ESCLUSIVA Prima Categoria, Girone E – Panico a Cerreto, voce a chi era sugli spalti: “Non fate di tutta l’erba un fascio, basta col solito ritornello su Torbellamonaca!”

Non sono passati inosservati gli accadimenti di Cerreto. Botte all’arbitro e agli avversari. Sedicenti ultras che scavalcano le recinzioni, dritti in campo solo per seminare terrore. Pagine di ‘calcio’ che mai vorremmo leggere. Dopo aver dato parola ad Andrea Cecconi, estremo difensore dell’Atletico Cerreto, ci sarebbe piaciuto poter ospitare entro le nostre pagine anche un esponente della controparte. Non avendo né alcuna risposta, né avendo scorto alcun comunicato, la redazione di Lazioingol.it si è prodigata diversamente, accogliendo la richiesta di un papà sugli spalti.

È Gianni Di Mena a raccontare in esclusiva il proprio point of view circa la mattinata di domenica al bellissimo ‘Comunale’ di Via Empolitana II: “È andata in scena una ignobile rissa, purtroppo quello che è stato scritto sull’accaduto è per la maggior parte la sacrosanta verità. Mi riferisco all’incapacità del direttore di gara – che ha contribuito non poco ad inasprire un clima che fino a 10 minuti dalla fine era tranquillo – ed alle responsabilità del numero 16 della Roma VIII (curioso che ancora non si sappia il nome, ndr) che non so nemmeno come si chiami. Ci tengo a precisare che nella Roma VIII ci sono dei ragazzi con un decoroso passato calcistico, che nulla hanno a che vedere con quel signore a parte il colore della maglietta. Dispiace ascoltare in questi giorni il solito ritornello ‘So quelli de Torbellamonaca’. Mio figlio e buona parte dei suoi compagni hanno assistito inermi a questo scempio che comprometterà non poco il proseguio di questa stagione”.

La versione di fatto non si discosta da quel che è stato raccontato in precedenza, ma la volontà di difendere un gruppo di ragazzi – vittime anch’essi della follia del singolo – è palese. Il signor Di Mena prosegue nella sua analisi: “Pur vivendo in un quartiere che porta questa pesante nomina, il gruppo Roma VIII nulla ha a che vedere con certi personaggi. Chi parla ha un passato da dirigente di Scuola Calcio ed ha una moglie insegnante, sempre qui a Torbellamonaca. È per questo che ci addolora l’accaduto: ogni episodio di questo genere lo viviamo come una sconfitta personale. Il ragazzo che ha provocato il pandemonio? Non lo conosco, mio figlio si trova alla Roma VIII perché lo ha cercato mister Fiaschetti in estate. Giocava nel Borghesiana  fino alla scorsa stagione e si è trasferito solo perché lì hanno messo su una squadra all’ultimo momento”.

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