggi in trasferta… Abbiamo affrontato due buone squadre, a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. Purtroppo varie assenze hanno finito col pesare più del dovuto”
 
L’esperienza di una stagione fa alla Lupa Roma può esser catalogata come sfortunata a livello di squadra. Cos’è andato storto? “L’esperienza alla Lupa Castelli Romani non è stata delle migliori, ma sicuramente mi è servita molto a capire che tipo di categoria è la Lega Pro. Molto dura, piena zeppa di giocatori di livello. Incontri piazze davvero importanti. Diciamo che noi eravamo una squadra giovane, dovevamo crescere insieme e cercare una salvezza difficile, ma tutto ciò non è avvenuto. Trovare un motivo per il quale non abbiamo centrato il traguardo non è semplice, mi limito a dire che i fattori che hanno influito sono stati molteplici”.
 
Ci racconti invece com’è nata la trattativa che ti ha portato ad indossare i colori verdeazzurri? Hai avuto iniziali remore a lasciare la tua regione e stabilirti nell’Isola? “La trattativa con la Nuorese è inizialmente nata per volontà del mister Mariotti, visto che già lo conoscevo. Dopo l’esperienza di 3 stagioni fa ad Aprilia in Lega Pro, il mister mi ha dato una mano negli allenamenti. Ero senza squadra e ne cercavo una e lui è stato molto importante per me. Mi ha dato l’opportunità di allenarmi con la Berretti della Ternana, formazione da lui allenata. L’intercessione di Mariotti è stata dunque fondamentale per il mio trasferimento in Sardegna, solo dopo ci sono stati i contatti con la dirigenza. Sinceramente non ho avuto particolari difficoltà a trasferirmi. So bene che bisogna fare dei sacrifici per riuscire in questo mestiere”
 
Quasi un quarto di torneo è passato in rassegna. Quali squadre ti hanno maggiormente impressionato fino ad ora? “Delle squadre che abbiamo già incontrato mi ha fatto una buonissima impressione il Flaminia Civitacastellana per il gioco espresso qui a Nuoro, ma conosco anche Rieti e Monterosi. Dovremo affrontarle, non sarà per niente semplice. Sono due ottime squadre”.
 
A Pescara hai fatto buona parte della trafila delle giovanili. A Nuoro sei in fase di maturazione. In entrambi i casi lontano da Morena, noti delle differenze sostanziali tra un’esperienza e l’altra? “A Pescara sono cresciuto come uomo ed anche come calciatore, ero molto giovane ai tempi. Qui a Nuoro è diverso. Ho raggiunto una maturità differente, ho alle spalle qualche campionato in più, anche se so benissimo che c’è sempre da imparare, tanto nella vita, quanto in campo. Il mio processo di crescita è sempre in atto e spero veramente di fare bene qui a Nuoro, sia a livello personale, ma soprattutto a livello di squadra. È la cosa più importante e a cui tengo di più, perché – ripeto – siamo una squadra consapevole della propria forza e sappiamo di potercela giocare contro tutti”.

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